Stadio, a Como riesce l’accordo sfumato a Chiasso

Confine

Mentre nella cittadina di confine il passaggio di gestione è naufragato nei mesi scorsi, sul Lario è arrivata un’inaspettata stretta di mano e il Sinigaglia sarà gestito dalla società di calcio per 12 anni

 Stadio, a Como riesce l’accordo sfumato a Chiasso
©WIKIMEDIA/Boban475

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Como è a un passo dal riuscire a fare quel che a Chiasso appare sfumato. Parliamo di calcio, di rapporti fra Comune e squadra. Di gestione del campo da gioco. È notizia di ieri, infatti, che la Città lariana e il Como 1907 hanno per certi versi inaspettatamente trovato un accordo sulla gestione dell’impianto sportivo. Stop ai «rinnovi difficoltosi di anno in anno» - come sottolinea il quotidiano La Provincia di Como - ora la gestione del Giuseppe Sinigaglia (di proprietà della Città) resterà alla società sportiva per i prossimi 12 anni. L’accordo per certi versi è inaspettato, si diceva, in quanto fino a pochi giorni fa le posizioni delle parti parevano distanti, su due punti in particolare. Uno è stato risolto, l’altro posticipato. La ratifica ufficiale sembra insomma solo una questione di pochi giorni, senza intoppi all’orizzonte.

Manto sintetico

Partiamo dal nodo sciolto, vale a dire la sostituzione del manto erboso naturale (malconcio da qualche anno dopo essere stato considerato uno dei più belli d’Italia) con uno sintetico. Solo poche settimane fa i tecnici cittadini avevano dato parere negativo all’idea, ma le cose si sono risolte proprio grazie all’accordo di dodici anni, che permetterà alla società calcistica di spalmare su un ampio lasso di tempo l’investimento stimato in circa mezzo milione di franchi. I lavori dovrebbero iniziare già a metà agosto e concludersi verso fine ottobre, in tempo per la prima partita casalinga del neopromosso Como in Serie C (la terza categoria calcistica italiana).

Ristrutturazione

Il punto posticipato riguarda invece l’importante progetto di ristrutturazione dello stadio portato avanti dalla proprietà londinese della squadra di calcio, che tocca anche le zone intorno all’impianto. Un progetto che da un lato convince la tifoseria (che chiede da tempo che lo stadio venga riqualificato) ma che dall’altro ha destato perplessità, in quanto il Sinigaglia è uno dei primi esempi di architettura razionalista in Italia e c’è chi vorrebbe tutelarlo per la sua importanza storica. Ma, come riporta sempre La Provincia di Como, questo tema è stato scisso e sarà trattato in ulteriori incontri.

Intanto in Ticino

La trattativa tra Città e squadra di calcio può essere interessante soprattutto per chi la guarda da Chiasso, dove di recente è naufragato un progetto simile, con il Municipio che si è trovato a ritirare un messaggio che intendeva dare la gestione del Riva IV all’FC Chiasso per 15 anni in cambio di un contributo annuo di 150.000 franchi. Mentre il tema spaccava la politica chiassese, a tirarsi indietro a sorpreso lo scorso maggio era stata la società calcistica, che non se la sentiva più di assumersi il rischio a causa dell’incertezza dettata dalla pandemia da cornoavirus. Ciò ha gettato nell’incertezza il futuro dell’impianto, in quanto la Swiss Football League ha chiesto il rifacimento del manto erboso quale condizione per concedere ai rossoblù la licenza per militare in Challenge League. Una possibilità è che sarà ora il Municipio a realizzare il campo sintetico. Sintetico che sarà posato anche a Cornaredo, quando verrà costruito il nuovo Polo sportivo.

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