Giovani a Villa Argentina, «Affollamenti nella calma»

Mendrisio

Diversi ragazzi si sono incontrati nel parco, complici le belle serate primaverili - Samuel Maffi: «Nessun problema d’ordine pubblico ma monitoreremo la situazione» - Per il momento nel capoluogo le conseguenze di assembramenti giovanili non si fanno sentire

Giovani a Villa Argentina, «Affollamenti nella calma»
© Ti-Press/francesca Agosta

Giovani a Villa Argentina, «Affollamenti nella calma»

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Giovani a Villa Argentina, «Affollamenti nella calma»

Giovani a Villa Argentina, «Affollamenti nella calma»

Giovani a Villa Argentina, «Affollamenti nella calma»

Giovani a Villa Argentina, «Affollamenti nella calma»

Recentemente il comandante della polizia comunale di Mendrisio Patrick Roth ci aveva parlato del fenomeno di assembramenti di giovani che nel capoluogo «non si evidenzia in modo dirompente» come in altre località del cantone. E là dove si sono verificati, gli agenti erano sempre intervenuti privilegiando il dialogo, il confronto e la mediazione. Insomma, anche nel Mendrisiotto si è verificato qualche caso di raggruppamento di giovani, come ad esempio nel parco di Villa Argentina ma per lo più nella calma.

Di questo fenomeno è al corrente anche il capo del Dicastero sicurezza Samuel Maffi: «Sono giunte anche a me informazioni in tal senso. In primis bisogna dire che non c’è stato alcun problema di ordine pubblico. Bisognerebbe sapere se i giovani si ritrovano lì “in massa” oppure se sono presenti in gruppetti. D’altronde non è proibito frequentare il parco».

Ma c’è chi sottolinea come il parco dovrebbe essere chiuso dalle 20. «Non siamo mai stati fiscali. D’altronde che cosa potremmo fare? Se li mandiamo via si potrebbero spostare magari nel parco a Canavee. Comunque ci sono precise disposizioni del Cantone secondo le quali lo sgombero deve essere l’ultima ratio. Nei prossimi giorni monitoreremo la situazione».

Colpa delle belle giornate

Il municipale Maffi ci conferma che fino a qualche giorno fa la presenza di ragazzi nel parco era molto limitata: «È possibile che la situazione sia cambiata grazie alle attuali belle e miti serate primaverili che invogliano a stare all’aperto in compagnia. Non va dimenticato che a causa del confinamento i giovani non hanno attività da fare e luoghi dove incontrarsi. Ecco quindi la scelta del parco di Villa Argentina che, ricordo, è molto grande e permette ad amici e o a studenti di trovarsi insieme, senza superate il limite di 15 persone per gruppo, oltre il quale diventa un assembramento».

E forse queste ultime serate sono un po’ particolari. È infatti la Settimana Santa, quella delle processioni storiche nel nucleo di Mendrisio. Tanto per fare un esempio l’altra sera lungo il percorso c’erano forse 400 persone per una passeggiata serale alla scoperta dei trasparenti e degli altri eventi messi in cartellone in sostituzione della tradizionale sfilata. Così qualcuno avrà fatto tappa anche a Villa Argentina.

Frequentatori tranquilli

Quel parco – ci spiega Maffi – è peraltro molto frequentato dai giovani anche sul mezzogiorno. Complici anche in questo caso le belle giornate di sole, diversi ragazzi lo frequentano durante la pausa pranzo. Acquistano il cibo da asporto da ristoranti e negozi della zona, per poi consumarlo nel prato. «Ripeto che non è vietato stare lì, se ben distanziati. Chi lo frequenta non lo fa certo con cattive intenzioni, come magari qualcuno in altre località. Da noi si tratta per lo più di studenti “tranquilli”» aggiunge.

Certo è che la polizia di Mendrisio sarà più presente sul posto, magari con agenti in borghese e non in divisa per evitare eventuali inutili tensioni: «Prima vengono la prevenzione e la sensibilizzazione, poi come detto, ma solo come ultima ratio, la repressione. Se ne è parlato anche durante una riunione urgente fra Norman Gobbi, i comandanti delle polizie locali e i capidicastero dei principali centri, organizzata dopo i fatti della foce di Lugano e in vista delle festività pasquali.

Rifiuti limitati

Per quanto riguarda Mendrisio, resta da dire che la polizia ha tenuto sotto osservazione altri luoghi sensibili del comune, in particolare i parchi gioco e le aree adiacenti alle scuole. Maffi non nega che la mattina gli operai comunali debbano talvolta raccogliere rifiuti e bottiglie vuote, ma sicuramente in quantitativo limitato. E anche questo – sostiene – è un segnale che non si è trattato di veri e propri assembramenti.

Quiete a Chiasso

«Di solito a Chiasso non ci facciamo mancare niente, ma stavolta devo dire che finora assembramenti di giovani o manifeste dimostrazioni di disagio non ce ne sono stati» ci dice la capa del Dicastero sicurezza Sonia Colombo Regazzoni. I ragazzi sono stufi, come peraltro lo siamo noi, a causa del confinamento ma per il momento non sono stati segnalati affollamenti particolari. Anche i rifiuti lasciati per strada o nelle aree verdi testimoniano della tranquillità delle serate chiassesi.

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