Nella vita fanno i musicisti ed è davvero un duro lavoro

L’iniziativa

Tre giovani professionisti della classica stanno allestendo un nuovo festival nel Locarnese per dar spazio e prospettive ai loro colleghi - «È ancora difficile far passare il messaggio che dopo il conservatorio la nostra passione si trasforma in fonte di sostentamento»

Nella vita fanno i musicisti ed è davvero un duro lavoro
Nicolas Mottini, Valentina Londino e Tommaso Maggiolini formano anche il Trio Torello. © Associazione 19eTrenta

Nella vita fanno i musicisti ed è davvero un duro lavoro

Nicolas Mottini, Valentina Londino e Tommaso Maggiolini formano anche il Trio Torello. © Associazione 19eTrenta

Se siete un funzionario di banca o una segretaria non vi capiterà mai. Incontrate una persona per la prima volta, chiacchierate un po’ per conoscervi e ad un certo punto vi chiede: «Ma nella vita cosa fai?». «Il musicista» è la vostra risposta. «No... intendevo... come lavoro» è la pronta replica. Sì, succede più spesso di quanto si creda a coloro che hanno scelto – al prezzo di molti sacrifici – di trasformare la propria passione in professione. Bella vita, commenterà qualcuno. Certo, ma non sempre facile. Anzi. Ne sanno qualcosa Tommaso Maggiolini, Nicolas Mottini e Valentina Londino, tutti e tre giovani, tutti e tre musicisti diplomati (flautista il primo, pianista il secondo, soprano la terza), tutti e tre concertisti e insegnanti, che lo scorso anno hanno dato vita all’associazione culturale 19e Trenta. Gli obiettivi? Diffondere la musica classica e promuovere i giovani talenti attraverso l’organizzazione di concerti, corsi di perfezionamento e altri eventi. L’idea più ambiziosa è quella di un festival, che sta prendendo forma proprio in questi mesi.

Uno spazio che non esiste

La prima domanda che sorge spontanea è: ma perché un nuovo festival? «È vero – rispondono Maggiolini, direttore artistico della manifestazione, e Mottini – che sul nostro territorio si svolgono già parecchie rassegne, ma nessuna è interamente dedicata ai giovani interpreti. Ve ne sono alcune (come le Settimane musicali di Ascona o Ceresio Estate) che riservano a questi ultimi una parte del loro cartellone, però i veri protagonisti degli eventi finiscono sempre per essere soprattutto solisti o orchestre famosi oppure già inseriti nei circuiti ufficiali». Verbano Musica Estate, invece, la cui edizione numero uno è in programma nel Locarnese il prossimo giugno, offrirà il suo palco a professionisti che non hanno spesso l’occasione per dare concerti. «Abbiamo anche scelto – aggiungono i nostri interlocutori – un periodo nel quale l’agenda non è ancora così inflazionata di eventi musicali, in modo da evitare troppe concomitanze».

Il giusto compenso

C’è, infine, un altro aspetto che potremmo definire etico e che finisce poi per avere un’incidenza concreta su Verbano Musica Estate. Per spiegarlo si può ricorrere ad un aneddoto simile a quello iniziale. Vi verrebbe mai in mente di contestare l’ammontare della parcella del vostro medico o di sindacare sulla paga oraria dell’idraulico che vi sta riparando il rubinetto del bagno? È il loro ruolo, sono formati per quello, si stanno impegnando per voi, pensereste, ed è quindi giusto che abbiano il loro equo compenso. «Lo stesso – chiosano Maggiolini e Mottini – dovrebbe valere per i musicisti professionisti, ma non è sempre così». Sono ancora troppi coloro che considerano un privilegio dar la possibilità di suonare in pubblico, convinti che gli interpreti dovrebbero accontentarsi di un compenso simbolico. Senza considerare, però, oltre alle qualifiche di studio, anche tutto l’impegno che c’è dietro. «Se la formazione accademica dura mediamente sui cinque anni – spiegano i promotori di Verbano Musica Estate –, è sempre preceduta da intensi periodi di studio. Per cui, alla fine, per diplomarsi ci vogliono una decina d’anni buoni». Da lì, poi, inizia la fase in cui bisogna darsi da fare per assicurarsi almeno il necessario per vivere.

In molti sul mercato

«Considerato l’alto numero di professionisti sul mercato, è veramente difficile entrare, ad esempio, in orchestra. Generalmente ci si concentra su una serie combinata di attività, che poi permettono di arrivare alla fine del mese». Molti lavorano nell’insegnamento, nell’accompagnamento, nella direzione di bande o cori. E poi c’è l’attività concertistica. Rara e, spesso, mal pagata. E qui torniamo all’aspetto etico del nuovo festival. «Abbiamo infatti – spiegano i due promotori – un budget apparentemente elevato (poco più di 19 mila franchi) proprio con l’obiettivo di pagare il giusto i musicisti partecipanti». Attraverso la piattaforma di crowdfunding Progettiamo e vari contributi pubblici e privati hanno finora raccolto circa due terzi della cifra. E, visto l’interesse suscitato dall’iniziativa, sono convinti di raggiungere presto l’obiettivo.

I quattro appuntamenti

Il festival, rigorosamente con entrata libera, si svilupperà in 4 concerti, previsti il 7, 14, 21 e 28 giugno. Ne saranno protagonisti l’arpista Elisa Netzer, il Trio Linz (composto da Anton Jablokov, Anastasia Shugaeva e Nicolay Shugaev), il chitarrista Lorenzo Reggiani e l’orchestra da camera Canova, diretta da Enrico Pagano, con la soprano Carlotta Colombo e il basso Giacomo Nanni.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 2

    Un sasso che ci fa sentire più svizzeri

    Ascona

    Conto alla rovescia sul lungolago del borgo per la nona edizione del campionato cantonale di lancio della pietra – La disciplina nacque nell’Ottocento per rafforzare l’identità nazionale e Tiziano Broggini l’ha portata a sud con successo

  • 3
  • 4

    Parti di Lugano scottano, ma si possono raffreddare

    Isole di calore

    Città mappata con termocamere: in viale Cattaneo una sera d’agosto alle sette c’erano oltre quaranta gradi, sotto gli alberi a pochi metri una decina in meno - Si studiano possibili soluzioni dai giochi d’acqua a vele, resine e tetti verdi

  • 5
  • 1
  • 1