«Non solo over 65, la vaccinazione di richiamo è indicata per tutti»

pandemia

Il booster è però per ora riservato solo agli over 65: «Tocca alla Confederazione stabilire se estendere la raccomandazione a tutti se opportuno e sensato dal punto di vista della salute pubblica» – Attualmente la dose di richiamo è stata somministrata a 11 mila persone, «nei centri proviamo a non sprecarle»

«Non solo over 65, la vaccinazione di richiamo è indicata per tutti»
© CdT/Gabriele Putzu (archivio)

«Non solo over 65, la vaccinazione di richiamo è indicata per tutti»

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«Se siamo di nuovo nella situazione di dover fare degli infopoint, penso che il segnale sia abbastanza chiaro di per sé». Così ha esordito oggi il medico cantonale Giorgio Merlani in conferenza stampa, introducendo il discorso sulla situazione epidemiologica COVID-19. «I casi confermati a livello di laboratorio, di ospedalizzazioni e di decessi stanno salendo. In Ticino l’incidenza è più o meno la metà della media svizzera. Non vuol dire che noi andiamo bene e che non abbiamo un problema, è semplicemente una questione di tempistiche. Non ricadiamo nelle solite trappole, abbiamo un vantaggio a livello svizzero ma non va sprecato, va sfruttato».

Si osserva nuovamente un aumento della percentuale dei test positivi al coronavirus. Un aumento che quest’anno avviene con un certo ritardo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli ospedalizzati salgono anche in Ticino, con due tipi di pazienti: «Da un lato abbiamo pazienti con decorsi gravi della malattia. E sono pazienti non vaccinati. Poi si contano pazienti vaccinati, che però hanno decorsi meno tipici: sono soprattutto anziani che sono stati vaccinati all’inizio dell’anno. Non fanno decorsi gravi, ma lievi». Ecco perché è raccomandata la vaccinazione di richiamo.

«Il vaccino non è fatto per non ammalarsi, ma per evitare decorsi gravi e ospedalizzazioni», ha ricordato quindi Merlani.

«Non solo over 65, la vaccinazione di richiamo è indicata per tutti»

Negli ospedali si contano più pazienti non vaccinati che vaccinati. Cambia anche la casistica: le persone non vaccinate rappresentano attualmente circa un quarto della popolazione. Mentre i vaccinati sono la stragrande maggioranza della popolazione. «Questo significa che il vaccino è efficace, dato che negli ospedali i vaccinati sono la minoranza», spiega ancora Merlani.

«Non solo over 65, la vaccinazione di richiamo è indicata per tutti»

Il medico cantonale ricorda pure che è importante continuare a rispettare le misure di igiene, anche i vaccinati. «Io stesso devo ammettere che durante l’estate ho cambiato l’abitudine di indossare la mascherina in ufficio. Ma ora dobbiamo tornare alle buone abitudini. Non siamo più nella situazione ‘‘blu’’, tranquilla, normale, in cui vivere in un modo semi-normale. Dobbiamo tutti tornare ai fondamentali: distanza, igiene delle mani, mascherina, test». Test che sono gratuiti in caso di presenza di sintomi, anche lievi. «I vaccinati non devono fare il test rapido se hanno dei sintomi, è meglio sottoporsi al PCR subito». Merlani ha pure ricordato che «dove non c’è l’obbligo di mascherina non vuol dire che sia vietata. Se la indossate anche fuori, mentre guardate le vetrine, non è un male». La situazione è cambiata, ma al momento non sembra necessario mettere in atto altre misure oltre a quelle già in vigore, che sono efficaci.

Il Cantone alza il livello di guardia
La campagna di sensibilizzazione «Distanti ma vicini», dopo cinque mesi caratterizzati dal colore blu, torna al colore arancione: questo indica una fase di allerta accresciuta, e intende richiamare l’attenzione della popolazione sulle misure di protezione personale (mascherina, igiene delle mani, rispetto della distanza nei luoghi affollati, test al minimo sintomo, anche per i vaccinati), e sull’importanza della scelta di vaccinarsi.

«Non solo over 65, la vaccinazione di richiamo è indicata per tutti»

Situazione vaccini
«A breve raggiungeremo in Ticino le 500 mila dosi somministrate», spiega dal canto suo il farmacista cantonale Giovan Maria Zanini aggiornano la popolazione sulla campagna di vaccinazione. «Una cifra simbolica». Il 70,6% della popolazione totale ha ricevuto la prima dose. Considerando soltanto gli over 12, il tasso è del 78,5%. «Per quanto riguarda la vaccinazione di base, in Ticino siamo contenti dell’andamento. Ogni giorno da inizio ottobre abbiamo tra 100 e 200 nuove vaccinazioni. A breve raggiungeremo le 250.000 prime dosi». Chi fosse indeciso può ancora chiedere una consulenza via telefono allo 0800.144.144, via mail a [email protected] o scrivendo via WhatsApp allo 079 219 79 96.

