Vie che omaggiano donne, donne che mostrano la via

Territorio

A Mendrisio ci sono sei nuove strade e piazze dedicate a personalità femminili - Con la loro inaugurazione si conclude la prima fase del progetto nato dopo la presentazione di un’interrogazione per rendere visibili le tracce delle protagoniste della storia del capoluogo

Vie che omaggiano donne, donne che mostrano la via
© CdT/Chiara Zocchetti

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Vie che omaggiano donne, donne che mostrano la via
© Ti-Press/Francesca Agosta

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«Oggi è una giornata speciale per il popolo svizzero e noi abbiamo voluto renderla ancora più speciale per la popolazione di Mendrisio». Il sindaco del capoluogo momò Samuele Cavadini ha voluto sottolineare per prima cosa la non casualità della giornata scelta per presentare l’ultimazione della prima tappa del progetto che ha portato alla dedica di sette vie del borgo e dei suoi quartieri ad altrettante donne di Mendrisio. «Una via può aiutare a capire chi è una persona, a capire che cosa ha fatto nella sua vita, come ha contribuito alla storia di un luogo e anche alla parità di genere».

Giornata non casuale

Oggi cade il 40. anniversario dall’approvazione da parte del popolo svizzero dell’articolo costituzionale sull’uguaglianza, così come il 30. dal primo sciopero nazionale delle donne. «Ma la parità di genere è ancora ben lungi dall’essere raggiunta. La disparità salariale tra uomo e donna che è del 19% circa ne è la prova lampante», ha evidenziato Françoise Gehring, capodicastero Politiche sociali e politiche di genere della Città di Mendrisio.

La concretizzazione del progetto mendrisiense assume quindi in questo contesto un valore simbolico. Anche perché l’iniziativa nata dal basso - l’idea di dedicare un numero maggiore di vie a delle donne è stata lanciata con un’interrogazione interpartitica - ha già ispirato vari consiglieri comunali di altre località, facendo nascere progetti paralleli non solo nel Mendrisiotto, è stato ricordato. «Lo spazio pubblico è uno spazio di memoria e la memoria delle donne deve esistere - ha proseguito Gehring - un paese senza la voce delle donne è un paese immobile».

Chi e dove

Il primo luogo mendrisiense a essere dedicato a una donna nell’ambito di questa iniziativa è stato il piazzale di fronte al Municipio che - lo scorso 8 marzo, e né la data né il luogo sono frutto del caso - ora è dedicato a Linda Brenni, prima donna municipale nel borgo.

Da oggi altre sei cartelli riportano però un nome femminile. Uno di essi è stato svelato durante una cerimonia ufficiale a cui hanno partecipato diversi municipali e altre persone che hanno avuto un ruolo chiave in questo progetto. Ma anche svariati parenti delle donne che hanno fatto la Storia di Mendrisio e che ora hanno una via o una piazza a loro dedicata. La cerimonia si è tenuta nella ex via Catenazzi, quella che accoglie il nuovo campus SUPSI e che ora è dedicata a Flora Ruchat-Roncati (1937-2012), architetta prima donna professore ordinario al Politecnico federale di Zurigo.

A Maria Bernasconi (1869-1953, benefattrice) è stata intitolato l’ex largo Bernasconi nel borgo; a Erminia Macerati (1871-1957, maestra e ispettrice di economia domestica) via Campagnola a Genestrerio; a Maria Ghioldi-Schweizer (1924-2010, politica, militante per il suffragio femminile) via Laveggio nel borgo; a Sara Radaelli (1835-1919, maestra e direttrice della prima società femminile di mutuo soccorso) via Noseda nel borgo; e a Ersilia Fossati (1921-1999, maestra, politica e militante per il suffragio femminile) via ala Caraa a Meride.

«Primo passo»

Quello che ha portato all’inaugurazione di queste vie è stato un lavoro di squadra ed è frutto anche della collaborazione con gli Archivi riuniti delle donne Ticino. Un ruolo di spessore lo ha ricoperto la Commissione toponomastica, riattivata proprio per l’occasione, che è stata presieduta dal municipale Daniele Caverzasio: «Queste donne hanno avuto visioni che andavano oltre i tempi in cui vivevano» ha detto, ricordando che per conoscere le storie dietro le donne vicino ai cartelli indicanti i loro nomi è presente un codice QR che dà accesso ai loro profili. «Questo è un primo passo - ha concluso Caverzasio - ma ne faremo tanti altri».

Proposte in arrivo dai singoli quartieri

«Sono piccoli segnali che raccontano tanto, anche della voglia che abbiamo di rendere il nostro territorio più egualitario». Le parole della capodicastero Pianificazione Francesca Luisoni evidenziano perfettamente la natura in divenire di questo progetto. Questo è un percorso, fatto di tanti piccoli e significativi passi. Ultimata la prima fase, Mendrisio pensa già alla seconda: saranno le varie Commissioni di quartiere ad avanzare nuove proposte di cambiamento.

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