Mesotelioma: un aiuto ai pazienti e le loro famiglie

Malattie

La Fondazione Fondo per le vittime dell’amianto EFA fornisce un rapido sostegno finanziario e servizi di consulenza di natura psicosociale

 Mesotelioma: un aiuto ai pazienti e le loro famiglie
©Shutterstock

Mesotelioma: un aiuto ai pazienti e le loro famiglie

©Shutterstock

Negli ultimi giorni il tema dell’amianto è tornato sulle prime pagine dell’attualità in Ticino, in relazione alle morti sospette tra ex dipendenti di officine ferroviarie ed idroelettriche. Per le vittime e i loro familiari le conseguenze della malattia del mesotelioma dovuto ad amianto sono legate a circostanze tragiche: quasi sempre la malattia porta alla morte. Lo sottolinea la Fondazione Fondo per le vittime dell’amianto EFA in una nota, aggiungendo che in questa difficile situazione la Fondazione EFA fornisce alle persone affette da mesotelioma e alle loro famiglie un rapido sostegno finanziario e, attraverso la Lega polmonare Ticinese, servizi di consulenza di natura psicosociale. Le prestazioni si orientano principalmente a persone la cui malattia non è riconosciuta come malattia professionale ai sensi della Legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF).

Riconoscimento e indennizzo finanziario per i pazienti affetti da mesotelioma

La Fondazione Fondo per le vittime dell’amianto - o Fondazione EFA – si impegna per garantire che i pazienti affetti da mesotelioma ricevano un risarcimento equo e rapido mentre sono in vita. L'amianto è stato a lungo considerato una fibra miracolosa. Solo più tardi ci si è resi conto che le persone potevano essere danneggiate a causa della lavorazione di materiali contenenti amianto. Durante la lavorazione si producono fibre particolarmente fini che, anche in basse concentrazioni, aumentano il rischio di un mesotelioma, un tumore maligno della pleura o del peritoneo. La malattia da mesotelioma decorre spesso in modo simile: dopo che la persona colpita ha assorbito la fibra, di solito attraverso i polmoni, occorrono decenni fino a che la malattia si manifesti. Purtroppo, una volta diagnosticata la malattia, la speranza di vita è molto bassa e si aggira in media a uno o due anni. Il materiale è vietato dal 1989, ma il problema rimane attuale, anche perché l'amianto è ancora molto presente nelle case più vecchie. Secondo alcune stime, in Svizzera l'amianto è costato finora la vita a 2000 persone e ogni anno si registrano circa 120 nuovi casi. Ne sono gravemente colpiti i lavoratori del settore edile e dei settori affini, nonché i parenti che si ammalano a causa del contatto con indumenti contaminati.

È in corso la ricerca di pazienti affetti da mesotelioma

Il compito principale della Fondazione EFA è quello di trovare una soluzione equa e rapida in particolare per le persone la cui malattia da mesotelioma causata in Svizzera e manifestata a partire dal 2006 non è riconosciuta come malattia professionale ai sensi della Legge federale sull'assicurazione contro gli infortuni (LAINF). Si tratta di artigiani nel tempo libero o parenti che, ad esempio, hanno lavato abiti contaminati e sono quindi venuti a contatto con l'amianto per motivi non professionali. Alla fine del 2018, il Consiglio di fondazione ha dato il via libera all'erogazione di indennità a un ulteriore gruppo di persone. Da allora sono stati indennizzati anche i pazienti affetti da mesotelioma o i loro familiari la cui malattia è riconosciuta come malattia professionale ai sensi della LAINF. L'importo dell'indennizzo dipende dal tipo di indennizzo e si basa sulle prestazioni attualmente fornite dall'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni per un mesotelioma riconosciuto come malattia professionale. Dalla sua fondazione due anni e mezzo orsono, la Fondazione ha accolto 65 domande di persone colpite (o familiari). Alla fine di giugno del 2019, l'importo dell'indennizzo per queste domande ammontava a 7,5 milioni di franchi. La Fondazione EFA sta lavorando intensamente per raccogliere donazioni e raggiungere gli interessati che hanno diritto a un indennizzo.

Consulenza gratuita per le vittime

Oltre agli indennizzi finanziari, la Fondazione EFA fornisce anche assistenza psicosociale in collaborazione con la Lega polmonare Ticinese e ha istituito un servizio di assistenza gratuito. Specialisti qualificati assistono i pazienti, i loro parenti e altre persone interessate per telefono o direttamente a Lugano per questioni relative ad altre malattie legate all'amianto, come ad esempio le possibilità di trattamento, i controlli sanitari, l'alimentazione, l'esercizio fisico, il ruolo del fumo e la consulenza finanziaria. Il servizio di assistenza è raggiungibile al numero +41 91 973 22 80.

Richiesta di risarcimento

Le condizioni e i diritti per ottenere un risarcimento sono esaminati in dettaglio nei singoli casi dal Service Center Assistenza e valutati e evasi secondo i regolamenti della Fondazione. Ulteriori informazioni sulle prestazioni o sulla domanda di risarcimento sono disponibili sul sito web della Fondazione www.fondazione-efa.ch. Il Service Center Assistenza è raggiungibile telefonicamente durante la settimana dalle 8 alle 12 e dalle 13.30 alle 17 al numero +41 41 41 418 89 79 o via e-mail: gesuche@stiftung-efa.ch.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1

    Quel fiume che non si vede e che diventa magico per Natale

    Mendrisio

    Inaugurata l’installazione luminosa che in alternativa agli eventi in presenza farà compagnia alla popolazione durante le feste - È firmata da Nicola Colombo e riporta metaforicamente in superficie il Moree, che scorre sotto il centro del borgo - Luisoni: «È un modo per riflettere e guardare differentemente il territorio»

  • 2
  • 3
  • 4

    «Pronti a stringere un patto di Paese»

    Finanze cantonali

    La Gestione ha firmato il rapporto sul Preventivo 2021 - Viene chiesto al Governo di presentare un aggiornamento entro fine giugno che contenga misure che tendano al raggiungimenti di un autofinanziamento non negativo

  • 5

    «Piazza Grande un bene di tutti e da proteggere»

    Locarno

    Comitato e gruppo territorio e ambiente del PS cittadino entrane nel dibattito sulla richiesta di aprire di nuovo alle auto il centro e chiedono, invece dei parcheggi, misure concrete per rivitalizzarlo

  • 1
  • 1