Polli, oche e galline vecchie alla conquista dei vigneti

Territorio

Può una vigna diventare la casa di piccole colonie di animali? Per tre amici (e agronomi) della regione la risposta è sì – Insieme stanno creando allevamenti a chilometro zero dagli effetti benefici su terreno e tralci – L’ultimo progetto è stato inaugurato pochi giorni fa

Polli, oche e galline vecchie alla conquista dei vigneti
© CdT/Chiara Zocchetti

Polli, oche e galline vecchie alla conquista dei vigneti

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Polli, oche e galline vecchie alla conquista dei vigneti

Polli, oche e galline vecchie alla conquista dei vigneti

Polli, oche e galline vecchie alla conquista dei vigneti

Polli, oche e galline vecchie alla conquista dei vigneti

Polli, oche e galline vecchie alla conquista dei vigneti

Polli, oche e galline vecchie alla conquista dei vigneti

Li avevamo lasciati lo scorso ottobre, circondati da decine di polletti che scorrazzavano in una vigna di Corteglia, entusiasti per il progetto che aveva appena visto la luce. Un progetto che li aveva portati ad allevare polli della razza colli nudi neri in un ambiente forse anomalo e certamente originale: un vigneto. L’obiettivo? Produrre carne di pollo di qualità ma anche sfruttare i polletti quali «tosaerba naturali». Li ritroviamo oggi altrettanto entusiasti, anzi forse di più.

Dall’Olanda alla nostra realtà

Stiamo parlando di Enzo Ortelli, Lorenzo Tognola e Davide Croci, tre giovani agronomi momò alla ricerca di nuove strade per rilanciare la produzione locale. Il progetto «Polletti in vigna» era nato così, nell’ambito della tesi di laurea scritta per un’università olandese da uno di loro.

Dalla presentazione di questo progetto sono passati circa 3 mesi. Non molto tempo quindi. Ma di cose ne sono cambiate parecchie. Perché il progetto non solo si è evoluto ma si è anche per così dire ramificato, coinvolgendo sempre di più la regione. «Il progetto ha avuto un successo estremo - esordisce Lorenzo Tognola -, tanto che i primi 100 polletti erano venduti prima di essere pronti. Anzi, ci sono arrivate più ordinazioni di quelle che potevamo soddisfare».

La volontà è di arrivare a realizzare un prodotto a chilometro zero, facendo nascere i polletti sul posto. «L’obiettivo è quello del ciclo chiuso - prosegue Tognola - Enzo ha già selezionato una squadra di 6 galline e un gallo per far crescere i polli dalle uova». Per creare quindi una comunità di polletti «cou nu noir» cortegliese.

Curiosità e ispirazione

Il progetto dei tre amici e agronomi non è però cresciuto soltanto internamente. L’idea ha infatti anche incuriosito e ispirato altri produttori, facendo nascere iniziative parallele in altre due località.

«Ad Arogno l’Azienda Agricola Bianchi ha dato vita a un progetto con protagoniste delle oche». Lì, in uno dei vigneti dell’azienda vitivinicola, dieci oche hanno trovato la loro nuova casa, alternandosi tra un pollaio mobile (ricavato in un carretto da traino), i filari della vigna e una piscinetta. Si tratta di un sistema silvopastorale che ha effetti benefici sul terreno e sulla vite. Le oche tolgono la pressione delle erbe sulla vigna e la fertilizzano. «Ogni viticoltore ha un po’ la sua priorità. Nel caso di Corteglia le priorità dell’azienda Ortelli Vini erano il prodotto finale di estrema qualità, quindi la carne di pollo, e l’immagine positiva di agricoltura sostenibile. Nel caso di Arogno quella alimentare è invece una funzione secondaria, la priorità è il controllo del terreno e delle erbacce». Il numero di oche arognesi aumenterà in primavera.

L’ultimo nato

Ci trasferiamo virtualmente dall’altro lato del Monte Generoso, a Cabbio, dove proprio in questi giorni si sta concretizzando un altro progetto interessante. Ne è protagonista la Cantina Cavallini. In un loro vigneto di Morbio è nata una sorta di «pensione per le galline vecchie - sintetizza ridendo Tognola - si tratta di un esperimento stagionale invernale grazie al quale delle galline che sarebbero destinate a produrre carne di scarsa qualità potranno pascolare nei vigneti della cantina e ricoprire un ruolo agronomico (contribuendo al controllo delle erbacce, ma anche alla fertilizzazione del terreno) e le loro uova potranno essere valorizzate grazie alla loro estrema sostenibilità». Nel concreto a gestire questo pollaio che inizialmente avrà 100 galline saranno Tognola e Croci. «La Cantina Cavallini ha messo a disposizione la superficie, di cui ci occupiamo noi. Si tratta di una specie di joint venture grazie alla quale i consumatori diventeranno avicoltori tramite un "DirittoGallina" che permetterà loro di ritirare le uova settimanalmente e, a fine progetto, di ricevere una tradizionale "galina büiida" e una bottiglia di vino "Morbio", prodotto sulla superficie pascolate dalle "Galline in vigna"». Il pollame in vigna risulta una soluzione sostenibile sia dal punto di vista ambientale sia da quello sociale ed economico, conclude il nostro interlocutore.

I tre amici sono pronti a nuove sfide e sono a disposizione per sostenere qualsiasi nuovo progetto in questo ambito.

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