L’archivio grafico Huber rimane alla vedova

Sentenza

Secondo il Tribunale federale la moglie dell’importante artista deceduto nel 1992 non deve consegnare le opere attualmente in suo possesso alla Fondazione Huber Kono Confermato il non luogo a procedere delle istanze ticinesi per l’accusa di appropriazione indebita

L’archivio grafico Huber rimane alla vedova
Un’immagine del 2005 all’inaugurazione del m.a.x. museo a Chiasso, ora passato nelle mani del Comune di Chiasso. ©Ti-Press/Agosta

L’archivio grafico Huber rimane alla vedova

Un’immagine del 2005 all’inaugurazione del m.a.x. museo a Chiasso, ora passato nelle mani del Comune di Chiasso. ©Ti-Press/Agosta

L’archivio grafico del noto artista Max Huber, deceduto nel 1992, rimane interamente in possesso della vedova. La Fondazione Max Huber Kono non può accampare diritti sulle opere. È questo in estrema sintesi il contenuto della recente sentenza del Tribunale federale in merito a una diatriba fra le due parti sul destino del rilevante archivio grafico.

L’atto costitutivo

Per capire meglio occorre fare qualche passo indietro. Dieci anni dopo la morte dell’artista, la vedova ha istituito una Fondazione di cui ha assunto la presidenza. Nell’atto costitutivo della Fondazione – ricordano i giudici di Losanna nella sentenza – c’è «l’organizzazione di una mostra permanente delle opere grafiche di Huber, il cui archivio grafico è patrimonio della Fondazione». Ma più in là si precisa che in base all’atto...

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