Chiasso

La stazione unica al confine non entusiasma proprio tutti

L’idea di uno scalo comune tra Como e Chiasso torna a far parlare di sé - Se le autorità ne vedono anche oggi delle potenzialità, per le FFS «non c’è nulla di concreto»

La stazione unica al confine non entusiasma proprio tutti
Foto Putzu

La stazione unica al confine non entusiasma proprio tutti

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CHIASSO/PONTE CHIASSO - Un’unica grande stazione ferroviaria che serva Chiasso e Como riportando al territorio di confine la gloria commerciale e turistica dei tempi passati. È questo il sogno riemerso recentemente, rievocato dai media di entrambi i Paesi, dopo un paio di decenni dal suo abbandono, e affrontato ufficialmente dalle autorità delle due cittadine in un incontro che si è tenuto martedì pomeriggio e di cui abbiamo riferito qui.

Su quanto si tratti di una rievocazione romantica di quello che sarebbe potuto essere e quanto invece di un’idea che potrebbe ancora venir messa in pratica, i pareri sono tuttavia contrastanti. Da una parte, le autorità cittadine stanno perorando la causa, dall’altra, le Ferrovie federali svizzere e le Ferrovie dello Stato italiane, non intendono muoversi in questa direzione.

Cittadine alleate
Il un incontro organizzato martedì pomeriggio, il sindaco di Como Mario Landriscina ha infatti raggiunto il Municipio di Chiasso e, insieme, è stato deciso di sottoscrivere una lettera all’indirizzo dei rispettivi interlocutori istituzionali – Regione Lombardia e Ferrovie dello Stato sul versante italiano e, su quello ticinese, Governo cantonale ed FFS – per appoggiare la causa della cosiddetta stazione unica. Lo scenario di un ulteriore declassamento delle due stazioni a cavallo della frontiera è concreto, ha commentato in merito il sindaco Bruno Arrigoni aggiungendo: «Condividiamo con Como la volontà di non restare esclusi dai futuri assetti ferroviari disegnati da AlpTransit e dalla nuova galleria del Ceneri. Per questo, con la lettera di intenti verrà ripresa l’idea della stazione unica».

Il niet delle infrastrutture
La volontà dei due Comuni è quindi chiara ma sta ora agli organi superiori e alle aziende di trasporto decidere in quale direzione procedere. Già nel 2002, l’allora direttore delle FFS Benedikt Weibel paragonò il progetto ad «un’illusione». E anche oggi, le Ferrovie federali sembrano restare della stessa opinione. Da noi contattato pochi giorni prima dell’incontro tra le autorità, il portavoce delle Ferrovie federali Patrick Walser è tornato a confermare che le FFS non prevedono alcun progetto o studio per una stazione unica Como-Chiasso. «Possiamo dire che, con un investimento di 245 milioni di franchi (quelli puntati negli ultimi anni, ndr.), la stazione ferroviaria di Chiasso Viaggiatori e Smistamento sta attualmente subendo un ampliamento e un ammodernamento con importanti vantaggi sia per la clientela merci che viaggiatori. Si stanno quindi portando avanti importanti investimenti a medio-lungo termine». «I progetti a Chiasso sono molteplici, validi e a buon punto», ha precisato poi Walser definendo quello sulla stazione unica al confine «un tema che di concreto non ha nulla».

Patrick Walser: «Le FFS stanno già portando avanti a Chiasso progetti milionari previsti per il lungo termine».

Da noi interpellata, anche la corrispondente territoriale dei media per la Lombardia di Ferrovie dello Stato italiane, Cristina Riacà, fa sapere che non sono previsti interventi di questo tipo nemmeno da parte loro.

I nuovi piani di Ponte Chiasso
Se da una parte, le ferrovie non sembrano intenzionate a cambiare rotta, Chiasso e Como, piuttosto che trovarsi con due stazioni di respiro locale, preferirebbero insomma concentrare le proprie risorse su un unico scalo di portata internazionale. Dove questo vada collocato non è ancora dato saperlo. Di certo però, i nuovi progetti su cui si sembra voler puntare a Ponte Chiasso promettono di ridare vivacità alla zona. Lo scorso dicembre è stata infatti presentata al Comune di Como la richiesta per un maxi progetto che coinvolge le aree ex Lechler ed ex Albarelli e che vede la costruzione di un maxi autosilo da 1.400 posti e del supermercato Esselunga.

Remigio Ratti: «Abbandonando il progetto sono uscite perdenti sia la Città di Como che il Comune di Chiasso».

Queste iniziative potrebbero dare nuovo slancio al progetto della stazione comune che unisca il polo chiassese a quello comasco, asserisce da noi interpellato Remigio Ratti, docente di economia dei trasporti e promotore del comitato Pro San Gottardo. «L’obiettivo portato avanti dalla stazione unica è sempre validissimo», sostiene l’esperto che non risparmia tuttavia qualche critica alle autorità per aver lasciato passare vent’anni permettendo così che un’iniziativa che stava prendendo la giusta direzione cadesse nel dimenticatoio. «La politica locale si è arresa, gli avvicendamenti all’interno delle istituzioni comasche le hanno allontanate da quelle chiassesi, ed è pure vero che le FFS, anche all’epoca, non erano completamente allineate con il progetto. Ma allora, il loro, non era un no categorico», racconta Ratti. «Il risultato? Ne sono usciti entrambi perdenti: sia Chiasso, con sempre meno coincidenze in fermata nella cittadina, sia Como, e lo stato di degrado della stazione San Giovanni lo dimostra».

Per conoscere il futuro del progetto bis, non resta quindi che aspettare di scoprire se la volontà dei due Comuni troverà l’appoggio di Regione e Cantone, e come reagiranno di conseguenza le FFS e Ferrovie di Stato.

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