Nel Mendrisiotto prima del lockdown si stappava lo champagne

Turismo

Periodo inaspettatamente fortunato quello vissuto prima della pandemia, con i pernottamenti momò che nel 2019 erano addirittura raddoppiati - Ci sono anche stati investimenti nelle strutture ricettive e la qualità è generalmente apprezzata

Nel Mendrisiotto prima del lockdown si stappava lo champagne
©CdT/Gabriele Putzu

Nel Mendrisiotto prima del lockdown si stappava lo champagne

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L’anno non è ancora concluso, dell’analisi del 2020 a livello turistico si è però già parlato in svariate occasioni. La stagione turistica si sta infatti rivelando piuttosto complessa e diversa dal solito. Il coronavirus ha infatti stravolto l’anno a poche settimane dal suo inizio, prima con un lockdown che ha praticamente azzerato gli spostamenti e poi con una riscoperta del territorio «a chilometro zero». Di bilanci in corsa ne sono quindi già stati fatti numerosi. Ciò che è stato un po’ tralasciato a causa del irruenza dell’attualità è un’analisi dell’anno che si era appena concluso quando l’emergenza è iniziata. In questo articolo proporremo quindi proprio questo: un’analisi del 2019 turistico, a livello regionale. Per farlo abbiamo utilizzato i dati contenuti nella documentazione distribuita da Mendrisiotto Turismo nell’ambito della sua assemblea primaverile, che avrebbe dovuto tenersi in giugno ma che è stata rinviata a settembre e che si terrà in forma scritta. Ai soci è stato chiesto di esprimersi entro fine mese. Un termine entro il quale l’Organizzazione turistica regionale del Mendrisiotto e Basso Ceresio (OTRMBC) si impegna a pubblicare i risultati sul suo sito internet.

La crescita è forte

Il primo elemento a emergere con decisione riguarda una tendenza al forte rialzo per quanto riguarda i pernottamenti nella regione. E per gli addetti ai lavori - lo sottolinea in particolare Nadia Fontana-Lupi, direttrice dell’OTRMBC nel suo rapporto - è stata una vera sorpresa: «Ci eravamo preparati al 2019 considerando gli importanti cambiamenti in atto nella nostra regione. Considerando AlpTransit e il successo del Ticino Ticket come degli elementi favorevoli all’aumento del turismo di giornata e quindi di conseguenza sfavorevoli per quanto concerne il numero di pernottamenti registrabili».

Si vola da 0 a 3 stelle

Però non è stato così e i pernottamenti sono più che raddoppiati rispetto alle cifre, già in crescita, dell’anno precedente. Nel 2019 i pernottamenti registrati nelle strutture ricettive regionali (che sono numerose, si sottolinea: solo gli alberghi sono 31) sono 5.405. L’anno prima (il 2017) erano stati circa un quinto (1.043), nel 2016 invece il totale era stato di 762. La maggior parte dei pernottamenti è generata dalle strutture alberghiere che contano tra 0 e 3 stelle (il 53%) La percentuale riguardante i campeggi è il 20% campeggi, 8% per gli alberghi con 4 e 5 stelle, 12% per i privati e 7% per gli ostelli.

I servizi sono buoni

Interessanti sono anche le considerazioni contenute nella documentazione riguardanti le strutture ricettive stesse. Non solo perché nella regione sono numerose (malgrado il territorio sia piuttosto limitato) ma anche perché sono in controdendenza con molte dichiarazioni fatte in passato). Spesso è infatti stato sottolineato come il territorio sia turisticamente di qualità, ma come le strutture ricettive non lo siano altrettanto. In questo caso la documentazione comprende però svariate lodi. Ad esempio al recentemente rinnovato Hotel Milano di Mendrisio. «Nel 2019 l’aumento registrato da queste strutture (quelle fino a 3 stelle, ndr) è in parte da rimandare che l’Hotel Milano è stato chiuso fino a giugno per importanti lavori di rinnovo, che la clientela sembra avere poi molto apprezzato». Lodi sono riservate anche ai gestori i campeggi, ad esempio quello di Meride, riaperto di recente con una nuova gerenza. Un appunto negativo tuttavia c’è: «Se da un lato abbiamo chi investe nella propria struttura, dall’altro registriamo da qualche anno il fatto che alcune strutture aprono e chiudono nell’arco di una stagione senza riuscire ad avere un gerente fisso, garantire continuità e a volta anche lasciando qualche strascico. Questo non ci aiuta a livello turistico, in quanto risulta così essere meno offerta sul territorio e quindi una minore possibilità di generare pernottamenti».

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