Sonia Colombo-Regazzoni vs Stefano Tonini: il videodibattito elettorale

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La municipale Sonia Colombo-Regazzoni e il consigliere comunale Stefano Tonini a confronto in vista del 5 aprile – Al centro del dibattito la sicurezza, la carenza di parcheggi e la reputazione negativa della cittadina

Sonia Colombo-Regazzoni vs Stefano Tonini: il videodibattito elettorale
Sonia Colombo-Regazzoni e Stefano Tonini nei nostri spazi a Mendrisio. © CdT/Gabriele Putzu

Sonia Colombo-Regazzoni vs Stefano Tonini: il videodibattito elettorale

Sonia Colombo-Regazzoni e Stefano Tonini nei nostri spazi a Mendrisio. © CdT/Gabriele Putzu

* Le interviste sono state registrate prima della crisi coronavirus

Stereotipi e schemi di pensiero sono per loro natura duri a morire. Non fanno eccezione le immagini, sovente poco lusinghiere, che di consueto si tendono ad associare a Chiasso. A torto, ritengono la municipale Sonia Colombo-Regazzoni (PLR) e il consigliere comunale Stefano Tonini (Lega, sulla lista Lega-UDC), entrambi in lizza per un seggio nell’Esecutivo comunale. Chiediamo loro il perché durante una delle nostre puntate di avvicinamento al 5 aprile.

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«Questa reputazione è assolutamente ingiustificata, la subiamo da anni per condizioni che esulano dalla nostra volontà», esordisce Colombo-Regazzoni, spiegando che traffico e inquinamento «non dipendono da noi». «Abbiamo avuto qualche problema di sicurezza legato ai tempi dei richiedenti l’asilo maghrebini, ma anche questo non dipende da noi: semplicemente il centro rifugiati è ubicato a Chiasso». Ultimamente – prosegue – si registra un leggero problema con i tossicodipendenti in assistenza «che vengono a Chiasso perché gli affitti sono più bassi e così via». Ma «chi vive a Chiasso lo sa: si vive bene, si hanno tutti i servizi a portata di mano, non si ha nemmeno la necessità di avere un’auto». A potersi lamentare a ragione sono forse i giovani, perché l’offerta per loro è ristretta; «però hanno Lugano a venti minuti, Como a dieci, e così via». «A Chiasso si vive bene», conferma Tonini. «Non saranno sicuramente i fatti di cronaca nera balzati agli onori della cronaca in passato a veicolare un messaggio negativo, che non è quello di Chiasso, dove c’è tanto di bello». Spetta comunque alla politica locale collaborare e tentare di rendere Chiasso quella di una volta, capace di attrarre famiglie e giovani.

«In mani eccellenti»
Sul confine la sicurezza (dossier in mano a Colombo-Regazzoni) è un tema sentito. Chiasso è una città sicura? «Assolutamente sì», risponde la municipale, che in questi quattro anni ha avuto «il piacere e il privilegio di potermi occupare di sicurezza a 360 gradi»: «Siamo in mani eccellenti». Quanto ai temi indissolubilmente legati alla dogana, la capodicastero menziona il traffico di stupefacenti – «vengono intercettati a Chiasso perché fondamentalmente vengono intercettati alla dogana; con la polizia comunale hanno ben poco a che fare» – e «i clandestini: anche in questo caso la situazione al momento è molto tranquilla». Sottolinea inoltre l’importanza della videosorveglianza e della convenzione con i Comuni vicini (Morbio Inferiore si appoggia alla centrale operativa di Chiasso, a breve seguirà Balerna e Novazzano e Vacallo «sono interessati»). Sulla stessa linea Tonini: «Non possono essere questi fatti di cronaca nera, chiaramente isolati e che potevano capitare in qualunque città della Svizzera, a far passare Chiasso come una città non sicura».

«Siamo un po’ viziati»
Un ulteriore oggetto di discussione nella cittadina è la carenza di posteggi in centro, spesso lamentata dai commercianti. «Forse siamo tutti un po’ viziati», osserva il consigliere comunale. «Vogliamo parcheggiare davanti all’esercizio pubblico di cui abbiamo bisogno». Chiasso conta circa 2.100 posteggi e «non ha un vero problema in questo senso». «Inoltre, se cerco un determinato prodotto e devo camminare un chilometro perché so che solamente lei lo possiede, sono ben contento di farlo». «La chiusura del posteggio di via Volta – spiega da parte sua Colombo-Regazzoni – ha sollevato un grande vespaio, comprensibilmente perché era comodissimo per tutti; però il Municipio precedente aveva firmato una convenzione con il Tertianum per cui quando fosse stato fruibile l’autosilo, in cui 244 posteggi sono a scopo pubblico, quel posteggio sarebbe stato chiuso». I prossimi passi ruotano ora attorno al piazzale di via Volta, che il Comune affittava da privati: l’idea sarebbe poterlo riconvertire in un posteggio a lunga durata.

Centri commerciali e paure
«Bisogna premere sull’Italia per far sì che, con la nuova stazione, anche la vicina Penisola crei i park and ride», prosegue Tonini. «I ristorni vengono utilizzati per creare infrastrutture, quindi è importante che il Municipio prenda contatto eventualmente con il Cantone e faccia pressione per far in modo che almeno a Ponte Chiasso vengano creati questi park and ride, e non un centro commerciale come potrebbe essere quello che sta per nascere e che magari porta via lavoro ai nostri commercianti».

Da parte sua, la municipale evidenzia l’attuale «eccellente rapporto con il Municipio di Como» e sottolinea come il nuovo centro commerciale prevederebbe comunque circa 400 posti auto. «Trovo peccato a questo proposito che il Cantone e la Confederazione non abbiano voluto chinarsi sulla questione del prolungamento del binario. Questo avrebbe fatto in modo che i frontalieri posteggiassero lì e arrivassero a prendere il treno direttamente, senza la necessità di entrare in Svizzera».

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