Misure anti-hooligans: «La prospettiva è cambiata»

sicurezza

A che punto è il piano contro la violenza negli stadi del Dipartimento istituzioni? Norman Gobbi: «L’esperienza del tracciamento dei contatti ha dimostrato che il controllo dell’identità all’entrata è sostenibile» - Le società: «Ma la questione privacy non è risolta»

Misure anti-hooligans: «La prospettiva è cambiata»
Il pass-COVID cambierà la gestione della sicurezza negli stadi? © cdt/gabriele putzu

Misure anti-hooligans: «La prospettiva è cambiata»

Il pass-COVID cambierà la gestione della sicurezza negli stadi? © cdt/gabriele putzu

L’obiettivo dichiarato del Dipartimento delle istituzioni era rendere le manifestazioni sportive un luogo sicuro. Sulla scia dei fatti della Valascia – per i quali ieri si è aperto il processo alle Correzionali di Lugano (vedi articolo sotto) – il consigliere di Stato Norman Gobbi volle affrontare la questione di petto, ordinando una serie di misure contro il tifo violento. Se la riflessione s’imponeva con una certa urgenza, l’applicazione del piano cantonale da parte delle società sportive, tuttavia, incontrò più resistenze di quanto ci si potesse attendere. Tanto che l’implementazione vera e propria delle misure anti-hooligans slittò, prima di sfumare quasi nel nulla. L’identificazione dei tifosi all’entrata, «attraverso un sistema di riconoscimento facciale», non superò mai l’esame e divenne...

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