Chiasso, nomine e concorsi: il Governo dà ragione agli agenti

Polizia

Il Consiglio di Stato intima l’annullamento del concorso per la scelta di un aiutante capo e di un sergente della Polizia Comunale - L’intero iter è da rifare: «La procedura doveva essere portata avanti dal Municipio» - E una e-mail interna non bastava

Chiasso, nomine e concorsi: il Governo dà ragione agli agenti
©CdT/Chiara Zocchetti

Chiasso, nomine e concorsi: il Governo dà ragione agli agenti

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«Il ricorso è accolto. Di conseguenza i bandi di concorso interni pubblicati il 2 novembre da parte del Comando della Polizia comunale di Chiasso (...) sono annullati». Così ha stabilito negli scorsi giorni il Consiglio di Stato, dando ragione a una ventina di agenti che avevano presentato - nel novembre del 2020 - un ricorso contro, appunto, un concorso portato avanti dalla polizia comunale. E la notizia aveva suscitato un certo clamore proprio perché buona parte del Corpo della cittadina di confine aveva fatto fronte comune e deciso di segnalare al Governo quelle che secondo loro erano delle irregolarità nell’iter procedurale adottato. Una vicenda approdata poi, attraverso un’interpellanza presentata da Stefano Tonini, anche sui banchi del Legislativo con un botta e risposta piuttosto acceso tra il consigliere comunale leghista (che chiedeva lumi su un presunto malcontento tra gli agenti) e la capodicastro Sonia Colombo Regazzoni. Ma andiamo con ordine. Nel mese di novembre dell’anno scorso la polizia, a firma del comandante Nicolas Poncini, comunicò attraverso una circolare di servizio (inviata via e-mail) l’apertura di un concorso interno per un aiutante capo ed un altro bando per la ricerca di un sergente capo. Una scelta che non fece felice buona parte del Corpo. Il concorso, secondo gli agenti, non andava pubblicato unicamente all’interno (e per posta elettronica). Il Governo ha appunto dato loro ragione. «Avrebbero dovuto essere - spiega il Consiglio di Stato - pubblicati e seguire tutto il loro iter e la procedura prevista dal ROD (il Regolamento organico dei dipendenti, ndr)». Inoltre, viene aggiunto, «la procedura avrebbe dovuto essere condotta ai sensi dei dettami dell’articolo 5 e 6 (...) con la conseguenza che la procedura di pubblicazione dei concorsi sarebbe dovuta avvenire tramite pubblicazione di un formale bando di concorso da parte della competente autorità comunale, che di regola è il Municipio».

Tutto da rifare
L’iter dovrà dunque ripartire da zero. «I concorsi - ha ribadito il Governo - devono essere annullati a seguito del mancato rispetto del ROD sia per quanto attiene la procedura di pubblicazione, sia per quanto riguarda l’autorità competente a pubblicare i concorsi, non essendovi alcun dubbio in merito al fatto che la pubblicazione dei bandi spetti solo ed esclusivamente al Municipio (non essendovi nessuna delega in tal senso prevista dalla legislazione comunale)». Ai ricorrenti - e dunque agli agenti di polizia - il Comune di Chiasso dovrà anche pagare 800 franchi a titolo di ripetibili.

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