«Speranze da Berna contro la terza corsia»

Autostrada

Dalla risposta della consigliera federale Simonetta Sommaruga alla lettera contenente lamentele e preoccupazioni, il fronte che si oppone al potenziamento della A2 fra Lugano e Mendrisio intravede spiragli affinché non siano soddisfatti tutti i requisiti necessari per la realizzazione del progetto

«Speranze da Berna contro la terza corsia»
Melano si oppone al progetto per le ritenute gravi conseguenze sul suo territorio. ©cdt/gabriele putzu

«Speranze da Berna contro la terza corsia»

Melano si oppone al progetto per le ritenute gravi conseguenze sul suo territorio. ©cdt/gabriele putzu

«Un requisito per l’approvazione del progetto da parte del Consiglio federale è che la regione sostenga il progetto e che le esigenze ambientali possano essere soddisfatte»: sono le parole della consigliera federale Simonetta Sommaruga – responsabile del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni DATEC – che inducono a un certo ottimismo gli oppositori al progetto PoLuMe (potenziamento dell’autostrada fra Lugano e Mendrisio). I Cittadini per il territorio del Mendrisiotto, la sezione della Svizzera italiana dell’Associazione traffico e ambiente (ATA) e l’Iniziativa delle Alpi avevano infatti scritto il 22 febbraio scorso una lunga lettera a Sommaruga nella quale esprimevano tutte le loro preoccupazioni sull’impatto del progetto sul territorio.

La riposta giunta lunedì fa dire agli oppositori che «questi due aspetti non sono dati». Grazia Bianchi, Antoine Turner e Ivo Durisch aggiungono che «finora gruppi di cittadini, associazioni, Comuni, CRT hanno espresso, quasi tutti, contrarietà al progetto o perplessità per l’impatto che il PoLuMe avrà sul territorio; non mancheremo di metterne a conoscenza la consigliera federale».

Ampio consenso

Detto questo, Simonetta Sommaruga ricorda che «il PoLuMe è stato elaborato dall’Ufficio federale delle strade con il coinvolgimento stretto del Cantone Ticino, delle Commissioni regionali dei trasporti e dei Comuni direttamente interessati. Le soluzioni paesaggistiche individuate, gli accorgimenti previsti per garantire a viabilità sulla rete stradale subordinata e le misure di compensazione ambientali e naturalistiche prospettate godono del consenso di queste autorità».

L’utilizzo dinamico della corsia di emergenza unicamente nelle ore di punta «è una misura che migliora la fluidità del traffico nelle zone nevralgiche del tratto autostradale, senza la necessità di sacrificare ulteriore territorio. Il Cantone potrà esprimere la propria posizione ufficiale in occasione della consultazione sul progetto generale attualmente in corso».

L’attenzione dovuta

Per quanto riguarda l’impatto sul trasporto pubblico, questo aspetto «è stato chiarito durante la pianificazione. Il progetto non ha praticamente nessun impatto sulla competitività del trasporto pubblico. Posso in ogni caso garantirvi che i servizi competenti del mio Dipartimento porranno tutta la dovuta attenzione per coordinare al meglio le fasi realizzative delle diverse opere infrastrutturali» scrive Sommaruga.

«È un potenziamento»

Ricordiamo che nella lettera alla ministra dei trasporti, i Cittadini per il territorio, l’ATA e l’Iniziativa delle Alpi avevano fra l’altro sostenuto la tesi secondo la quale il progetto «è sostanzialmente un potenziamento della A2 con aumento della capacità, un aspetto che non possiamo approvare: siamo fermamente convinti che occorra andare nella direzione opposta e scoraggiare l’uso del veicolo privato invece di favorirlo con più strade».

Non mancano poi accenni alla necessità di potenziare il trasporto pubblico, ai disagi per i cittadini di Melano e ai disagi generati per anni dal cantiere. Un accenno viene portato anche all’aspetto finanziario del progetto: «Il costo previsto si aggira sul miliardo e 600 milioni di franchi, è facile presumere che i costi lieviteranno, vista la durata e l’ampiezza dei lavori». Gli oppositori ritengono quindi ragionevole lo status quo: «I molti soldi a disposizione potrebbero benissimo essere investiti in misure puntuali di riassetto paesaggistico, ripari fonici, migliorie sulla cantonale, piste ciclabili, sostegno al trasporto pubblico».

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