«I ticinesi sono venuti a scoprire il Mendrisiotto»

Estate

Giro d’orizzonte sulla stagione con alcuni esercenti di grotti, ristoranti e bar momò - Le vacanze nella Svizzera italiana e gli incentivi a cenare fuori hanno aiutato, ma ora c’è chi teme il freddo

«I ticinesi sono venuti a scoprire il Mendrisiotto»
Misure di prevenzione all’Antico grotto Ticino di Mendrisio. © CdT/ Chiara Zocchetti

«I ticinesi sono venuti a scoprire il Mendrisiotto»

Misure di prevenzione all’Antico grotto Ticino di Mendrisio. © CdT/ Chiara Zocchetti

«I ticinesi sono venuti a scoprire il Mendrisiotto»
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«I ticinesi sono venuti a scoprire il Mendrisiotto»

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Nonostante le temperature di questi giorni, l’estate sta volgendo al termine ed è tempo di bilanci. Abbiamo fatto un giro tra grotti, ristoranti e bar del Mendrisiotto per capire com’è andata la stagione tra misure di contenimento, prevenzione e distanza sociale.

«L’estate è andata meglio del previsto», spiega Antonio Florini del Grotto Loverciano a Castel San Pietro. «Il mantenimento delle distanze non è stato un problema dato che il grotto dispone di un grande giardino». Secondo il nostro interlocutore le agevolazioni messe in campo per sostenere il settore, da quelle cantonali a quelle comunali, hanno giocato un ruolo importante. «In molti non si sono fatti scappare l’occasione e hanno sfruttato i buoni». Poco hanno inciso invece i turisti. «Chi viene nella nostra zona lo fa perché ci conosce, - spiega Florini - nonostante questo ho notato un forte incremento di svizzeri francesi, mentre gli svizzero tedeschi non erano di più di quelli che abbiamo normalmente d’estate». Sono invece aumentati i ticinesi provenienti da fuori il Mendrisiotto: «Tanti non son andati in vacanza all’estero e quindi hanno scoperto volentieri la nostra regione». Al Grotto del Mulino di Morbio inferiore invece i turisti sono stati più degli altri anni, conferma Nicola Catenazzi. «Un ruolo importante l’ha giocato inoltre l’iniziativa dei buoni da spendere nei ristoranti: ha incentivato la gente ad uscire. Malgrado i maggiori sforzi profusi a causa delle misure di prevenzione è stata una bella stagione», sottolinea.

Su una cosa gli esercenti sono d’accordo: la ristorazione all’interno sarà un’incognita. Nonostante in molti casi i coperti siano stati addirittura dimezzati (al Loverciano, ad esempio, si è passati da 180 a 90) la gente è più diffidente a stare all’interno. E presto pranzi e cene nelle terrazze all’aperto saranno solo un ricordo e - ci dice il presidente di Gastro Mendrisiotto, nonché proprietario del Grotto San Martino a Mendrisio, Flavio «Mamo» Quadranti - «bisognerà trovare una nuova normalità anche per sedersi a tavola all’interno dei locali». L’occasione sarà sicuramente, a partire dal 1. ottobre, la Rassegna gastronomica del Mendrisiotto e Basso Ceresio, da oltre 50 anni l’appuntamento d’autunno per i ristoranti dell’estremo sud della Svizzera italiana.

«I ticinesi sono venuti a scoprire il Mendrisiotto»

E se per i grotti con molto spazio all’esterno, l’estate è andata tutto sommato bene, per chi si trova nei centri è stato un po’ diverso. «Per noi l’estate è sempre stata bassa stagione - ci dice Mirko Rainer dell’Atenaeo del vino di Mendrisio - ma è andata un filino meglio del previsto se pensiamo che, inizialmente, si credeva di non poter riaprire fino alla fine dell’autunno. Con lo spazio nella terrazza esterna ce la siamo cavata, ora bisognerà vedere come sarà la risposta dei clienti quando si dovrà mangiare all’interno». Ad essersi ridotti di moltissimo, spiega ancora Rainer, sono i coperti del mezzogiorno: «Con lo smart working in pochi vanno fuori a mangiare in pausa pranzo».

I clienti abituali non sono mancati al Murrayfield Pub di Chiasso che dalle 18 mette in pratica il tracciamento dei contatti permettendo la consumazione in piedi ad un massimo di cento persone. «Tutto sommato la stagione è andata bene, in linea con gli altri anni. La stagione fredda non mi preoccupa, sono fiducioso nel fatto che andrà tutto bene», spiega Tomaso Gobbi.

Al Carlino di Chiasso, invece, a settembre c’è stata una leggera ripresa dell’affluenza in pausa pranzo, «che negli scorsi mesi è stata il nostro tasto dolente» spiega il gerente Luca Arnaboldi. «Lo smart working ci ha penalizzato perché abbiamo sempre lavorato molto sul mezzogiorno. La sera invece siamo riusciti a cavarcela grazie alla metratura del locale, che ci permette di mantenere bene le distanze, e grazie ai buoni Gusta il tuo Ticino». La buona riuscita dell’iniziativa cantonale nel Mendrisiotto viene sottolineata infine anche da Gastro Mendrisiotto: «Nessuno si aspettava un successo così ampio e, dato che in molti sono rimasti in Ticino per trascorrere le vacanze, i ristoranti e i grotti sono stati l’attrazione dell’estate», conclude il presidente Quadranti.

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In questo articolo:

  • 1 Chiara Nacaroglu
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  • 3 Vacanze in Ticino
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