Biciclette da condividere, Mendrisio si alza sui pedali

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Il capoluogo è pronto a investire 900.000 franchi per dotarsi di una rete di bike sharing Così lancia un messaggio agli altri Comuni del distretto che è in ritardo rispetto al resto del Ticino e della Svizzera

Biciclette da condividere, Mendrisio si alza sui pedali
© CdT/Archivio

Biciclette da condividere, Mendrisio si alza sui pedali

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Scatta Mendrisio. Commentando il nostro articolo di ieri sulla mancanza di una rete di biciclette condivise nella regione, il municipale Samuel Maffi ha fatto sapere che il suo Comune ha colto al volo l’opportunità di avviare un progetto in tal senso «e sta affrontando tutto l’iter d’implementazione in maniera affermativa». «Però - ha ammonito Maffi, che è membro della Commissione Regionale dei Trasporti - ci vuole un consenso unanime di tutto il Mendrisiotto». Un messaggio agli altri Comuni della regione.

Metà dello sforzo

Concretamente, la Commissione dei Trasporti momò, che funge da coordinatrice, ha sul tavolo un progetto che prevede, per cominciare, la messa a disposizione di oltre duecento biciclette, di cui metà elettriche, da una quarantina di postazioni. A fornirle, con una formula ancora da definire, sarebbe Publibike, la stessa azienda attiva nel Luganese, mentre il Sopraceneri è servito da Velospot. La palla ora è nel campo dei Comuni, che dovranno esprimersi sulla loro partecipazione a questa iniziativa di mobilità sostenibile. Mendrisio prevede d’investire circa 900.000 franchi sull’arco di quattro anni, comprese le spese di gestione e manutenzione del sistema: quasi la metà della spesa totale ipotizzata per il distretto. Metà sarebbero anche la postazioni sparse sul territorio del Magnifico Borgo: una ventina, offrendo complessivamente 80 biciclette.

Il fattore P

Biciclette che però devono poter circolare su strade sicure; bike friendly, chiedendo un prestito alla lingua inglese. «La pandemia ha fatto aprire gli occhi a molti» commenta Maffi. «Chi ha passato le vacanze nella Svizzera tedesca o francese si è reso conto di come oltre Gottardo siano avanti anni luce rispetto al Ticino nel creare le migliori condizioni possibili per la mobilità lenta». In altre parole servono più percorsi ad hoc. «Che però non possono essere creati dall’oggi al domani - aggiunge il municipale responsabile della sicurezza - servono pianificazione e finanziamenti. La Commissione dei Trasporti ci sta lavorando in tutto il distretto e nuovi progetti arriveranno».

La pandemia ha portato anche un’altra cosa: ha svuotato le strade dalle auto. Tante sono tornate, ma non quelle di chi sta continuando a lavorare da casa. Per un po’ potrebbe esserci quindi una minore pressione da parte del traffico motorizzato e questa sarebbe una buona notizia per gli amanti delle due ruote. Meno spostamenti e più sostenibili: l’obiettivo è chiaro, ma per raggiungerlo bisogna ancora pedalare.

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