Riparato il buco, la riapertura della pista di Chiasso non è lontana

Sport e tempo libero

La struttura del ghiaccio potrebbe essere di nuovo agibile in tempi più brevi rispetto a quanto temuto – I tecnici stanno sanando il problema della fuoriuscita di CO2 dall’impianto di refrigerazione – Buone notizie per le società sportive cittadine che hanno dovuto migrare

Riparato il buco, la riapertura della pista di Chiasso non è lontana
© CDT/ CHIARA ZOCCHETTI

Riparato il buco, la riapertura della pista di Chiasso non è lontana

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Ormai è diventata un’espressione strausata in diversi ambiti ma in definitiva rende bene l’idea: «Si vede la luce in fondo al tunnel». Stavolta stiamo parlando della pista di ghiaccio di Chiasso chiusa dal 17 novembre per un guasto all’impianto di refrigerazione del ghiaccio, con grande cruccio per la società sportive che fanno capo alla struttura e per gli appassionati del pattinaggio libero.

In concreto, gli specialisti giunti appositamente della Svizzera tedesca con le adeguate apparecchiature hanno trovato ieri la perdita nelle tubazioni del rifornimento di C02. La riapertura potrebbe avvenire in tempi più brevi di quanto temuto. All’inizio si era parlato addirittura di almeno 5 settimane.

Corrosione delle tubature

«Posso assicurare che l’impianto sarà riaperto in dicembre, difficile però dire quando» ci dice il capo dell’Ufficio tecnico comunale Rudy Cereghetti. C’è chi spera che il ghiaccio possa essere disponibile fra 10-15 giorni ma l’ipotesi appare alquanto azzardata.

«In effetti solo ieri i tecnici hanno trovato il punto di fuoriuscita del C02. Si tratta di un bel foro causato dalla corrosione della tubazione. Forse già domani potrà essere terminata la riparazione» aggiunge il nostro interlocutore. Un altro piccolo problema alla valvola di scambiamento del calore ha invece potuto essere sistemato in tempi brevi. Rammentiamo che in settembre si era già manifestata una piccola perdita ma che sembrava tale da poter portare a termine la stagione.

Alimentazione

Ricordiamo al proposito che fino a una ventina d’anni fa l’impianto del freddo era alimentato dalla vicina azienda della Frisco Findus. Poi verso la fine degli anni novanta si è proceduto alla copertura della pista con la sostituzione dell’impianto, gestito da allora in proprio.

Ora si rimonta

Detto questo, Cereghetti spera che già domani gli addetti del Comune potranno iniziare a rimontare le balaustre e le altre strutture. Ci vorrà invece un po’ più di tempo e test per quando riguarda la formazione del ghiaccio. Ancora stamattina Cereghetti, accompagnato dalla municipale Sonia Colombo Regazzoni era sul posto per l’ennesimo sopralluogo.

Sollievo

Insomma, nonostante i grossi problemi generati dalla chiusura, le società sportive possono tirare un minimo di sospiro di sollievo. Certo è che soprattutto l’Hockey Club Chiasso e il Club Pattinaggio Chiasso stanno ancora facendo i salti mortali per cercare ore di ghiaccio in altre piste per gli allenamenti, le partite e le gare. La disponibilità dimostrata dalle altre strutture nel cantone è stata notevole e questo è un aspetto certamente lodevole ma una simile situazione non poteva certo protrarsi a lungo. Di là dei notevoli inconvenienti logistici, per i club la chiusura di Chiasso sta comportando anche importanti conseguenze dal profilo finanziario.

Si cercano aiuti

I pattinatori, ad esempio, sono costretti ad andare fino a Bellinzona per gli allenamenti, peraltro in condizioni poco agevoli. E le conseguenze di questi spostamenti si riverberano sia sulle casse del sodalizio sia su quelle dei genitori che si devono accollare chilometri di trasferte per far allenare i figli. È stato poi calcolato che in due mesi l’aumento dei costi per l’affitto di ore di ghiaccio altrove si cifra attorno ai 10.000 franchi. Per queste ragioni il club presieduto da Cinzia Jelmini ha deciso di lanciare una richiesta di fondi a sostegno delle sue attività.

Ricordiamo infine che a livello politico sono scesi in campo cinque consiglieri comunali PPD di Chiasso che in un’interrogazione chiedono al Municipio un contributo straordinario per aiutare le società sportiva cittadine.

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