Ecco come la tassa sul sacco ha reso Breggia virtuosa

Valle di Muggio

Dall’introduzione del sacco ufficiale, in sei mesi, i rifiuti solidi urbani raccolti sono calati di circa il 20%. Il sindaco: «Con il tempo gli abusi sono quasi spariti, ora la popolazione è a suo agio con le novità»

Ecco come la tassa sul sacco ha reso Breggia virtuosa

Ecco come la tassa sul sacco ha reso Breggia virtuosa

Il bilancio, seppur dopo soli sei mesi dall’introduzione delle novità, è già positivo. Ulteriori miglioramenti sono inoltre possibili, anzi probabili. Stiamo parlando dell’adozione del sistema di prelievo misto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Breggia - in parole povere l’arrivo del sacco dei rifiuti ufficiale grigio chiaro con scritte in arancione -, avvenuta a metà marzo.

«La diminuzione dei rifiuti solidi urbani raccolti in questi mesi è del 20% circa», esordisce il sindaco della località Sebastiano Gaffuri. Il calo è netto e inorgoglisce gli addetti ai lavori, anche perché si accompagna ad un’altra tendenza: «In atto vi è anche un altro trend, quello dell’aumento delle plastiche depositate. È evidentemente indice della maggiore separazione dei rifiuti da parte della popolazione».

Sia ben chiaro, il comportamento virtuoso in materia di rifiuti e riciclaggio degli abitanti di Breggia non è stato immediato, almeno non da parte di tutti. Una fetta di cittadinanza le nuove prescrizioni le ha assimilate in modo graduale. «Ci è voluto un po’ perché la popolazione si abituasse alle nuove regole, ma con il tempo il sistema è diventato normalità e gli abusi sono diminuiti nettamente». Quando parla di abusi, Gaffuri si riferisce soprattutto all’utilizzo del sacco ufficiale per i rifiuti solidi urbani. Per alcune settimane – ammette – più di un sacco nero è stato trovato nei vari cassonetti.

A Breggia del tema dei rifiuti e dei cambiamenti di rotta introdotti si sta occupando un’apposita commissione, che in questi mesi si sta chinando anche su questo aspetto, «il desiderio è infatti di uniformare il servizio in tutte le frazioni». Si perché le varie frazioni che fanno parte del Comune – Bruzella, Cabbio, Caneggio, Muggio Morbio Superiore e Sagno – non sono servite nella stessa maniera per quanto concerne la gestione del pattume. «Nell’alta Valle di Muggio ad esempio non vi è una raccolta separata della plastica, di conseguenza riscontriamo meno separazione dei rifiuti. Lì ci sono soltanto dei punti di raccolta centralizzati. A Caneggio, Morbio Superiore e Sagno invece vi è un sistema di raccolta misto: i punti di raccolta si sommano al servizio porta a porta (in zone strategiche, ad esempio alla fine delle vie, ndr). Era così anche prima della tassa sul sacco».

Il 2019 per Breggia è un anno di test, a fine dicembre si farà un bilancio che permetterà poi di ottimizzare il servizio a partire dal 2020. Sia dal punto di vista pratico - questo permetterebbe un’ulteriore riduzione dei rifiuti solidi urbani raccolti e una crescita dei materiali riciclati -, sia dal punto di vista economico. In questo contesto, una valutazione potrebbe essere fatta anche sul costo del sacco ufficiale (oggi il sacco di 35 litri costa 1,10 franchi). Anche se «dal punto di vista finanziario le nostre previsioni si stanno rivelando abbastanza corrette», conclude Gaffuri. I ricavi della vendita dei sacchi sono infatti in linea con quello che aveva pronosticato il Municipio e stanno coprendo i costi di smaltimento e di acquisto dei sacchi stessi (la tassa sul quantitativo, o tassa causale, serve infatti a coprire queste spese).

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