Samuel Maffi vs Massimiliano Robbiani: il videodibattito elettorale

Cotti in 15 minuti

Il municipale PLR e l’ex municipale leghista si confrontano in vista del 5 aprile: Mendrisio si comporta da polo ed è percepita come tale? Per il primo il capoluogo momò è sulla buona strada, per il secondo il Municipio non si fa valere abbastanza

Samuel Maffi vs Massimiliano Robbiani: il videodibattito elettorale
© CdT/Gabriele Putzu

Samuel Maffi vs Massimiliano Robbiani: il videodibattito elettorale

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* Le videointerviste sono state realizzate prima della crisi legata al coronavirus

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In fondo a questa pagina potrete invece indicare chi tra i due candidati vi ha convinto di più

Essere una città sulla carta è una questione matematica: superati i 10.000 abitanti lo si diventa automaticamente. Sentirsi città ed essere percepiti come tale però è una questione diversa. L’argomento è ostico ma abbiamo provato ad approcciarlo - insieme ad altri temi «caldi» - nel corso di uno dei nostri dibattiti elettorali in vista delle elezioni comunali di aprile insieme ai candidati all’Esecutivo di Mendrisio Samuel Maffi (municipale uscente del PLR) e Massimiliano Robbiani (consigliere comunale in lista per il gruppo Lega dei Ticinesi, UDC e UDF).

Secondo Maffi, gli ingredienti indispensabili per essere una città sono due: «Avere una mentalità e delle infrastrutture da città, e nel corso degli anni il Comune di Mendrisio ha fatto tutti quei passi necessari per far sì che il borgo diventasse città. Basti pensare al Centro di pronto intervento, all’università, alla SUPSI, ai trasporti pubblici con la stazione in fase di rinnovo e il nodo intermodale in costruzione». Dei cambiamenti grazie ai quali per Maffi, progressivamente, si comincerà anche a pensare come città e a percepirsi come tale. Pur concordando su molti aspetti, Massimiliano Robbiani vede tuttavia un ostacolo e attribuisce delle colpe al Municipio. «Concordo su quanto è stato fatto, quanto si sta facendo e quanto si farà ancora per Mendrisio come città, anche vedendo quanto si è speso e si sta spendendo. Stiamo veramente diventando una grande città universitaria - constata l’ex municipale -. Però questa città d’altra parte la si sente e la si vede poco». Ciò che lamenta Robbiani è che Mendrisio non sia riconosciuta dagli altri centri e dal Cantone come città e che quindi non venga ad esempio invitata agli eventi a cui invece partecipano regolarmente Lugano, Locarno e Bellinzona: «Il Municipio lavora, può anche lavorare bene, ma dovrebbe pubblicizzarlo e farsi valere maggiormente, perché noi garantiamo ad esempio molte imposte. Questa mancanza di considerazione la posso imputare a un Municipio debole che non riesce a farsi forza verso le città più importanti e rispettivamente il Cantone».

La ricetta per farsi valere

Ma allora qual è la ricetta per farsi valere? Chiediamo provocatoriamente a Maffi. «Massimiliano Robbiani in Municipio - risponde ridendo, prima di prendere le distanze da questa accusa, senza rinunciare a una frecciatina -. Il Municipio non è debole, lavora quotidianamente e non fa grossi proclami soltanto perché siamo in campagna elettorale. Anche perché all’interno dell’Esecutivo attuale ci sono due persone attive ad alti livelli nella politica federale e cantonale; mi domando dove altro troviamo un Municipio con questo tipo di competenze».

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Servizi regionali e costi

Su un aspetto i due politici sono tuttavia d’accordo: Mendrisio offre tutta una serie di servizi di cui usufruisce l’intera regione - ad asempio La Filanda -, che sono pagati per intero dalla Città. L’auspicio comune è che in futuro si possa trovare un modo per ripartire queste spese.

Università ed effetto confine

Cambiamo argomento, perché Mendrisio è in trasformazione e gli spunti non mancano. Parliamo di scuola: che impatto ha dato l’Accademia a Mendrisio e cosa ci si aspetta dall’arrivo della SUPSI? «Per Mendrisio è un onore avere questi due grandi complessi di studio», premette Robbiani. La sua speranza è tuttavia che l’arrivo della SUPSI possa «avere un impatto più sensibile verso Mendrisio, perché purtroppo gli studenti dell’Accademia arrivano più dalla vicina Italia che dalla Svizzera e anche a livello di bar e commerci non lasciano molto sul territorio. Per quanto riguarda gli alloggi la tendenza degli universitari italiani è inoltre di prendere casa oltre confine. Spero che con la SUPSI questi trend cambino un po’, io sull’argomento sono ottimista, ma sull’Accademia non lo sono mai stato». L’opinione di Maffi sul tema è diversa: «L’insediamento di un’università o di una scuola universitaria professionale non deve essere calcolato solo in base a un indotto economico. Pensiamo anche solo alla cultura del sapere che scuole come queste possono portare. È anche per questo motivo che ultimamente si è parlato della possibilità di insediare anche la scuola cantonale di commercio a Mendrisio, il Municipio si attiverà in questo senso in modo da poter dare ai ragazzi che vivono da Lugano in giù la possibilità di fare una formazione seria e veramente molto qualificata anche qui».

Svincolo e furbetti

Ultimo, ma non per importanza, il tema dello svincolo. Per entrambi i candidati il suo impatto sulla circolazione è stato positivo, ma la situazione è perfettibile. «A livello generale il sistema svincolo funziona, uno dei suoi scopi principali era eliminare le colonne che si formavano in autostrada in alcuni momenti della giornata, che potevano raggiungere anche Chiasso da una parte e Capolago/Melano dall’altra - spiega Maffi -. Ma ci sono degli aggiustamenti da fare, ad esempio per quanto riguarda i «furbetti»» (quegli automobilisti che per evitare un po’ di colonna escono dall’A2 a Mendrisio e rientrano subito dopo, bloccando il traffico anche in città, ndr). «Si vede uno scorrimento migliore in autostrada - conferma Robbiani -, ma si sta rovinando tutto il lavoro fatto per i soliti furbetti frontalieri». Una delle soluzioni in fase di studio per disincentivare questo comportamento, lo ha confermato anche il Cantone, è la posa di semafori sulla rampa autostradale verso nord. Affaire à suivre.

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