Piovono reclami contro l’antenna di 35 metri

Besazio

Il progetto per un nuovo impianto di telefonia mobile vicino ai campi da tennis ha provocato una sollevazione popolare

Piovono reclami contro l’antenna di 35 metri
© CdT/Chiara Zocchetti

Piovono reclami contro l’antenna di 35 metri

© CdT/Chiara Zocchetti

Ha provocato una sorta di sollevazione popolare il progetto per l’installazione di una nuova antenna per la telefonia mobile a Besazio, nell’area dove si trovano i campi da tennis.

Le opposizioni inoltrate all’Ufficio tecnico di Mendrisio durante il periodo di pubblicazione dell’incarto sono state ben 138, e diverse sono di natura collettiva. A cercare di contrastare la realizzazione del progetto ci sono quindi centinaia di persone.

Tra le opposizioni inoltrate vi sono quella della Società ticinese per l’arte e la natura (STAN), della Lista civica per Mendrisio e di numerosi abitanti in quella zona di Besazio. Nella prima si spiega ad esempio che Besazio è inserito nell’inventario dei territori da salvaguardare a livello nazionale (è «d’importanza nazionale») e che «a mente dell’opponente l’edificazione di un’antenna con un’altezza pari a 35 metri - visibile peraltro dal fondovalle - è del tutto avulsa dalle peculiarità dei luoghi, non ha nulla a che vedere con la tipologia dei luoghi e si pone in manifesto contrasto con il principio di tutela del paesaggio sancito dalla norma sopracitata, oltre che dagli obiettivi di protezione dell’IFP» (l’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali, ndr).

La STAN chiede dunque il respingimento della domanda di costruzione. «Preliminarmente» si domanda inoltre che la richiesta edilizia «sia sospesa e che gli atti siano inviati al Dipartimento del territorio affinché chieda una perizia alla Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio».

«Sarà 5G?»

Nell’opposizione della Lista civica per Mendrisio si cita anche la tecnologia 5G: «Nell’incarto non è esplicitato si tratti di tecnologia 5G, ma dalle schede tecniche risulta evidente che lo possa essere. Con questo procedere sia il committente, sia il Comune, hanno contrastato illegalmente e impropriamente il diritto di opposizione di tutti gli abitanti del comprensorio toccato, poiché il loro diritto all’opposizione deve basarsi su informazioni corrette e complete», scrive il gruppo politico.

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