Samuele Cavadini vs Davide «Dada» Rossi: il videodibattito elettorale

Cotti in 15 minuti

Samuele Cavadini e Davide «Dada» Rossi a confronto in vista del 5 aprile – A Mendrisio l’aggregazione non ha dimenticato i quartieri periferici? Entrambi individuano aspetti da migliorare per combattere questa percezione

Samuele Cavadini vs Davide «Dada» Rossi: il videodibattito elettorale
Rossi (a sinistra) e Cavadini negli spazi del CdT a Mendrisio. © CdT/Gabriele Putzu

Samuele Cavadini vs Davide «Dada» Rossi: il videodibattito elettorale

Rossi (a sinistra) e Cavadini negli spazi del CdT a Mendrisio. © CdT/Gabriele Putzu

* Le videointerviste sono state realizzate prima della crisi legata al coronavirus

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Grande. Sempre più grande. E sempre più a giusto titolo degna – almeno a livello numerico – dello status di «città». Negli ultimi anni Mendrisio si è congedata dalle dimensioni di paese per abbracciare un carattere urbano. Ma quanto è solida l’identità costruita? A più riprese, nei racconti degli abitanti dei quartieri periferici abbiamo percepito una certa insofferenza legata alla mancanza di servizi e comodità. Una sensazione, questa, confermataci dal sindaco in carica Samuele Cavadini (PLR) e dal consigliere comunale Davide «Dada» Rossi (PPD, sulla lista assieme a GG e Verdi liberali), entrambi aspiranti a un seggio in Municipio, durante uno dei nostri dibattiti elettoriali in vista delle Comunali del 5 aprile.

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Di fusioni passate...

«Sicuramente Mendrisio è una città giovane, che si deve ancora consolidare», esordisce Cavadini. La tenera età rende necessario «ancora qualche anno di assestamento del processo aggregativo, e in effetti nei quartieri ci sono alcuni aspetti che vanno migliorati, legati soprattutto alla mobilità: Mendrisio è sì una città dal punto di vista istituzionale, ma non lo è da quello urbanistico». La vera «sfida», secondo il sindaco, sarà «cercare di armonizzare meglio l’aggregazione e rispettare meglio i quartieri tentando di far sì che non ci sia questo tipo di percezione». Una linea, questa, condivisa anche da Rossi: «Mendrisio è nata da tre tappe aggregative negli ultimi quindici anni – 2004, 2009, 2013 – e si sta consolidando. È vero, ci sono ancora piccole problematiche relative ai servizi o all’efficienza di questi, ma com’è normale che sia in caso di aggregazione». L’essere una città «molto diffusa» va di pari passo con il mantenimento di «un’amministrazione decentrata nei vari quartieri, che in questo senso può aiutare il cittadino».

... e future

Per parlare di eventuali tappe aggregative future è dunque troppo presto. «Prima di sentirci città vera e propria dovranno passare ancora una o due generazioni», rileva Rossi, che allarga il discorso al Mendrisiotto unico: «Noi abbiamo iniziato a fare i nostri passi. Adesso dovrebbe cominciare a muoversi anche il Basso Mendrisiotto, e poi per il futuro si vedrà».

Per Cavadini «bisogna creare un’identità regionale, necessaria per portare avanti in particolare progetti di sviluppo e di identità territoriale». A livello di iniziative regionali, il sindaco pensa per esempio a un parco del Mendrisiotto, ma anche a sinergie per risolvere il «problema comune» della mobilità: «Nel Mendrisiotto, se vogliamo trovare strategie efficaci, dobbiamo essere più uniti nel parlarci e nel creare soluzioni che vadano bene per tutta la regione».

Sfruttamento del fondovalle

Non è un mistero che negli ultimi anni a Mendrisio si sia sfruttato molto il fondovalle a scopo edificatorio. Non si è finito con il perdere il senso della misura? Rossi sottolinea che i piani regolatori in vigore sono sempre stati rispettati; d’altro canto, «è vero che sono stati pensati negli anni Ottanta, con previsioni di crescita demografica maggiori rispetto alle attuali crescite reali nella città di Mendrisio». Nei punti di incrocio di persone e merci – ferrovia e autostrada – si edifica a scopo di stoccaggio o «per dare la possibilità alle persone di muoversi», prosegue il politico, che menziona la realizzazione della fermata di San Martino e il futuro Park&Rail nelle sue immediate vicinanze, la nuova SUPSI e «perché no, in un futuro anche la sede della Scuola cantonale di commercio, se mai servirà una seconda sede». Tutte queste strutture verranno costruite nella «posizione strategica» nei pressi della ferrovia. Il popolare-democratico è fiducioso comunque che prossimamente l’attenzione nei confronti del territorio sarà maggiore. Una visione, questa, condivisa da Cavadini: «Effettivamente il problema della nostra regione è che prima ogni Comune aveva il proprio Piano regolatore», constata. «Per noi adesso è difficile riuscire a gestire questa situazione un po’ caotica: c’è un aspetto legato alla crescita demografica ma anche uno connesso alla pianificazione, un po’ a macchia di leopardo. Come Città stiamo riflettendo su questo attraverso il Piano direttore, che è ancora in fase di ragionamento, per cercare di unificare, in un secondo momento, i Piani regolatori». Un passo, questo, «indispensabile perché ci permetterà di correggere gli errori o le visioni del passato».

Sfitto in crescita

Un altro tema molto sentito a Mendrisio (e nel distretto e in tutto il cantone) è lo sfitto, in continuo aumento negli ultimi anni. Per Cavadini le cause sono da ricercare nella situazione pianificatoria e in quella di mercato: «I tassi di interesse così bassi hanno spinto certi investitori a cercare rendimenti anche nell’immobiliare».

Lo sfitto «preoccupa la Città: dobbiamo restare attrattivi, cercando di far sì che la qualità di vita all’interno del nostro comune e della nostra regione sia sempre al massimo». Parallelamente in alcune località della regione (tra cui Mendrisio) si registra una decrescita demografica, anche se «non ancora preoccupante». Sarà quindi necessario intervenire con la pianificazione e «forse anche introducendo nuovi concetti abitativi», come le cooperative d’abitazione. Secondo Rossi, che condivide l’analisi di Cavadini, la crescita è destinata a proseguire, portando con sé quale probabile conseguenza la diminuzione dell’affitto, «un vantaggio per il cittadino».

Rilevanza politica

Pur avendo circa gli stessi abitanti di Locarno, il peso politico di Mendrisio sembra un po’ venire meno. Per Cavadini è «più una questione di percezione; però è vero che spesso si dimentica che siamo una città e su questo bisogna lavorare». Rossi ricorda gli investimenti fatti, indicatori di «un polo cantonale di primo rango». E lancia una frecciatina: «Con il sindaco Croci non si è mai posto il problema di essere rispettati o meglio riconosciuti».

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