Prima il risanamento, poi tre nuovi stabili

Mendrisio

Un progetto mira alla demolizione di tre vetusti edifici commerciali, previa rimozione di sostanze nocive in alcune strutture - Il piano edilizio è però solo la prima tappa di un disegno più ampio che porterà alla costruzione di tre nuovi grandi immobili «destinati ad uffici» in via Laveggio

Prima il risanamento, poi tre nuovi stabili
© CdT/Gabriele Putzu

Prima il risanamento, poi tre nuovi stabili

© CdT/Gabriele Putzu

È una domanda di costruzione che potrebbe passare inosservata quella in pubblicazione in questi giorni a Mendrisio. Il suo obiettivo principale è infatti la demolizione di tre vecchi stabili commerciali in disuso ubicati su un grande terreno di quasi 8.700 metri quadrati.

Se la si legge attentamente però il progetto incuriosisce non poco. Per due motivi. Il primo è scritto apertamente: tra le opere per cui si chiede il via libera al Municipio c’è anche il risanamento di un sito inquinato. Un fine che – soprattutto agli occhi di un giornalista – potrebbe nascondere un retroscena degno di essere raccontato. Il secondo per essere svelato necessita una breve ricerca e riguarda l’ubicazione del terreno al centro della richiesta edilizia, che si trova in zona industriale, a pochi passi dal fiume Laveggio e anche dal FoxTown. Queste due constatazioni fanno immediatamente nascere un quesito. Questo progetto, dopo il risanamento e la bonifica, prevede una seconda tappa?

Le fibre di amianto

La risposta a questa domanda l’abbiamo scoperta leggendo l’incarto in pubblicazione in Ufficio tecnico. Prima di svelarla è però necessario fare un passo indietro per spiegare la prima parte del progetto.

Come anticipato al centro del progetto in pubblicazione (che è firmato dalla ditta Jobtome Technology Village di Stabio e che potrà essere consultato in Ufficio tecnico a Mendrisio fino all’11 dicembre) c’è un terreno di quasi 8.700 metri quadrati. Si trova in via Laveggio, di fronte al centro commerciale FoxTown, da cui è separato dall’autostrada. Oggi ospita tre diversi edifici di due piani, che occupano una superficie di 1.171 metri quadrati. Questi stabili saranno però demoliti.

Per poter procedere con l’abbattimento i promotori del progetto hanno commissionato un’ispezione per rilevare eventuali sostanze nocive presenti negli edifici, si spiega nell’incarto. «L’indagine ha avuto per scopo la verifica degli spazi nella proprietà per identificare eventuali materiali e strutture contenenti prodotti pericolosi per il personale addetto ai lavori, gli occupanti e/o l’ambiente», si legge nel rapporto dello studio specializzato in consulenze geologiche e ambientali allegato alla richiesta edilizia.

Dall’analisi è emersa la presenza di fibre d’amianto in «alcune strutture». Le stesse dovranno «essere rimosse secondo le normative in vigore». Per questo oltre al permesso per demolire gli stabili, la domanda di costruzione in pubblicazione chiede di poter procedere con il risanamento legato alla presenza di fibre di amianto. Interventi che, se eseguiti secondo le normative in vigore, non dovrebbero celare rischi di alcun tipo.

Il secondo step

Quelli all’orizzonte sono «lavori preparatori», si sottolinea. Il loro obiettivo è preparare il terreno per la seconda fase del progetto, che prevede interventi edificatori. Gli edifici che troveranno posto sull’ampio mappale sono tre e occuperanno delle superfici di rispettivamente 600, 850 e 900 metri quadrati. Tutti disporranno di 4 livelli. «A breve verrà inoltrata la domanda di costruzione», si legge nel dossier. Gli stabili saranno destinati a uffici, si aggiunge.

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