«Un’ondata di solidarietà che non mi aspettavo»

L’intervista

Dopo essere entrato in contatto con il coronavirus a metà marzo, il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni si è autoisolato in casa - Da lì ha ripreso a lavorare e ad amministrare la cittadina: ecco come

«Un’ondata di solidarietà che non mi aspettavo»
© CdT/Chiara Zocchetti

«Un’ondata di solidarietà che non mi aspettavo»

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Il post in cui annunciava di essere entrato in contatto con il coronavirus, di avere un po’ di febbre e di essersi autoisolato in casa aveva provocato un’ondata di solidarietà, con oltre 400 commenti e 500 like. Ora il sindaco di Chiasso Bruno Arrigoni sta meglio. Ne abbiamo approfittato per chiedergli come ha vissuto questo periodo e come sta gestendo l’attività politica da casa.

Per prima cosa come sta? Come ha vissuto gli scorsi giorni?

«Fortunatamente sto bene, ogni giorno meglio. La prima settimana con febbre è stata abbastanza dura. Soprattutto un’incredibile stanchezza. Per fortuna, oltre alla febbre, non ho avuto altri sintomi».

Come ha scoperto di essere entrato in contatto col virus? Alla popolazione lo hai comunicato su Facebook e hai ricevuto molta solidarietà...

«Difficile rispondere. Da alcuni giorni non mi sentivo in gran forma. Poi sabato sera 14 marzo ho iniziato ad avere febbre. L’ho comunicato su Facebook per correttezza e trasparenza e per evitare che circolassero informazioni non corrette. Ringrazio tutte le persone che si sono interessate a me, non mi aspettavo così tanti messaggi».

È riuscito a lavorare? Come è stata gestita l’attività del Municipio in questo periodo?

«Oggigiorno abbiamo mezzi tecnologici che ci permettono di rimanere sempre informati e in contatto. Per esempio le ultime tre sedute di Municipio le abbiamo organizzate in videoconferenza, ognuno a casa propria. Si può dire che la gestione del Municipio a distanza è possibile per un determinato periodo. Poi, però, alla lunga, manca il contatto con la gente e con i collaboratori».

A proposito di mancanza di contatto con i collaboratori, come compensarlo? Che ripercussioni può avere questa mancanza? Più in generale, come mantenere i contatti anche con la popolazione?

«Il contatto attuale con le persone è soprattutto virtuale. Abbiamo cercato di informare i cittadini tramite il nostro sito (www.chiasso.ch) e con comunicati stampa puntuali. La scorsa settimana abbiamo inviato un volantino a tutti i fuochi per riassumere e fare chiarezza sulle diverse tematiche. Abbiamo soprattutto messo in risalto nuovamente i numeri telefonici importanti».

L’attività dei Municipi procede, perché la situazione sanitaria costringe a prendere molte decisioni in modo tempestivo. Le priorità sono quindi stravolte. Riuscite a portare avanti anche «la routine», i dossier di sempre?

«È chiaro che bisogna evadere la corrispondenza che arriva giornalmente. Devo dire che le richieste e le informazioni che arrivano dall’esterno, all’infuori della problematica della pandemia, sono veramente poche. Tutto si è fermato, compresi i dossier di routine».

Avete già discusso delle ripercussioni che lo stop di un po’ tutte le attività potrà avere su Chiasso? Ci sono progetti che rischiano ritardi importanti? A livello finanziario invece state già pensando a delle strategie per affrontare ad esempio i mancati introiti fiscali?

«Alcuni messaggi avranno certamente un ritardo sulla tabella di marcia. Faccio l’esempio dei consuntivi 2019 del Comune, del messaggio sul regolamento dei dipendenti comunali e di quello sulla ristrutturazione del Palapenz. Nell’ultima seduta di Municipio abbiamo discusso delle ripercussioni del dopo virus e siamo ci siamo affidati il compito di rifletterci individualmente e di portare poi in seduta delle idee sul come muoversi in futuro. Non sarà semplice ripartire e qui penso soprattutto a tutte le attività economiche; da quelle individuali fino alle grosse imprese. Se penso alle piccole attività locali legate al commercio o alla ristorazione, sarà importante non lasciarle sole con iniziative mirate».

Il messaggio alla popolazione: «Rimaniamo uniti, ne usciremo»

Che messaggio vuole inviare il sindaco ai suoi cittadini? «Un messaggio di vicinanza. Come Municipio stiamo cercando di fare il possibile e ci mettiamo il massimo dell’impegno per aiutare la popolazione - così Arrigoni -. Constato che tra la gente c’è tanta solidarietà. La nostra popolazione sta dimostrando di avere oggigiorno ancora "un cuore"; lo trovo molto bello. Per finire, un pensiero particolare va a chi è stato direttamente colpito nella cerchia dei propri cari, ai residenti delle nostre case per anziani e a chi sta combattendo negli ospedali. Rimaniamo uniti, seguiamo le disposizioni cantonali, teniamo duro e ne usciremo».

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