I momò non condividono (ancora) la bicicletta

MOBILITÀ

Nel «bike sharing» il Mendrisiotto è in ritardo rispetto alle altre regioni, ma qualcosa sta cambiando

I momò non condividono (ancora) la bicicletta
La flotta si sposta verso sud.  (Foto CdT)

I momò non condividono (ancora) la bicicletta

La flotta si sposta verso sud.  (Foto CdT)

Il distacco è ampio, ma può essere colmato. Parliamo di biciclette condivise: un’idea che finora non ha trovato terreno fertile nel Mendrisiotto. Il distretto ha accumulato un certo ritardo rispetto alle altre regioni ticinesi, Luganese in testa, dove il bike sharing continua ad aggiungere pallini alla sua mappa. Qualcosa tuttavia sta cambiando. Sul tavolo della Commissione Regionale dei Trasporti del Mendrisiotto c’è un progetto per mettere a disposizione più di duecento bici, metà classiche e metà elettriche, da una quarantina di postazioni, per cominciare. Dopodiché la rete potrebbe essere ampliata. Usiamo il condizionale perché l’intero piano è ancora in fase di discussione. Sarà decisivo il parere dei Comuni coinvolti: toccherà a loro a stabilire se e come verrà lanciato l’attacco per azzerare la distanza con il resto del Ticino (il quale a sua volta, nella promozione delle due ruote, sta cercando di azzerare la distanza con il resto della Svizzera).

All’inseguimento dell’auto
Secondo Andrea Rigamonti, presidente della Commissione, il fatto che il bike sharing non abbia ancora attecchito nel Mendrisiotto dipende dalla morfologia del territorio, che è ricco di saliscendi. «Non è colpa di nessuno. In passato ci si è chiesti più volte se andare in questa direzione e ora ne abbiamo l’opportunità, forti del fatto che il tema della mobilità sostenibile attira sempre più interesse e sempre maggiori investimenti». Ne è conferma il fatto che il Governo, dopo aver stanziato mezzo milione per le reti di bici condivise favorendone la diffusione nel Luganese e nel Locarnese, ha messo sul piatto la stessa cifra per dare una spinta ai progetti nel Bellinzonese e nel Mendrisiotto. Sullo sfondo c’è la consapevolezza che la bici (soprattutto quella elettrica, pensando alle citate pendenze) può essere un valido concorrente della macchina per gli spostamenti brevi. Forse anche più valido del bus.

Fino a Scudellate?
Un nodo da sciogliere è quello dei quartieri più isolati: è giusto che siano tutti dotati di una stazione, o queste vanno limitate ai luoghi più frequentati? Rigamonti è per fare «il passo secondo la gamba», cioè servire inizialmente le zone con il maggiore potenziale di utilizzo e poi, in base ai primi risultati, valutare l’estensione della rete (da ricordare che le future postazioni andrebbero ad aggiungersi alle due offerte a Mendrisio da carvelo2go, un servizio di bici cargo). Che vengano prese in pianura, in montagna o in collina, le bici devono poter circolare in sicurezza: chi è sulle due ruote va protetto dal flusso motorizzato. Per quanto riguarda le vie di comunicazione del Mendrisiotto, Rigamonti è fiducioso: «Cantone e Comuni svolgono già un importante lavoro di monitoraggio per garantire le migliori condizioni ai ciclisti. Si può sempre fare meglio - conclude il presidente della Commissione dei trasporti - ma gli investimenti non mancano».

Giugno e luglio caldissimi
La sicurezza è un problema noto anche negli altri distretti, con le autorità che stanno cercando tutti gli spazi utili per creare percorsi ad hoc. A volte ciò va a discapito dei parcheggi, con le relative lamentele degli automobilisti. Chi promuove il bike sharing comunque ha i numeri dalla sua parte. Basti pensare che Luganese, nei mesi di giugno e luglio, sono stati contati 45 mila utilizzi. Il prossimo passo, come spiega il coordinatore del servizio nel Luganese Fabio Schnellmann, sarà mettere in comunicazione il sistema di Publibike (azienda che serve il Luganese e potrebbe arrivare nel Mendrisiotto) con quello di Velospot (attiva nel Locarnese e Bellinzonese). «Così potremo avere un accesso unico, in modo che gli abbonati del Sottoceneri possano utilizzare facilmente le biciclette condivise anche nel Sopraceneri e viceversa».

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