Eventi agli ex bagni? Per il patriziato è «no»

Arzo

Il progetto promosso dal Municipio di Mendrisio che mira al restauro del comparto e alla creazione di uno spazio per eventi non piace all’ente locale che ha inoltrato un’opposizione - Il presidente: «Si creerebbe un doppione con le vicine cave, la vasca deve restare tale»

Eventi agli ex bagni? Per il patriziato è «no»
© CdT/Chiara Zocchetti

Eventi agli ex bagni? Per il patriziato è «no»

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«È un peccato che un patriziato debba arrivare a fare una cosa così, ma non avevamo alternative». Il presidente del patriziato di Arzo Aldo Allio non è felice del gesto fatto ieri - e deciso nel corso di una riunione tenutasi lunedì sera -, quando si è recato in cancelleria comunale a Mendrisio per inoltrare ufficialmente un’opposizione al progetto che mira al restauro degli ex bagni pompeiani di Arzo. Un’iniziativa promossa dal Municipio di Mendrisio. «È brutto quando un ente pubblico mette i bastoni tra le ruote a un altro ente pubblico, ma questo progetto così come presentato non ci va bene».

Il disegno della Città

Del possibile recupero dello storico comparto del quartiere sulla Montagna si parla da tempo. Di recente lo studio realizzato per verificare la fattibilità dell’operazione si è trasformato in un progetto vero e proprio, firmato dall’architetto Enrico Sassi. La domanda di costruzione per il restauro del bagno spiaggia è stata pubblicata a inizio mese. Gli intenti del Municipio non sono però, almeno in questa fase, quelli di ripristinare la storica vasca - inaugurata nel 1932 -, bensì di recuperare gli edifici e gli spazi e creare un piccolo anfiteatro per eventi, con la capienza massima di 300 persone. L’obiettivo è «la messa in sicurezza e riordino generale della zona, che ne permetteranno un uso per piccoli eventi (recite, concerti, eccetera)», aveva spiegato il municipale di Mendrisio Daniele Caverzasio in luglio, aggiungendo che la rimessa in funzione della piscina sarebbe al momento troppo onerosa.

I motivi dell’opposizione

Il piano del Municipio non è però condiviso dal patriziato locale. «L’opposizione ha due motivi di fondo - spiega Allio -, il primo è legato al Piano regolatore in vigore. Quel fondo è in una zona che non è compatibile con gli eventi pubblici con posti a sedere che sono l’obiettivo di questo progetto. In secondo luogo c’è un’incongruenza che definirei logica. A circa 300 metri di distanza dagli ex bagni c’è l’anfiteatro naturale delle ex cave di marmo, che è uno spazio per eventi. Non avrebbe senso creare una sorta di doppione». Allio mette infine in chiaro un aspetto che gli sta a cuore: «Come patriziato non siamo contrari ai lavori di restauro, ma per noi devono portare a un ripristino, anche graduale, della piscina. Si potrebbe iniziare eliminando le brutture aggiunte al complesso nel corso degli anni e poi ripristinare gli edifici e la vasca. Nessuno dice che si debba creare un bagno aperto al pubblico, si potrebbe anche pensare a una sorta di museo all’aperto, che si inserisce nel patrimonio del San Giorgio».

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