«Volevano liberarsi di lui e tornare a vivere»

processo

La difesa chiede al massimo 5 anni - Il papà siriano accusato di anni di violenze non sarebbe colpevole di 5 tentati omicidi, ma di lesioni e vie di fatto

«Volevano liberarsi di lui e tornare a vivere»
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«Era un papà violento, nessuno nega che abbia picchiato i figli e la moglie, ma non voleva uccidere». Lo ha detto all’inizio della sua arringa l’avvocato Maria Galliani, difensore del siriano di 48 anni accusato di anni di violenze in famiglia, tra cui di 5 tentati omicidi nei confronti dei due figli gemelli 20.enni.

Per Galliani però gli episodi riassunti nell’atto d’accusa non corrispondono alla realtà, o almeno la ricalcano solo in parte. Per liberarsi da un «despota», un papà violento, «rigido e testardo, fisso sulle sue convinzioni sbagliate e per far cessare una vita assurda» figli e moglie (anch’essa vittima delle violenze avvenute nella loro casa di Novazzano tra il 2015 e il 2018) avrebbero «massimizzato i fatti, hanno progressivamente rincarato la dose. Non vanno biasimati per questo, ma compresi».

Galliani ha quindi chiesto il proscioglimento dalle accuse di tentato omicidio e di esposizione al pericolo della vita altrui. Il 48.enne è accusato anche di lesioni semplici ripetute in parte qualificate, vie di fatto ripetute in parte qualificate e coazione ripetuta. Galliani ha proposto una condanna a un massimo di 5 anni. «Voleva picchiare ma mai uccidere», ha ribadito.

La procuratrice pubblica Maria Alfier ha invece domandato una condanna a 11 anni di carcere. La Corte delle Assise Criminali di Mendrisio presieduta da Amos Pagnamenta pronuncerà la sentenza nel tardo pomeriggio.

Le parti civili

In mattinata oggi hanno parlato anche le difese dei due figli, entrambi accusatori privati. I due avvocati Isabel Schweri e Clarissa Torricelli hanno ricordato alcune dichiarazioni fatte dai gemelli e dalla mamma nel corso dell’inchiesta. È ad esempio emerso che il 48.enne quando i figli piccoli piangevano li chiudeva nell’armadio, oppure li gettava contro il muro. «Non ha mai amato i due gemelli, li ha odiati dal giorno della loro nascita. Non li riteneva figli suoi e per questo li picchiava senza motivo» ha detto Torricelli. «Li ha fatti vivere per anni in un campo di concentramento», ha invece riassunto Schweri.

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