Il bilancio

Nel cuore del Ticino un quartier generale dell’Esercito

Il Centro logistico del Monteceneri si prepara ad accogliere la futura officina dei veicoli militari - Nel 2018 equipaggiate 2.000 reclute e trattate 4.800 armi – Renato Bacciarini: «Ma abbiamo controllato anche il materiale delle guardie del Papa»

Nel cuore del Ticino un quartier generale dell’Esercito
In primo piano il maxi-cantiere dove sorgeranno la futura officina e l’autorimessa per i veicoli militari. Dietro gli altri stabili del Centro logistico dell’Esercito Monte Ceneri. (Foto Putzu)

Nel cuore del Ticino un quartier generale dell’Esercito

In primo piano il maxi-cantiere dove sorgeranno la futura officina e l’autorimessa per i veicoli militari. Dietro gli altri stabili del Centro logistico dell’Esercito Monte Ceneri. (Foto Putzu)

Nel cuore del Ticino un quartier generale dell’Esercito
(Foto Putzu)

Nel cuore del Ticino un quartier generale dell’Esercito

(Foto Putzu)

MONTECENERI - In Ticino il cuore pulsante dell’Esercito batte sul Monte Ceneri. Un autentico crocevia, dal quale transitano nuove reclute, militari al tramonto ma soprattutto tanto materiale. Il Centro logistico è tutto questo e nel 2018 non sono mancate sfide, ostacoli e grandi opportunità. Con il direttore Renato Bacciarini, in carica da un anno, abbiamo radiografato l’anno appena finito agli archivi e gettato lo sguardo avanti, con un occhio particolare al grande progetto – in vetta al passo – i cui contorni si delineano sempre più chiaramente con il trascorrere delle settimane. «Il cantiere per la rinnovata officina e autorimessa di tutti i veicoli militari, che sostituirà quella di Bellinzona, prosegue spedito» conferma Bacciarini: «La tabella di marcia e i costi sono rispettati e all’inizio del 2020 questo nuovo tassello del Centro logistico sarà consegnato all’Esercito. Si procederà poi al trasloco da Bellinzona al Ceneri con l’obiettivo di essere operativi nel giugno del 2020». Per il direttore la struttura, che affiancherà il magazzino per il deposito di tutto il materiale necessario alle truppe, è da considerarsi una «vera e propria pietra miliare. In un’area di un chilometro quadrato le truppe potranno ritirare veicoli e materiale e partire in servizio: insomma un quartier generale non solo nel nome ma anche di fatto». Non solo. «Con questo investimento – ricorda Bacciarini – l’Esercito ha dimostrato di credere nel nostro lavoro, ritenendoci un partner affidabile e soprattutto garantendo dei posti di lavoro qualificati a sud delle Alpi». In questo modo, rileva inoltre il nostro interlocutore, lo stabilimento sul Ceneri «non avrà nulla da invidiare agli altri centri logistici dell’Esercito, ubicati a Grolley, Thun, Othmarsingen e Hinwil». Officina e autorimessa costeranno 30 milioni di franchi e andranno a impreziosire il portafoglio immobiliare del Centro logistico ticinese che oggi conta 3.084 oggetti. Il valore? Ben 2,5 miliardi di franchi.

Renato Bacciarini è alla testa del Centro logistico dell’Esercito Monte Ceneri dal 2018. (Foto Zocchetti)
Renato Bacciarini è alla testa del Centro logistico dell’Esercito Monte Ceneri dal 2018. (Foto Zocchetti)

Alla Piazza d’armi di Andermatt, venerdì, non si è però guardato solo al futuro. Il 2018 è infatti stato un anno intenso per il Centro logistico Monte Ceneri, una realtà che conta su 300 dipendenti. «L’implementazione dell’ulteriore sviluppo dell’Esercito (USEs) – spiega Bacciarini – ha comportato un cambio di mentalità e di paradigma nella gestione dell’equipaggiamento e degli automatismi logistici. Un “change management” che non è stato facile da trasmettere soprattutto ai collaboratori della vecchia guardia». Ma a costituire un grosso cambiamento, nota Bacciarini, «sono state le nuove formazioni attribuite: penso al battaglione di stato maggiore della divisione territoriale 3 o quello del comando forze speciali, ma pure il battaglione di salvataggio 3 che per altro è una formazione di milizia in prontezza elevata. Tutte formazioni, queste, che hanno richiesto uno sforzo logistico ulteriore e delle competenze ad hoc per materiali ed equipaggiamenti in precedenza mai trattati. Il personale per occuparsene, va detto, non è però stato aumentato, anzi». E sempre a proposito di personale. «Vista l’età avanzata di molti dipendenti, un’altra sfida – rileva il direttore – è stata rappresentata dal ricambio annuo del 10-15% dei dipendenti». Risorse umane, queste, messe a disposizione dell’Esercito e dei suoi uomini. Nel 2018 il Centro logistico ticinese ha equipaggiato 2.000 reclute, mentre altrettanti militari sono stati prosciolti dal servizio. Con loro lo scorso anno sono state trattate all’incirca 4.800 armi, per un monte di 40.000 ore tra manutenzione e riparazione. L’apporto degli specialisti della struttura del Monte Ceneri si è però reso necessario anche al di fuori dei confini nazionali. «Lo scorso anno abbiamo anche proceduto al controllo delle armi e del materiale del più piccolo esercito del mondo: quello del Vaticano» conferma Bacciarini. Per poi concludere: «A Roma siamo rimasti impressionati dalla disciplina e dalla cura con le quali le guardie del Papa gestiscono le proprie armi. Non lo nego: ci sarebbero fior fior di truppe d’élite qui in Svizzera che dovrebbero imparare qualcosa da questi uomini sul piano dell’ordine e della pulizia».

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