Moratoria sulla pernice bianca, «consideriamola una misura urgente»

La risposta

Il direttore del Territorio Claudio Zali replica al presidente della Federazione cacciatori ticinesi Fabio Regazzi

Moratoria sulla pernice bianca, «consideriamola una misura urgente»
Immagine d’archivio (Foto Putzu).

Moratoria sulla pernice bianca, «consideriamola una misura urgente»

Immagine d’archivio (Foto Putzu).

BELLINZONA - Botta e risposta tra il presidente della Federazione cacciatori ticinesi (FCTI) Fabio Regazzi e il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali. L’oggetto del contendere, ricordiamo, riguarda la moratoria sulla caccia alla pernice bianca introdotta la scorsa settimana con l’adozione da parte del Consiglio di Stato del regime venatorio per la stagione 2019. Un misura, si leggeva nel comunicato del Governo, presa per proteggere questa specie, inclusa nella «Lista rossa degli uccelli nidificanti minacciati in Svizzera», e che «mal sopporta l’aumento delle temperature medie causato dal cambiamento climatico in atto».

Ma la moratoria, e soprattutto il modo in cui è stata presa, ha subito provocato la reazione dei cacciatori ticinesi: «Si è trattato di una forzatura, una decisione presa senza consultarci. Sono deluso e arrabbiato», aveva spiegato il presidente della federazione Fabio Regazzi, che ha poi aggiunto: «Una scelta che rimette in discussione i rapporti che siamo riusciti a ricucire dopo lo strappo del 2014».

Insomma, gli animi sono tornati a scaldarsi tra i cacciatori e il Dipartimento del territorio. E proprio ieri il consigliere di Stato Claudio Zali, ai microfoni della RSI ha risposto a Regazzi: «Consideriamola una misura urgente. Se avessimo avviato un processo di discussione, i cacciatori avrebbero dovuto parlare con la loro base, e sarebbe passato un altro anno. Sarebbe stato peccato per una specie che credo sia il simbolo di chi soffre per il cambiamento climatico. Qualcosa, nell’opinione del Dipartimento, andava fatto».

Ma non solo la pernice bianca preoccupa il direttore del Territorio: «La caccia bassa è un’attività minoritaria rispetto alla caccia alta. Concerne delle specie che si trovano tutte in un momento difficile perché il loro habitat subisce il fatto che gli insediamenti avanzano e che l’agricoltura occupa uno spazio sempre più importante. Rimane quindi loro poco spazio. In effetti i numeri delle catture sono bassi. È possibile che ci siano delle riflessioni da fare ad ampio raggio sul tema della caccia bassa».

Consideriamola una misura urgente

Insomma, gli animi sono tornati a scaldarsi tra i cacciatori e il Dipartimento del territorio. E proprio ieri il consigliere di Stato Claudio Zali, ai microfoni della RSI ha risposto a Regazzi: «Consideriamola una misura urgente. Se avessimo avviato un processo di discussione, i cacciatori avrebbero dovuto parlare con la loro base, e sarebbe passato un altro anno. Sarebbe stato peccato per una specie che credo sia il simbolo di chi soffre per il cambiamento climatico. Qualcosa, nell’opinione del Dipartimento, andava fatto».

Ma non solo la pernice bianca preoccupa il direttore del Territorio: «La caccia bassa è un’attività minoritaria rispetto alla caccia alta. Concerne delle specie che si trovano tutte in un momento difficile perché il loro habitat subisce il fatto che gli insediamenti avanzano e che l’agricoltura occupa uno spazio sempre più importante. Rimane quindi loro poco spazio. In effetti i numeri delle catture sono bassi. È possibile che ci siano delle riflessioni da fare ad ampio raggio sul tema della caccia bassa».

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