Ligornetto off limits, fioccano proteste e code

Viabilità

Primo giorno di chiusura parziale del nucleo decisa da Mendrisio: automobilisti sorpresi e lunghe colonne – Maffi: «Questione di adattamento, il volume di traffico nel centro aveva raggiunto livelli intollerabili»

 Ligornetto off limits, fioccano proteste e code
Addetti al traffico spiegano agli automobilisti la strada da percorrere. © CdT/Gabriele Putzu

Ligornetto off limits, fioccano proteste e code

Addetti al traffico spiegano agli automobilisti la strada da percorrere. © CdT/Gabriele Putzu

Ore 8. Largo via Vela a Ligornetto. Uno dei due addetti al traffico urla al collega sul lato opposto della strada: «Sono le 8, riapriamo?» Il secondo guarda l’orologio e risponde: «Eh sì, è l’ora, direi di andarcene». I due si avvicinano, raccolgono le loro cose e se ne vanno.
Ed è stato come se si fosse rotta una diga. Le auto incolonnate si muovono all’unisono e molte di loro si infilano nelle vie che conducono nel nucleo di Ligornetto. La strada sia ora libera. I conducenti sollevati.

Finisce così la prima mattinata di chiusura al traffico del nucleo di Ligornetto, dalle 5 alle 8. Ma si replicherà ogni pomeriggio dalle 16.30 alle 19.30. Oggi era il giorno del debutto delle nuove disposizioni decise della Città di Mendrisio per impedire agli automobilisti, soprattutto frontalieri ma non solo, di intasare le strade del centro di Ligornetto. E le ripercussioni si sono subito fatte sentire. Lunghe colonne di auto si sono formate sulle arterie principali in provenienza da Stabio-Gaggiolo e da Clivio.

Cartelli e informazione

Gli addetti di un’agenzia privata erano sistemati nei punti nevralgici, cioè all’imbocco del nucleo dove per l’occasione erano stati posati cartelli stradali che indicavano il blocco parziale del traffico nelle fasce orari indicate. Molti automobilisti sono stati presi alla sprovvista dal provvedimento, anche se annunciato negli scorsi giorni. E sovente non l’hanno presa bene. A farne le spese gli innocenti addetti al traffico che si sono dovuti sorbire le contumelie dei conducenti i quali, nonostante le spiegazioni, non capivano il perché del provvedimento. Inviperiti anche gli automobilisti locali che non disponevano dell’obbligatorio bollino per poter entrare nella zona off limits. «Abbiamo cercato di spiegare la situazione agli automobilisti. Molti si sono adattati senza problemi, altri invece si sono lasciati andare a parolacce talvolta irripetibili» ci ha detto uno degli addetti al traffico. «Ne ho sentite di tutti colori: “Passo di qui da anni e non è mai successo”, “Ma non potevate informarci per tempo?”, “E adesso che strada faccio, sono già in ritardo per il lavoro”, “ Non sapevo nulla del bollino per i domiciliati” sono state le frasi più frequenti» ci ha detto il collega.

Ricordiamo che l’accesso al nucleo è sempre garantito per il servizio a domicilio, per chi vi lavora, per chi vi risiede e per chi è in visita. E stamattina c’era già la fila allo sportello di quartiere per procurarsi un bollino da applicare al veicolo.

Tre giorni di sensibilizzazione

Il capo del Dicastero sicurezza pubblica Samuel Maffi è convinto che sia una questione di adattamento: «Per tre giorni ci saranno gli addetti al traffico che daranno le indicazioni necessarie, poi sono previsti regolari controlli di polizia, con eventualmente la comminazione di multe. Ma sono ottimista». Maffi aggiunge che il traffico nel nucleo di Ligornetto aveva assunto proporzioni intollerabili: fino a 1.000 veicoli all’ora. «Quando nel 2016 avevamo introdotto la misura sperimentalmente per un anno non sono successi cataclismi. La nostra perizia e le sentenze del Consiglio di Stato prima e del Tribunale cantonale amministrativo poi, interpellati con ricorsi dal Comune di Stabio, hanno dimostrato che il riversamento del traffico su altre arterie è tollerabile. E non è vero l’assunto secondo il quale il 100% del traffico impedito a passare dal nucleo si sia spostato sulle strade di Stabio. Quest’ultimo Comune ha ora ricorso al Tribunale federale chiedendo l’effetto sospensivo della misura ma difficilmente lo otterrà. I giudici di Losanna lo accordano di regola solo quando si deve evitare un danno irreversibile, ciò che non è il nostro caso» conclude Maffi.

I timori di Stabio

Il vicesindaco di Stabio Mauro Durini non ha molte speranze che il ricorso al Tribunale federale possa beneficiare dell’effetto sospensivo. Nota comunque che «si è riproposto lo scenario temuto con grande traffico, ad esempio, a San Pietro e alla Cantinetta. La soluzione scelta da Mendrisio non risolve il problema, anzi fa crescere l’inquinamento perché gli automobilisti saranno costretti a viaggi più lunghi e lenti. Temo poi che cercheranno altre vie andando a intasare anche le nostre strade di quartiere. La questione va risolta a livello cantonale. Ci vuole il coraggio di introdurre misure come i trasporti aziendali obbligatori e il conseguente potenziamento dei mezzi pubblici. Ma qui è la politica che deve intervenire».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mendrisiotto
  • 1

    La magia del Natale a Mendrisio

    Eventi

    Pronto un calendario ricco di appuntamenti nel capoluogo nell’imminenza delle feste: dalla pista di ghiaccio agli chalet in piazza, dal mercatino alla cerimonia dello scambio di auguri

  • 2
  • 3

    Altri due commensali al tavolo del Basso Mendrisiotto

    Aggregazione

    Castel San Pietro e Coldrerio hanno accolto l’invito a partecipare alle discussioni in merito a una possibile fusione intercomunale - Il progetto coinvolge ora otto Municipi e guarda verso la parte alta del distretto

  • 4

    Il «riscatto» di Mendrisio che si stacca da Lugano

    Energia elettrica

    Con una spesa di 13,9 milioni il Municipio intende comprare la rete di distribuzione delle AIL a Besazio, Capolago, Meride e Tremona per affidarne la gestione alle AIM – Se ne parla dall’aggregazione del 2013 – Nessun innalzamento delle tariffe all’utenza

  • 5
  • 1
  • 1