La dose di richiamo
«Nell’ultima conferenza stampa avevamo indicato che la dose di richiamo era raccomandata per gli over 65. L’evoluzione della pandemia in questi ultimi ci obbliga a evolvere: la vaccinazione di richiamo è indicata per tutti». Dopo sei mesi dalla somministrazione della seconda dose, il booster è quindi raccomandato per tutti».

«Non solo over 65, la vaccinazione di richiamo è indicata per tutti»

Booster indicato per tutti, ma spetta a Berna dare il via libera
«Dopo sei mesi la protezione dai decorsi gravi comincia a scendere». Il booster attualmente è consigliato dalla Confederazione solo agli over 65. Ai Cantoni è stato indicato che prima vengono gli over 75 e poi gli over 65. Prima quelli vaccinati con Pfizer, poi quelli vaccinati con Moderna. «Questa è la situazione oggi - prosegue Zanini -. Noi ci attendiamo ragionevolmente a breve che le raccomandazioni della Confederazione siano estesi almeno ai malati a rischio con meno di 65 anni, a tutte le persone che assistono i malati a rischio e al personale sanitario. Inoltre ci sembra di poter dire che da qualche giorno la raccomandazione per tutti sia nell’aria. Martedì Swissmedic ha dato l’omologazione per il vaccino Pfizer estendendo la possibilità di somministrare il booster a tutti. Questo non significa che sia già raccomandato. Swissmedic ha solo creato le basi giuridiche per raccomandare il richiamo agli over 16. Tocca ora alla Confederazione stabilire se estendere la raccomandazione del booster a tutti se opportuno e sensato dal punto di vista della salute pubblica».

Dose di richiamo
In Ticino la somministrazione del richiamo è partita nelle case per anziani. Poi è stata estesa agli over 75 e quindi agli over 65. Sinora sono state somministrate circa 11.000 dosi di richiamo. Sono oltre trentamila gli appuntamenti già fissati. Fino alla fine dell’anno sono disponibili ancora circa dodicimila posti (4.600 Pfizer, 7.400 Moderna). Il farmacista cantonale precisa che chi intende ricevere il booster, «si deve iscrivere, non verrà invitato automaticamente». Le autorità non sono infatti nemmeno in grado di ottenere un elenco delle persone vaccinate, per questioni di privacy. La vaccinazione di richiamo può essere somministrata al più presto sei mesi dopo la vaccinazione completa. Non bisogna attendere la scadenza del certificato COVID per iscriversi. Da inizio dicembre, se le raccomandazioni federali saranno estese, il booster sarà esteso al personale sanitario, ai malati a rischio con meno di 65 anni e alle persone che le assistono. Inoltre, il richiamo potrà essere somministrato anche presso alcuni studi medici e farmacie.

Le domande dei giornalisti
In Ticino attualmente tra gli ospedalizzati (56) la metà sono vaccinati e la metà non vaccinati. Lo chiarisce il dottor Merlani rispondendo alla domanda di un giornalista. «Siamo curiosi di sapere come questo evolverà con la somministrazione delle dosi di richiamo».
In merito alla solidarietà tra Cantoni sulla possibilità di ospitare pazienti negli ospedali, vaccinati o non, provenienti da Cantoni con restrizioni più severe o meno, «non credo che qualcuno verrà mai rifiutato, in caso di necessità», ha aggiunto il medico cantonale.
«Ogni giorno abbiamo circa 1.000 nuove persone che si iscrivono e siamo molto fiduciosi che la gente segua e che riempiremo bene gli appuntamenti che abbiamo predisposto», ha dal canto suo spiegato Zanini. Per quanto riguarda il rischio di sprecare delle dosi, ha aggiunto una precisazione: «Rispetto ai mesi di inizio anno, questa preoccupazione oggi non c’è più. Non dico che sia lecito sprecarle, ma oggi le abbiamo a disposizione. Quando è stata lanciata la settimana di vaccinazione è stato detto a livello svizzero ‘‘ogni dose conta, per cui aprite la fiala anche per una sola persona’’. Noi ci siamo organizzati nei centri ticinesi per evitare di sprecare dosi. