Mai più tosaerba in vigna, adesso ci pensano i polletti

Vino e alimentazione

È il progetto di due giovani di Corteglia per dare slancio alla produzione locale - Un’attività sostenibile, che mette in relazione umani, animali e vegetali, promuovendo il benessere di tutti

Mai più tosaerba in vigna, adesso ci pensano i polletti
© Ti-Press/ Davide Agosta

Mai più tosaerba in vigna, adesso ci pensano i polletti

© Ti-Press/ Davide Agosta

Un modo diverso di guardare alla viticoltura. È quanto si propongono Enzo Ortelli e Lorenzo Tognola, due giovani agronomi del Mendrisiotto, che a Corteglia stanno vivendo un momento per loro entusiasmante e cercano di far convivere, a beneficio di tutti, uomini, vigna e animali. L’obiettivo è produrre carne di pollo di qualità, grazie a un allevamento a dir poco originale. Oggi hanno presentato al pubblico il loro progetto.

La nascita dell’idea

Lockdown. Quasi tutte le attività bloccate. Ma non i pensieri e i sogni che cercano una via per realizzarsi. Nasce da qui l’idea di due amici, due studenti universitari, e ora agronomi con interessi complementari. Enzo, per una questione ereditaria più orientato alla vigna. Lorenzo, fresco di Master all’università di Wageningen, nei Paesi Bassi, più propenso alla teoria alimentare. Entrambi alla ricerca di nuove strade per rilanciare la produzione locale.

«Durante il periodo di chiusura, un sabato mattina mi chiama Lorenzo e trafelato mi dice che entro lunedì deve presentare ai suoi professori in Olanda un argomento per la sua tesi». Qualche riflessione e poi l’illuminazione. Insieme quel giorno decidono di sviluppare quell’idea discussa più volte ma rimasta latente in qualche angolo della mente. «Perché non provare?». Inizia così la realizzazione del progetto «Polletti in vigna» a Corteglia.

La selezione degli animali

Per cominciare occorre innanzitutto una vigna. L’azienda Ortelli Vini, diretta dal padre di Enzo, mette a disposizione dei due agronomi una parcella per portare avanti l’esperimento. Poi è necessario un pollaio. «Non avevamo nulla – spiegano i due giovani – abbiamo allora preso un vecchio rimorchio e con l’aiuto di amici lo abbiamo costruito a norma, tutto in legno». Il 12 maggio il secondo grande giorno, l’arrivo da San Gallo di 60 polli di cinque razze diverse. «Inizialmente non sapevamo ancora quale razza fosse la migliore, sia da far pascolare nella vigna, sia per trasformarsi in un alimento di qualità», spiega Ortelli. «Abbiamo quindi operato dei test con i polletti, pesandoli a intervalli regolari, osservandoli nelle loro azioni quotidiane. Non da ultimo testandone le qualità culinarie». La scelta è così caduta sulla razza detta «cou nu noir», collo nudo nero.

Tosaerba naturali

«Questi animali sono molto intelligenti e svolgono inconsapevolmente un lavoro utilissimo, prosegue Ortelli. Sono infatti dei veri tosaerba ecologici e con il loro lavoro permettono di non utilizzare macchinari». Ma c’è di più. «Sono anche degli ottimi concimatori e consumatori dei residui della vendemmia, di cui sono ghiotti e che vanno ad arricchire la qualità della loro carne», gli fa eco Tognola.

Dalla terra alla tavola

L’obiettivo finale dei due giovani sperimentatori vitivinicoli e alimentari è chiaro. Realizzare un prodotto di elevata qualità da accompagnare ai vini raffinati dell’azienda della famiglia Ortelli. Ma non solo. Le prove e le degustazioni svolte finora hanno dato risultati tali, che in futuro se ne potrebbe prevedere anche una vendita a maggiore diffusione. «Ci stiamo lavorando. La collaborazione con i fornitori e i partner locali è ottima. Il prodotto di elevata qualità ci sta dando una motivazione supplementare», commentano.

«È tutto bellissimo»

L’entusiasmo dei due agronomi traspare in ogni loro gesto ed espressione. «Siamo partiti con 60 polletti di razze diverse. Ora siamo a 106 colli nudi neri, ma il prossimo passo sarà riuscire realizzare un prodotto a km 0», commentano. Dall’uovo al polletto, anche grazie all’acquisto di un’incubatrice che permetterà di far schiudere le uova che verranno prodotte grazie alla presenza di 6 galline pensate per l’allevamento e un gallo, che si è fatto assai udire. «Sì, è incredibile come sia dominante – commenta Ortelli – anche se è un po’ meno sveglio delle galline».

Enzo Ortelli e Lorenzo Tognola coltivano anche un grande sogno. «Realizzare a Corteglia il secondo pollo doc al mondo dopo il Poulet de Bresse».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Mendrisiotto
  • 1

    Arzo segnò la vita di Segre, la memoria permetterà di non dimenticare

    Iniziativa

    Un gruppo di consiglieri comunali chiede di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, respinta nel 1943 al confine del quartiere mendrisiense e di dedicare uno spazio pubblico ai tentativi di trovare rifugio in Ticino che segnarono in modo indelebile la storia del Mendrisiotto

  • 2

    Tiratori armati di pazienza: lavori allo stand in ritardo

    Morbio Superiore

    Il rinnovo del poligono della Rovagina avrebbe dovuto iniziare in questi giorni - Un’autorizzazione federale si è però fatta attendere diversi mesi e il cantiere è slittato di almeno un anno - A breve però sarà staccata la licenza edilizia e si potrà procedere con le richieste di credito ai Legislativi

  • 3

    Il mulino può ripartire, c’è la licenza edilizia

    Maroggia

    L’Esecutivo ha rilasciato martedì sera l’autorizzazione per la ricostruzione dell’edificio distrutto dalle fiamme nel novembre del 2020 – Il titolare Alessandro Fontana: «Adesso andiamo avanti a tutto gas» – L’obiettivo, fra un anno, è quello di collaudare l’impianto

  • 4

    Tour de Suisse: si dovrà sudare sul circuito momò

    Ciclismo

    La tappa del 16 giugno del Tour de Suisse sarà interamente ticinese con arrivo a Novazzano - I corridori percorreranno tre volte un anello comprendente l’Acqua fresca, la salita di Pedrinate e quella della Torraccia - Gli organizzatori: «Tracciato impegnativo con ascese fino al 16%»

  • 5

    Oltre la ramina a Stabio per sfuggire alle persecuzioni

    Frontiere

    Una donna ebrea milanese, accompagnata dal marito, è tornata a Stabio, nel punto dove nel 1943 attraversò il confine e in modo rocambolesco raggiunse la salvezza – Bruna Cases: «Un momento di grande commozione, sappiamo di essere stati molto fortunati»

  • 1
  • 1