Caccia letale: «Era un uomo dinamico e sempre disponibile»

Tragedia

La sindaca di Morbio Inferiore ricorda la vittima dell’incidente di caccia di sabato nei boschi del Penz - Incredulità e sgomento in paese

Caccia letale: «Era un uomo dinamico e sempre disponibile»
(Foto TiPress/Alessandro Crinari)

Caccia letale: «Era un uomo dinamico e sempre disponibile»

(Foto TiPress/Alessandro Crinari)

A Morbio Inferiore la comunità è sconvolta. La morte del cacciatore 50.enne restato vittima del «fuoco amico» durante una battuta di caccia sabato è difficile da accettare. «Era una persona dinamica, volenterosa e sempre molto disponibile. Ho appreso la notizia con incredulità e tristezza nel cuore, non posso che esprimere le mie condoglianze e la vicinanza di tutta la comunità alla famiglia. In paese era conosciuto da tutti, anche perché la sua professione lo faceva entrare nelle nostre case. È una vera tragedia». Questa la reazione della sindaca Claudia Canova, ancora sotto shock.

Dopo il comunicato della polizia che riferiva di un incidente letale nell’ambito di una battuta di caccia a Pedrinate sabato verso mezzogiorno la voce in paese si è diffusa rapidamente ed è poi divenuta una triste certezza. Ad aver perso la vita nei boschi del Penz è un uomo di Morbio Inferiore di 50 anni, benvoluto e conosciuto da tutti in paese e non solo. Di professione spazzacamino, lascia moglie e figli.

L’incidente con esito letale è avvenuto sabato poco prima delle 12. Il 50.enne svizzero è deceduto dopo essere stato raggiunto da un colpo di fucile sparato da un connazionale 51.enne, anch’egli del distretto e, stando a nostre informazioni, di professione guardia di confine. I due uomini erano amici e stavano condividendo una giornata di caccia. Non è chiaro se si trovassero nei boschi del Penz da soli o se facessero parte di un gruppo più numeroso di cacciatori.

Episodi "rari" ma i precedenti ci sono

«Rari», come li ha definiti il vicepresidente della Federazione Cacciatori Ticinesi Marco Viglezio, ma non inesistenti. Gli incidenti con coinvolti cacciatori in Ticino sono una triste realtà e quello in corso sembra essere un anno nero. Dall’apertura della stagione venatoria il 31 agosto quello di Pedrinate è infatti il terzo incidente legato alla caccia, il secondo con esito letale e il secondo nel Mendrisiotto. Il 3 settembre a Cabbio un 25.enne del distretto era stato raggiunto a una mano da un colpo partito accidentalmente dal fucile di un altro 25.enne della regione, ferendosi gravemente. Aveva invece avuto esito letale l’incidente avvenuto il giorno precedente, il 3 settembre, in territorio di Maggia, quando un cacciatore ottantenne aveva trovato la morte in seguito a una caduta in Valle di Ringio. I drammatici episodi degli ultimi giorni seguono però un periodo piuttosto lungo senza incidenti di rilievo. L’ultimo prima di quelli datati 2019 risale infatti alla fine del 2015. Era la metà del mese di novembre quando un uomo residente nel Luganese era stato colpito accidentalmente da un colpo partito dal fucile di un amico, durante una battuta di caccia in territorio di Arogno. Le ferite da lui riportate erano state definite serie, ma non tali da metterne in pericolo la vita. Aveva invece avuto esito letale l’incidente avvenuto il primo giorno della stagione venatoria ticinese del 2015. Un uomo di 70 anni residente a Vezia era deceduto dopo essere caduto in un burrone sul sentiero che dai Monti di Nassa giunge a Foroglio. Stava portando a valle un camoscio che aveva catturato nelle prime battute di caccia alta. Era stata definita nera dagli addetti ai lavori e dagli appassionati di caccia anche l’annata 2013, quando, in meno di un mese, avevano perso la vita due uomini. Il primo infortunio letale era avvenuto durante prima la giornata di caccia della stagione, il 31 agosto, in Valle di Blenio. In quell’occasione un 52.enne di Olivone aveva perso la vita in Val di Campo, dopo essere caduto in un dirupo mentre trasportava il camoscio che aveva catturato poche ore prima. Era invece il 19 settembre quando un 57.enne di Gravesano aveva perso la vita nei boschi sopra Taverne. L’uomo era stato trovato privo di vita in fondo a una scarpata. Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dalla polizia il cacciatore era scivolato in una zona particolarmente scoscesa rimanendo mortalmente ferito da un colpo partito accidentalmente dal suo fucile, che lo aveva raggiunto a una gamba.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mendrisiotto
  • 1
  • 1