Palazzo Carpano

«Fate subito ripartire gli ascensori»

Il Municipio interviene e ordina ai proprietari di Palazzo Carpano il rispetto delle leggi – «È da mesi che non pulite» - Nello stabile ci sono anziani, tra l’altro già colpiti da un avviso di sfratto, che da giorni non possono uscire di casa

«Fate subito ripartire gli ascensori»

«Fate subito ripartire gli ascensori»

CHIASSO - «Famiglie sfrattate, Chiasso reagisce» titolavamo sabato riferendoci al caso degli inquilini di Palazzo Carpano. Famiglie – in alcuni casi in realtà si tratta di anziani soli – che recentemente hanno ricevuto una disdetta di locazione da parte dei nuovi proprietari dell’immobile. «Il Municipio interverrà per aiutare», si diceva. Ma potevano anche sembrare quei proclami di circostanza che i politici a volte fanno ma a cui poi non viene dato seguito. E invece il Municipio di Chiasso ha reagito, e lo ha fatto anche piuttosto rapidamente. Tramite raccomandata ha infatti intimato ai proprietari del palazzo (una società di Zurigo) di «ripristinare con effetto immediato la funzionalità degli ascensori», fuori uso da qualche giorno. Ma non è tutto. L’Esecutivo ha anche ordinato – sempre con effetto immediato – di organizzare dei lavori di pulizia del palazzo, «che non vengono effettuati da diversi mesi». E ieri mattina il Municipio praticamente in corpore ha incontrato gli inquilini per esprimere solidarietà e capire come procedere.

L’incontro tra Municipio e inquilini (cui ha partecipato anche il consigliere comunale Giorgio Fonio, che ci ha concesso l’uso di questa fotografia pubblicata sul suo profilo Facebook)
L’incontro tra Municipio e inquilini (cui ha partecipato anche il consigliere comunale Giorgio Fonio, che ci ha concesso l’uso di questa fotografia pubblicata sul suo profilo Facebook)

Gli ascensori sono un diritto

Un problema grave quello degli ascensori bloccati se si pensa che nel palazzo abitano – tra l’altro ai piani superiori – degli ultranovantenni con problemi di salute. Il consigliere comunale Giorgio Fonio, tra i primi a prendersi a cuore la loro situazione e a denunciare (anche con degli atti ufficiali) la grave situazione di disagio che si è venuta a creare tra le mura dello stabile di piazza Boffalora, aveva fatto un quadro piuttosto esaustivo della situazione. «C’è una signora di 96 anni - aveva spiegato - malata e che abita nel palazzo da 50 anni. C’è una coppia di novantenni, senza figli o nipoti (e quindi senza aiuti per sostenere un trasloco), residenti nel palazzo da 38 anni. C’è una signora, vedova e di 82 anni, residente nello stabile da 61 anni. E poi un signore di 80 anni, ipovedente, che ci abita da quando l’hanno costruito».

Soluzioni immediate

Sedici nuclei familiari in tutto. Tra di loro, appunto, persone che senza lift da giorni non possono uscire di casa. Sedici nuclei familiari che – anche se la disdetta del contratto non infrange la legge – stanno disperatamente tentando (un incontro con l’Ufficio di conciliazione è previsto nelle prossime settimane)_di poter ritardare il più possibile lo sfratto e il conseguente trasloco. Quasi tutti, abbiamo saputo, si sono intanto rivolti all’Associazione svizzera degli inquilini per fare fronte comune. Ma non per tutti sarà facile trovare un nuovo appartamento. Ed è anche questo un punto che il Municipio vuole affrontare e che, tramite il Dicastero socialità e il Progetto Frequenza, potrebbe offrire agli inquilini alcuni sbocchi. Un primo passo però – più immediato – riguarda la soluzione dei problemi più imminenti. Riattivare gli ascensori (in base all’articolo 30 della legge dell’edilizia, che garantisce ai disabili l’accesso ai palazzi) e la pulizia degli spazi comuni. Pulizia che, appunto, non viene effettuata da mesi. Anche Fonio era presente all’incontro con gli inquilini. «Inutile dire – ha spiegato il consigliere PPD – che le persone sono evidentemente provate, ma sollevate dal grande sostegno ricevuto». Ieri sera attorno alle 16.30 abbiamo visitato il palazzo. I lift erano ancora fermi e i lavori di pulizia non sembravano essere stati eseguiti. Vedremo oggi se qualcosa cambierà.

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