Senza legname e inerti il laghetto riprende vita

Morbio Inferiore - Balerna

Costeranno oltre 300.000 franchi i lavori in corso per svuotare il bacino del Ghitello dal materiale alluvionale giunto a valle con il maltempo dell’estate – Obiettivi: maggior sicurezza e fruibilità dell’area

Senza legname e inerti il laghetto riprende vita
© CdT/Gabriele Putzu

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Senza legname e inerti il laghetto riprende vita

Le immagini dei danni causati nei mesi estivi dal maltempo nella nostra regione per molti sono solo un ricordo. Altri, invece, sono ancora alle prese per cercare di sanare le diverse cicatrici sul nostro territorio. Una delle fasce maggiormente colpite dal brutto tempo è stata quella del Parco delle gole della Breggia. E più di tutte l’area del bacino del Ghitello che è stata completamente stravolta. Da monte sono arrivate migliaia di metri cubi di materiale alluvionale, in particolare legname e sassi, che hanno praticamente riempito il laghetto. Ora si tratta di svuotarlo ed è per questa ragione che il Consorzio manutenzione arginature del Basso Mendrisiotto è all’opera in questi giorni con un importante spiegamento di mezzi, come ci illustra il segretario Ezio Merlo, da noi contattato sul posto.

A difesa dell’autostrada

«Attualmente i lavori sono in pieno corso. Dureranno circa 2-3 settimane. Ci sono circa 5.000 metri cubi di materiale da portar via» ci dice Merlo. Di là della necessità di ridare al laghetto un aspetto che ricalchi le precedenti condizioni ambientali, l’operazione è dettata anche da ragioni di sicurezza.

Forse non tutti sanno che l’area in questione è di proprietà dell’Ufficio federale delle strade (Ustra). Il bacino artificiale del Ghitello fu realizzato negli anni sessanta del secolo scorso quale protezione dell’autostrada, allora minacciata dalle piene del fiume Breggia.

Oggi l’obiettivo principale dell’intervento è di continuare a garantire la funzione di premunizione contro le piene secondo un piano di gestione elaborato in condivisione con le parti interessate e i servizi cantonali. Si tratterà insomma di garantire il deflusso del corso d’acqua e, come detto, di salvaguardare l’ambiente e gli elementi di pregio naturalistici e paesaggistici, mantenendo così delle zone fruibili per lo svago.

Ottimizzare lo smaltimento

«Stiamo cercando di trovare le soluzioni migliori per lo smaltimento degli inerti. Attraverso il passa parola abbiamo cercato enti che ne potessero avere bisogno, anche perché portare il materiale in discarica è costoso. Così, ad esempio, per il Comune di Chiasso con una decina di autocarri trasporteremo gli inerti alla Rovagina per sistemare una strada forestale» spiega il nostro interlocutore. Il quale aggiunge che per quanto riguarda lo smaltimento del legname si farà capo all’azienda San Martino servizi di Rancate.

L’intera operazione non sarà comunque una bazzecola dal punto di vista finanziario. Stando al segretario Merlo la spesa si aggirerà attorno ai 300.000-400.000 franchi. Sarà a carico del Consorzio di cui fanno parte 8 Comuni del Basso Mendrisiotto ed enti importanti come, fra gli altri, Ustra, Posta, FFS e Dogane. «Per fortuna che in situazioni come questa, dovute a calamità naturali, il Cantone ci viene incontro eccome con le spese» conclude Merlo.

Tutto in ordine nel Parco

Sul luogo dei lavori abbiamo trovato anche Peter Flückiger, presidente storico del Parco delle gole della Breggia dove il laghetto è insediato e funge indubbiamente da attrattore per coloro che frequentano il parco stesso. «Oggi abbiamo sistemato tutto quanto c’era da sistemare dopo il maltempo di luglio e agosto. I sentieri sono pienamente percorribili. Dobbiamo solo tagliare alcuni alberi in una zona franosa ma si tratta di un intervento di poco conto. La stagione autunnale, molto importante per noi, è comunque iniziata nel migliore dei modi, con numerose scolaresche già venute in visita».

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