MENDRISIO

Villa Argentina: il futuro del parco tra attese, silenzi, espropri e muri abbattuti

Il Municipio torna sulla pianificazione del pregiato comparto: vertenza ancora bloccata al Tribunale di espropriazione a causa del ritardo accumulato dal progetto

 Villa Argentina: il futuro del parco tra attese, silenzi, espropri e muri abbattuti

Villa Argentina: il futuro del parco tra attese, silenzi, espropri e muri abbattuti

 Villa Argentina: il futuro del parco tra attese, silenzi, espropri e muri abbattuti

Villa Argentina: il futuro del parco tra attese, silenzi, espropri e muri abbattuti

 Villa Argentina: il futuro del parco tra attese, silenzi, espropri e muri abbattuti

Villa Argentina: il futuro del parco tra attese, silenzi, espropri e muri abbattuti

MENDRISIO - Edifici scolastici? Decine di appartamenti? Parco? Se l’argomento è Villa Argentina a Mendrisio il dibattito è sempre acceso. Il futuro del comparto è da tempo in una sorta di limbo. Un limbo da cui, almeno per ora, sembra difficile ipotizzare un’uscita, stando a quanto comunicato dal Municipio nella risposta a un’interrogazione di Tiziano Fontana (Verdi). Malgrado le risposte fornite – o non fornite -, inoltre, molti sono ancora i dubbi che restano aperti sul futuro dell’area. A livello pianificatorio la mossa decisiva l’ha fatta il Municipio che ha proposto una soluzione di compromesso tra la necessità di tutelare il parco e le mire espansionistiche dell’Accademia di architettura. La variante pianificatoria proposta è stata approvata dal Consiglio di Stato (CdS) nel 2017 e ha poi resistito a un ricorso al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) della Società ticinese per l’arte e la natura.

La strada verso il futuro del comparto è però tornata tortuosa quando sembrava dovesse essere tutta in discesa. La variante ruota infatti in grande parte attorno alla destinazione da attribuire alla parte alta del parco, un terreno di oltre 18.000 metri quadrati di proprietà privata e in zona edificabile che Mendrisio intende espropriare. «I proprietari hanno inviato al Municipio la notifica di indennizzo di espropriazione il 24 maggio 2017 – esordisce l’Esecutivo nella risposta -. Quest’ultima è stata analizzata e trasmessa al Tribunale di espropriazione, chiedendo l’avvio della procedura di stima». A causa del ricorso inoltrato al TRAM contro la decisione del CdS, tuttavia, «l’avvio della procedura espropriativa ha dovuto essere demandato a dopo che il provvedimento pianificatorio diventasse definitivo. Al momento si è in attesa che il Tribunale di espropriazione si esprima».

A rappresentare le parti nella vertenza legale sono per la Città l’avvocato Stefano Bernasconi e per i proprietari lo studio legale e notarile Rossi, Pellegrini, Sauvain & partners. Malgrado le domande di Fontana non siano esaurite, queste informazioni sono le ultime fornite dall’Esecutivo, che a tutti gli altri quesiti reagisce scrivendo di ritenere «opportuno attendere la decisione del Tribunale di espropriazione prima di divulgare qualsiasi tipo di informazione relativa alla procedura». Non vengono quindi fornite informazioni in merito alle presunte pretese finanziarie avanzate dai proprietari privati in relazione al progetto edilizio di alcuni anni fa per la parte alta del parco - ma mai oggetto di una domanda di costruzione perché «non conforme» alle norme pianificatorie vigenti - (vedi la terza foto), in merito «alla necessità - espressa da Fontana - di diminuire la pretesa pecuniaria dei proprietari sottraendo i costi» necessari per ricostruire i muri ottocenteschi demoliti abusivamente e in merito alla richiesta di mostrare ai consiglieri comunali il rapporto del perito che ha analizzato il valore del terreno.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Mendrisiotto
  • 1