Mendrisiotto

E alle undici è arrivato il buio

Chiasso, Vacallo, Morbio e Balerna questa notte sono state spente come da previsione e con qualche rara eccezione - La serata tra curiosità, raduni e musica - GUARDA LE FOTO E IL VIDEO

E alle undici è arrivato il buio
Foto e video di Gabriele Putzu

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CHIASSO - Chiasso non può piacere a tutti. A volte non piace neppure ai chiassesi; capita quando si chiude su se stessa, evitando di ammettere la propria natura di cittadina di frontiera. Ma Chiasso è normalmente una realtà aperta, che vive di scambi, di interazioni, in pieno centro come lungo la ramina, alla luce del sole così come al buio, dietro porte chiuse e in angoli appartati. Chiasso necessita semplicemente di essere ciò che è, senza maschere. Ieri notte, appena prima delle undici, era perfetta, era lei. Aspettava il blackout, ma lo aspettava con una vena tutta sua, neanche le fosse stato annunciato uno sbarco alieno.

In piazza Indipendenza si era radunata una cinquantina di persone. Qualcuno aveva già preso posto ai tavolini dell’unico bar del centro che aveva promesso di vivere comunque di luce propria (il Mövenpick), mentre altri si aggiravano nel crocicchio. Personaggi anche improbabili, mescolati ad agenti e addetti alla sicurezza, e poi famiglie, gruppi di ragazzi palestrati, anime sole e senza meta, alcune delle quali perdute per sempre, capitate lì per caso. Una bizzarra compagnia, di frontiera appunto. «Cosa starà succedendo?», chiedeva qualcuno, vedendo un paio di macchine fotografiche e i poliziotti schierati qua e là, a coppie. Se ne sarebbero accorti qualche minuto dopo. Alle undici esatte, il buio, annunciato. Un buio che sarebbe stato totale, non fosse stato per questo o quell’altro generatore privato.

Il buio, ma dai. Il buio! Tutta quella gente mescolata nel buio. Cosa sarebbe successo? Una di quelle anime perse sarebbe andata, di lì a poco, a stuzzicare i ragazzi palestrati. Ne sarebbe nato un alterco, per certi versi persino pronosticabile, anche prima che l’AGE staccasse la corrente. I bambini avrebbero urlato, impauriti ed eccitati. Gli adulti applaudito. Chiasso spenta. Da Chiasso a Morbio, e poi a Vacallo e a Balerna: tutto spento, salvo eccezioni. Un paesaggio spettrale. Fino alle sei di mattina, una lunga attesa. Un lungo pericolo. Tante domande. Da dove arrivava e dove sarebbe andato quel ragazzo con al collo quella grossa torcia? Chi avrebbe salvato i soliti sbandati da loro stessi e dal mondo fuori? Perché tutto ciò? Una situazione surreale, sottovalutata – questa perlomeno era la sensazione in diretta – sia dal punto di vista pratico che da quello filosofico. Il buio obbligato, per qualcuno l’isolamento forzato – basti pensare agli anziani costretti a rimanere paralizzati nei propri appartamenti in quei palazzi i cui lift sono stati staccati per l’intero weekend – , per quattro intere notti (due più due).

Nel «south side» chiassese, alcuni bar ieri intanto avevano prolungato la notte sociale, chi grazie a un generatore privato e a un gruppo blues (il Murrayfield), chi con un imponente e suggestivo sfoggio di candele (il B Side). Luci nella notte più lunga. Tante le immagini, tra le altre: la torre del Serfontana spenta, così come quella del palazzo Longines, due simboli del Basso Mendrisiotto; la dogana accesa invece là sullo sfondo, oltre l’ultimo trancio di corso San Gottardo e prima dell’Italia; la sede dell’AGE illuminata a festa; il personale di sorveglianza schierato nelle rotonde; la meraviglia non appena fuori, a Novazzano o a Coldrerio, con i lampioni illuminati e Chiasso e Balerna ormai alle spalle. Buio e poi luce, una sorta di evoluzione riassunta, una questione di ore, di poche e troppe notti, una questione di anime, di Chiasso e dintorni, di identità su cui è necessario, di tanto in tanto, riflettere.

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Nella cittadina di confine la festa continua al Murrayfield Pub in attesa che si accendano i generatori. (Video CdT)
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In centro a Chiasso un allarme è partito dopo che è venuta a mancare la corrente elettrica. (Video CdT)
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Sono rimasti accesi solo i fari delle automobili o quasi. (Video CdT)
©CdT.ch - Riproduzione riservata

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