È stata un’ottima annata, malgrado qualche gelata

Vendemmia

Soddisfazione generale perché il Mendrisiotto è stato risparmiato dal maltempo e dalle malattie della vite a differenza di quanto accaduto nel Sopraceneri - Rudy Studer: «Tutti hanno lavorato bene» – Enrico Trapletti: «Unico neo, il freddo iniziale»

È stata un’ottima annata, malgrado qualche gelata
© CdT/Chiara Zocchetti

È stata un’ottima annata, malgrado qualche gelata

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Ogni anno più o meno in questo periodo i viticoltori tirano le somme e valutano l’andamento della vendemmia. Oggi tutti sono impegnati nel lavoro che segue il raccolto, diretta conseguenza della qualità dell’uva immagazzinata.

Ebbene per quanto riguarda il Mendrisiotto il 2021 può essere considerato un’ottima annata, ciò che fa ben sperare per il vino che arriverà poi sulle nostre tavole.

A certificare il successo del raccolto di quest’anno sono sia il presidente della sezione Mendrisiotto della Federviti Rudy Studer, sia Enrico Trapletti da noi interpellato fra i molti viticoltori-vinificatori del distretto. Entrambi sono molto soddisfatti. La stagione alle nostre latitudini è stata tutto sommato risparmiata da maltempo e malattie della vita, a differenza del Sopraceneri dove le intemperie hanno rovinata buona parte del raccolto.

Gradazione più bassa

Studer è contento: la produzione è stata buona, l’uva raccolta era sana e non aveva subito attacchi da parte di parassiti. Gli sembra quasi di gioire un po’ troppo se considera le calamità che hanno colpito i viticoltori sopracenerini. Ma tant’è, stavolta è andata bene ai momò. «L’estate non è stata così calda come negli anni passati. Le piogge sono arrivate relativamente tardi, senza che le uve abbiano subito forti pressioni a livello di malattie delle foglie e dei grappoli. Tutti hanno lavorato bene e i trattamenti hanno potuto essere eseguiti nei tempi stabiliti. Poi la grandine ci ha risparmiati questa stagione, anche se ormai la maggior parte dei filari è protetta dall’apposita rete» afferma Studer. Il quale aggiunge che forse la gradazione media delle uve è leggermente inferiore al passato, attorno agli 80 gradi della scala Oechslè, ma tutto ciò non avrà alcuna influenza sul prodotto finale, cioè il vino.

È stata un’ottima annata, malgrado qualche gelata

Limiti da rispettare

Per quanto riguarda la qualità dei grappoli, è stato importante rispettare il limite di 0,8 chili per metro quadrato di vigna stabilito dall’Interprofessione della vite e del vino ticinese. «Anch’io ho dovuto strappare ed eliminare qualche grappolo ancora verde in eccesso. Dispiace ma è così. Ciò che butti via oggi lo guadagni però l’anno dopo. Le piante sono meno “stressate” e possono così regalarci raccolti più regolari» conclude il presidente sezionale della Federviti.

Le conseguenze del gelo

Anche se anche Enrico Trapletti di Coldrerio condivide il giudizio che si sia trattato di una buona annata, dal suo osservatorio ci racconta di alcuni problemi verificatisi durante la stagione: «Prendiamo ad esempio le uve bianche. Io e altri viticoltori di mia conoscenza abbiamo perso circa la metà del raccolto a causa del fatto che al momento della fioritura il tempo era freddo, con talvolta momenti di gelo».

Gemme e freddo

Anche per quanto concerne il Merlot, la perdita può essere quantificata al 30%. «In occasione delle gelate, forse tre gemme su 8 erano già spuntate, ciò che ha provocato danni di una certa importanza. In località meno esposte rispetto a quelle dove io ho le vigne, le gemme sono sbocciate 8-10 giorni più tardi, un periodo sufficiente per non essere colpite dalle gelate» precisa Trapletti. Nessun problema, comunque, per lui: ha evitato di dover strappare i grappoli dalle piante per rimanere nel contingente previsto.

Trapletti è comunque molto soddisfatto della qualità degli acini che lui coltiva secondo metodi bio: «Uva perfetta, senza nessun cedimento, nonostante l’assenza di trattamenti antimarciume. Peraltro devo sottolineare la validità dell’uso del drone per altri trattamenti. Una tecnica magari da affinare ma di indiscusso successo».

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