Merlani: «Per un caso individuato, due sfuggono, rimaniamo prudenti»

coronavirus

Da Bellinzona le autorità cantonali aggiornano la popolazione sulla situazione epidemiologica nel nostro cantone – Il medico cantonale: «Omicron non è un’influenza, i positivi si isolino senza aspettare il contact tracing» – Luca Giudici: «In Ticino versati 800 milioni di franchi di indennità» – Sergio Montorfani: «IPG Corona non sono una casco totale»

Merlani: «Per un caso individuato, due sfuggono, rimaniamo prudenti»
© CdT/ Chiara Zocchetti

Merlani: «Per un caso individuato, due sfuggono, rimaniamo prudenti»

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In conferenza stampa da Bellinzona le autorità cantonali aggiornano la popolazione sulla situazione epidemiologica in Ticino con uno sguardo rivolto al mondo del lavoro. Presenti il medico cantonale Giorgio Merlani, il capo dell’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro del Dipartimento delle finanze e dell’economia Luca Giudici e il direttore dell’Istituto delle assicurazioni sociali Sergio Montorfani.

LA DIRETTA

«Tutta la popolazione infettata a primavera»
Ad aprire la conferenza stampa è stato il medico cantonale Giorgio Merlani che ha commentato i dati odierni relativi ai contagi. «La prima osservazione da fare è quella dell’aumento dei test effettuati, siamo arrivati a toccare i 5 mila tamponi e quasi il 50% sono positivi, quindi il virus circola tantissimo – spiega –. Se abbiamo 1.500 casi confermati possiamo dire che ce ne sono almeno altri 3 mila che sono asintomatici. Sostanzialmente arriveremo alla primavera con praticamente tutta la popolazione infettata». Inoltre, il medico cantonale ha parlato dei sintomi relativi alla COVID e ha rilevato che molte persone non ne presentano. Merlani ha fatto un paragone tra la curva epidemiologica della prima ondata rispetto a questa che stiamo vivendo: «Agli stessi numeri non corrispondono le ospedalizzazioni, quindi a chi chiede di smettere di pubblicare i dati giornalieri rispondo che sono fondamentali per capire la situazione sul territorio».

Il medico cantonale ha anche spiegato che nonostante sia stato potenziato il sistema di contact tracing, ci sono ancora dei ritardi sui casi «vecchi», «attualmente è in corso un’attività di recupero finalizzata all’invio dei documenti necessari, soprattutto dal punto di vista lavorativo». Ricordato anche che chi risulta positivi al test, ma non riceve la chiamata del contact tracing, è obbligato a mettersi in isolamento. In caso contrario, se si esce di casa si commette un reato.

Precisazioni su isolamento e quarantena
Il medico cantonale ha ringraziato il personale sanitario che lavora da due anni in prima linea per combattere il virus e anche le persone che si sono fatte vaccinare per proteggersi e proteggere le persone più vulnerabili. Per quanto riguarda le norme di isolamento e quarantene, tiene a precisare che sono due concetti distinti. Nello specifico l’isolamento riguarda una persona affetta da COVID, mentre la quarantena è relativa alle persone entrate in contatto con un positivo e che potrebbero sviluppare sintomi. Ieri il Consiglio federale ha deciso di accorciare l’isolamento e la quarantena a 5 giorni. In merito a questo Merlani ha raccomandato di fare attenzione anche dopo la fine dell’isolamento poiché «una certa percentuale, intorno al 10-15%, resta positiva, quindi bisogna in ogni caso evitare di incontrare persone fragili: case anziani e ospedali hanno ricevuto direttive di impedire l’accesso a persone guarite da pochi giorni».

Le ospedalizzazioni non stanno salendo in maniera così esponenziale come i contagi, «ma ci aspettiamo, finché il tasso di nuovi infetti rimane così alto, un impatto sugli ospedali, ma vorremmo evitare di avere una buona parte della popolazione infettata contemporaneamente. Vorrei sottolineare che la situazione non è ancora oltre il picco e non è finita, gli ospedalizzati aumenteranno e la trasmissione del virus rimarrà importante. Evitiamo di paragonare Omicron a un’influenza».

Lavoro ridotto: strumento essenziale
La parola è poi passata a Luca Giudici che ha posto l’accento sul lavoro ridotto e su questo strumento ampiamente utilizzato come salvagente dalle aziende. «È uno strumento di politica economica in una situazione di emergenza e si è confermato estremamente importante per il Ticino. Da marzo 2020 viene in aiuto in maniera ininterrotta alle nostre aziende, prima era una prestazione delle assicurazioni e veniva utilizzata raramente. Dovrà però tornare al regime originario quando la pandemia finirà». Attualmente, prosegue, c’è un incremento di domande con 35/40 richieste giornaliere soprattutto da ristorazione. albergheria e centri fitness. Giudici precisa che da inizio pandemia fino a ottobre in Ticino sono stati versati oltre 800 milioni di franchi di indennità.

IPG corona, «non una casco totale»
Dal canto suo, Sergio Montorfani ha fatto il punto sull’IPG corona, spiegando che «non fanno parte delle assicurazioni sociali, ma sono state creare ex novo dalla Confederazione all’inizio della pandemia per compensare le perdite dovute alla COVID e ai provvedimenti messi in campo dalle autorità cantonali e federali. Non si tratta quindi di una casco totale per gli effetti del coronavirus. Questo pacchetto di disposizioni è stato prorogato fino alla fine dell’anno». Nell’insieme, «abbiamo una situazione abbastanza stabile nel corso del 2021, ma è una situazione che evolve».

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