Merlani: «Abbiamo toccato il picco, ma il problema non è risolto»

Coronavirus

Il medico cantonale: «Un allineamento con le misure attuate dalla Confederazione può essere preso in considerazione» - Quando si è guariti? C’è la regola del 10/68 - Primo bilancio del DECS sulla chiusura delle scuole - IL VIDEO

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©CdT/Gabriele Putzu

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(Aggiornato alle 17.30) - Le ultime novità sull’emergenza coronavirus in Ticino in streaming dall’Aula del Gran Consiglio a Palazzo delle Orsoline di Bellinzona. I relatori presenti sono Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, Giorgio Merlani, medico cantonale, e il professor Paolo Ferrari, capo Area Medica EOC.

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«Sarebbe stato più semplice far coincidere le chiusure di scuola ed economia»

Ad introdurre i relatori è stato come d’abitudine Renato Pizolli che ha però subito dato la parola a Manuele Bertoli. «Dopo tre settimane e un giorno dalla chiusura delle scuole è giunto il momento di fare il bilancio. Probabilmente sarebbe stato più semplice far coincidere da subito lo stop dell’economia e quello dell’istruzione in maniera da facilitare la gestione dei ragazzi. Abbiamo chiesto agli istituti di ingegnarsi e di dare sfogo alla fantasia e, malgrado le difficoltà, possiamo dire che i risultati sono buoni», ha detto Bertoli ringraziando insegnanti e genitori. Il consigliere di Stato ribadisce però che «la scuola a distanza non è e non può sostituire la scuola in presenza».

Le ultime direttive possono essere riassunte in questi punti:

- l’anno scolastico verrà confermato;

- il secondo punto riguarda le varie valutazioni e le note date ad alunni e studenti che resteranno per ora ferme al 13 di marzo: gli esercizi potranno essere fatti anche in questo periodo ma non i test e le verifiche;

- dal 20 di aprile potranno essere introdotti nuovi argomenti, mentre quello che viene svolto ora è soprattutto un lavoro di consolidamento delle conoscenze.;

- i contatti tra allievi e corpo insegnante continuano anche in questo periodo.

Ulteriori indicazioni arriveranno dopo la Pasqua.

«Siamo stati bravi, ma non vuol dire che possiamo tornare a grigliare»

A prendere la parola è quindi il medico cantonale Giorgio Merlani che si è soffermato sull’aumento di contagi registrato oggi, ossia 38. Un numero basso in confronto alla tendenza precedente soprattutto in considerazione del fatto che di solito il lunedì i numero sono finora stati maggiori. L’aumento dei contagi giornalieri è finora stato tra i 60/70 e i 100/120 casi con le quote più alte registrate proprio al lunedì quando venivano recuperati i test non fatti nei fine settimana quando l’operatività era minore. «È la prima volta che abbiamo per tre giorni di fila cifra nettamente sotto alla soglia del 100 e questo non succedeva dalla metà di marzo. Le persone attualmente ricoverate sono 285 (3 meno di ieri), 72 quelle in terapia intensiva (2 meno di ieri), intubate sono 62 persone (1 in più) I dimessi dall’inizio di marzo sono 350 con ulteriori 10 dimessi in data odierna».

«Se inizialmente eravamo cauti a fornire questi dati, ora possiamo affermare chiaramente che c’è un’inversione di tendenza. Le persone stanno uscendo dall’ospedale con una velocità maggiore rispetto a quanti vi entrano e i contagi stanno rallentando: abbiamo toccato il picco e stiamo scendendo. Questo non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia», ha detto Merlani invitando però a non sottovalutare la situazione e ricordando che ci sono stati anche 12 morti. «Grazie a tutti voi».

Le misure potrebbero essere allentate ma monitorando la situazione

«Siamo stati bravi, abbiamo rispettato le misure e siamo riusciti a contenere l’andamento della curva. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che da domani non possiamo uscire tutti a grigliare ma ci dovremo comunque muovere in maniera ordinata ed essere responsabili». «Il problema non è però risolto. Il virus non sparirà, ma continuerà ad essere presente tra la popolazione e, non appena le misure dovessero essere allentate, potrebbe inevitabilmente tornare a diffondersi», ha asserito il medico. Secondo Merlani, nelle prossime settimane si potrà «cominciare ad andare verso un allineamento alle misure attuate dalla Confederazione» e quindi togliere alcuni dei freni imposti. La situazione dovrà però essere monitorata e, quando necessario, le restrizioni dovranno essere reintrodotte, ha spiegato il medico cantonale ricordando che il picco appena superato è in realtà un picco artificioso.

«È un virus che continuerà a circolare tra di noi»

L’ultimo a prendere la parola è stato Paolo Ferrari. «Oggi abbiamo 115 letti in cure intense per pazienti Covid e 26 per pazienti non Covid, perché le persone continuano ad ammalarsi». «Il primo contagio è avvenuto il 1. marzo, a ieri sono stati 87 i pazienti ospitati nelle cure intense». «Il calo dei casi c’è quindi possiamo cominciare un ritorno alla normalità ma che sia lento e graduale». La maggior parte dei contagiati ha avuto un percorso di guarigione, ha continuato il professore, ma non è lo stesso per le fasce fragili. «È un virus che continuerà a circolare tra di noi e il rischio di contagio sarà sempre presente. Dobbiamo avere rispetto per questa malattia ed continuare ad evitare nuovi picchi». «Si parla molto di immunità e vaccini. È ancora troppo presto per dire quante persone hanno avuto contatto con il coronavirus e hanno sviluppato anticorpi. Finché non avremo questi dati sarà veramente difficile dire se avremo superato la china».

Quando si può considerare un paziente guarito?

La domanda che molti si pongono è delicata perché ogni caso è a sé. «C’è tuttavia una regola generale che può essere usata che è quella del 10/68», ha spiegato ancora Ferrari. «Una persona può cioè essere considerata generalmente guarita dal momento in cui sono passati almeno dieci giorni dalla diagnosi del primo sintomo e almeno 68 ore dalla completa scomparsa degli stessi».

Evitare i turisti soprattutto con il dialogo

Alla domanda in cui si chiede come fare per evitare l’arrivo in Ticino di turisti dal resto della Svizzera per le festività pasquali ha risposto Renato Pizolli a nome dello Stato maggiore. Si intende puntare molto sul dialogo e sull’informazione delle persone rispetto alle regole in vigore. L’intento principale è questo, ha spiegato il portavoce, che non dovesse comunque rispettare le misure imposte potrà essere sanzionato.

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