Fermate momò per i treni diretti? Lettera «stizzita» a FFS e autorità

Trasporti

Municipi di Mendrisio e Chiasso, CRTM ed ERS regionali e ASTUTI «a fronte delle insoddisfacenti risposte giunte dalle FFS» chiedono «considerazione» e un tavolo di lavoro

Fermate momò per i treni diretti? Lettera «stizzita» a FFS e autorità
© CdT/Archivio

Fermate momò per i treni diretti? Lettera «stizzita» a FFS e autorità

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«A fronte delle insoddisfacenti risposte giunte dalle FFS è necessario, ora più che mai, un dispiegamento compatto di forze politiche per rivendicare la dovuta considerazione nei confronti della nostra regione».

Non usa giri di parole il Municipio di Mendrisio nel comunicato stampa inoltrato per far sapere che insieme all’Esecutivo di Chiasso, alla Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio, all’Ente regionale di sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio e all’Associazione di tutela degli utenti dei mezzi pubblici ha scritto una lettera alle FFS (e non solo). I firmatari hanno formato una «compatta coalizione», si spiega nel testo. L’argomento controverso? La soppressione delle fermate di Mendrisio e Chiasso per i treni a lunga percorrenza. Dell’iniziativa, si sottolinea, sono a conoscenza anche i deputati ticinesi alle Camere federali e i deputati del distretto in Gran Consiglio.

15 anni di rivendicazioni

«È da una quindicina di anni che, a più riprese, parlamentari ed enti si fanno portavoce e promotori di richieste nei confronti delle FFS sulla progressiva penalizzazione del Mendrisiotto in fatto di corse e collegamenti con il resto della Svizzera», si legge nel comunicato. Nella lettera inoltrata il 17 luglio, «la coalizione si rivolge contemporaneamente al Consiglio di Stato, all’Ufficio federale dei trasporti, alle FFS SA e a TILO SA chiedendo di aprire un tavolo condiviso di discussione finalizzato ad assicurare il proseguimento di tutti i treni Intercity su Chiasso, con fermata a Mendrisio, a cadenza oraria e lungo l’arco di tutta la giornata».

L’apertura di un tavolo di discussione non è però l’unico obiettivo dell’iniziativa. Consapevoli probabilmente che i tempi potrebbero essere lunghi, i firmatari propongono anche una sorta di piano B, più a corto termine: «Considerato inoltre che il progetto dell’orario ferroviario per il 2021 prevede un’ulteriore diminuzione delle corse tra il Mendrisiotto e il resto della Svizzera, è richiesto al Consiglio di Stato di attivarsi immediatamente per salvaguardare almeno le corse che già oggi sono garantite al nostro agglomerato».

Le ragioni dell’iniziativa sono spiegate a chiare lettere nella (lunga) missiva, dove si legge ad esempio: «Lo sviluppo economico di un territorio e la sua attrattività, per le aziende, affinché queste abbiano ad insediarvisi, oppure per i cittadini, perché lo scelgano come luogo di residenza, o ancora per i turisti, invogliati a scoprirlo e viverlo, sono determinati anche dalla qualità dei servizi che esso è in grado di offrire. Tra le condizioni quadro fa sicuramente parte una mobilità adeguata, comoda e rapida, rivolta verso il resto del Cantone e della Svizzera». Il Mendrisiotto, si ricorda inoltre, «è il secondo agglomerato del Cantone per popolazione, posti di lavori e gettito fiscale prodotto».

La petizione

A difesa dello stop nel Mendrisiotto dei treni veloci è stata lanciata anche una petizione online (la si trova sul sito www.petizioni.com).

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