Giustizia

«Condanne eccessive», i 5 della Loomis chiedono lo sconto

Gli uomini condannati in agosto a pene tra i 2 anni e mezzo e i 3 anni e mezzo sono tornati in aula per il processo di secondo grado

«Condanne eccessive», i 5 della Loomis chiedono lo sconto
(Foto Maffi)

«Condanne eccessive», i 5 della Loomis chiedono lo sconto

(Foto Maffi)

LOCARNO - Severe ma giuste – come le ha definite la procuratrice pubblica Chiara Borelli – o eccessive, come sostenuto dalle difese? Le condanne inflitte dalla Corte delle Assise criminali di Mendrisio presieduta da Amos Pagnamenta questa estate (vedi CdT del 22 agosto) sono state al centro del dibattito oggi a Locarno, nell’ambito del processo di secondo grado al quintetto che ha tentato il «colpo della vita» alla Loomis circa un anno fa, ispirandosi al film «Ocean’s twelve». Gli uomini che sono stati colti con le mani nel metaforico sacco si sono infatti opposti alle condanne stabilite in agosto, che variano tra i 2 anni e mezzo e i 3 anni e mezzo di detenzione.

I 5 italiani hanno partecipato, con ruoli diversi, al tentato furto milionario al caveau della ditta chiassese. Un furto organizzato con altri 13 uomini, tutti italiani, che prevedeva la perforazione di una parete della ditta con una carotatrice. Davanti a una Corte di Appello e revisione penale presieduta dalla Giudice Giovanna Roggero-Will, sono comparsi un 29.enne difeso da Chiara Buzzi, un 41.enne difeso da Maurizio Pagliuca, un 41.enne difeso da Costantino Castelli, un 50.enne patrocinato da Roberto Rulli e un 54.enne patrocinato da Deborah Gobbi, accusati di tentato furto aggravato e ripetuto, danneggiamento ripetuto, furto tentato ripetuto, danneggiamento aggravato ripetuto, danneggiamento di lieve entità e violazione di domicilio ripetuta.

«Il colpo li avrebbe sistemati per la vita» ha sostenuto Borelli, che non si è detta contraria a una sospensione parziale delle condanne. Le difese hanno posto l’accento sui diversi ruoli ricoperti dai loro assistiti la sera dell’arresto e in occasione dei sopralluoghi effettuati, chiedendo tutte una riduzione sostanziale delle condanne. Per il suo assistito, condannato in primo grado a 2 anni e 6 mesi, Maurizio Pagliuca ha chiesto al massimo un anno di carcere. Per il 50.enne difeso da Roberto Rulli e condannato in agosto a 3 anni e 3 mesi di carcere sono stati domandati 12 mesi sospesi o, in via subordinata 25 mesi di cui 11-12 mesi da scontare. Per il 29.enne assistito da Chiara Buzzi e condannato a 3 anni e 3 mesi di detenzione la richiesta è stata di 24 mesi sospesi. Costantino Castelli, difensore dell’altro 41.enne condannato a 3 anni e 6 mesi ha domandato al massimo 10 mesi. Per il 54.enne condannato a 3 anni e 6 mesi l’avvocato Deborah Gobbi ha infine domandato 28 mesi, di cui 16 sospesi e 12 da espiare. La sentenza è attesa tra una decina di giorni.

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