Mendrisiotto

Blackout: per la sicurezza in campo il doppio delle forze

Ecco come polizia, pompieri, ambulanze e guardie di Confine garantiranno la sicurezza nei quattro Comuni toccati nel weekend dalla mancanza di corrente

Blackout: per la sicurezza in campo il doppio delle forze

Blackout: per la sicurezza in campo il doppio delle forze

CHIASSO – Una grande sala nel cuore della sede della polizia cantonale di Chiasso, in via Motta. Computer, telefoni, mappe della regione. È da questo luogo che venerdì e sabato notte verrà garantita la sicurezza (e coordinati gli interventi) durante le ore del blackout programmato che colpirà Chiasso, Balerna, Morbio Inferiore e Vacallo. Una stanza – tecnicamente si chiama Stato Maggiore Regionale di Condotta – che riunirà tutti gli enti di soccorso: polizia cantonale, comunale, Guardie di Confine, protezione civile, soccorritori del SAM, pompieri. Con loro anche i partner esterni: AGE (la società responsabile dell’erogazione della corrente), ufficio tecnico e agenzie di sicurezza privata. Tutti riuniti, appunto, allo scopo di far sì che le due notti senza corrente passino senza problemi e senza troppi patemi d’animo per i 25.000 abitanti della regione. «Chiaramente sappiamo – ha spiegato il capitano Andrea Wehrmüller (capo del primo Reparto Mendrisiotto della Gendarmeria della polizia cantonale e responsabile dello SMRC) – che senza corrente elettrica sarà un po’ come tornare indietro nel tempo, alla preistoria. E sappiamo anche che questo potrebbe creare dei sentimenti di angoscia tra la popolazione. Proprio per questo negli ultimi mesi ci siamo preparati al meglio per affrontare la situazione, ricostruendo tutti gli scenari che potrebbero verificarsi». Le unità di intervento sono dunque pronte per «garantire l’ordinario» (per assicurare cioè che i servizi normalmente da loro svolti continueranno a funzionare), ma anche a risolvere situazioni straordinarie.

«In campo ci saranno il doppio delle forze»
Ma quanto grande sarà il numero di persone impiegate in queste due notti? «Le forze impiegate – ha spiegato Wehrmüller – saranno circa il doppio del solito». Un’affermazione che dovrebbe scoraggiare ladri e malintenzionati. Già, perché una delle grandi preoccupazioni degli abitanti dei quattro Comuni che verranno toccati dal blackout (con gli allarmi antifurto oltretutto che, se collegati alla linea elettrica, saranno fuori uso) riguarda proprio la possibilità che dei ladri tentino di approfittare della mancanza di corrente per agire indisturbati. «In realtà – ha tenuto a precisare Wehrmüller – la presenza di agenti di polizia sarà importante e verranno organizzate delle ronde proprio per evitare che succedano cose di questo tipo».

Il buio aiuta i ladri, ma il silenzio rende più vigili gli altri
Il buio aiuta i ladri, è vero. Ma il silenzio che verrà a crearsi durante il blackout potrebbe invece in realtà rendere più complicato il loro agire. «Con il buio – ha confermato il capitano della polizia cantonale – le persone sono più vigili. Ci sarà un grande silenzio. Le televisioni non saranno accese e anche rumori di sottofondo, pensiamo per esempio ai condizionatori d’aria, non ci saranno. Sarà molto più facile e naturale accorgersi di situazioni sospette».

Domani le forze di soccorso effettueranno un test generale in vista del blackout che, lo ricordiamo, è previsto dalle 23 del 9 agosto (venerdì) alle 6 del 10 agosto e dalle 23 del 10 agosto (sabato) alle 6 dell'11.

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