Trasporti

La stazione unica al confine? Da illusione a esigenza condivisa

Como e Chiasso chiedono di riesumare il progetto accantonato diversi anni fa

La stazione unica al confine? Da illusione a esigenza condivisa
Foto CdT.

La stazione unica al confine? Da illusione a esigenza condivisa

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CHIASSO - Risorge dalle proprie ceneri, riesumato dai timori dei due poli urbani confinanti di rimanere tagliati fuori dal futuro assetto dei collegamenti internazionali su rotaia, il progetto di dotare le città di Como e di Chiasso di uno scalo ferroviario condiviso. Al termine di un incontro convocato oggi a Palazzo civico, il Municipio della cittadina ed il sindaco di Como Mario Landriscina hanno deciso di inoltrare una lettera ai rispettivi interlocutori istituzionali - Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato sul versante italiano e, su quello ticinese, Consiglio di Stato e Ferrovie federali svizzere - per perorare la causa della cosiddetta stazione unica. Torna dunque d’attualità il progetto che nel 2002 l’allora massimo esponente delle FFS Benedikt Weibel bollò come «un’illusione», preludio all’abbandono dello stesso prima da parte delle autorità lariane e poi di quelle chiassesi. Adesso, però, afferma il sindaco della cittadina Bruno Arrigoni, lo scenario di un declassamento delle due stazioni a cavallo della frontiera è concreto: «Condividiamo con Como - aggiunge - la volontà di non restare esclusi dai futuri assetti ferroviari disegnati da AlpTransit e dalla nuova galleria del Ceneri. Per questo, con la lettera di intenti verrà ripresa l’idea della stazione unica». Toccherà poi agli organi superiori e alle aziende di trasporto decidere in quale direzione procedere. Di certo, Chiasso e Como hanno capito che, piuttosto che trovarsi con due stazioni di respiro locale, è meglio concentrare risorse su un unico scalo di portata internazionale. Dove questo vada collocato non è ancora argomento di discussione. Le parti hanno poi discusso altri argomenti di attualità, come la prevista realizzazione di un complesso commerciale a Ponte Chiasso e la paventata chiusura notturna dell’ultimo tratto di A9 durante l’estate. Una prospettiva, la seconda, che desta preoccupazione e che dovrebbe essere oggetto di un incontro con la Società Autostrade.

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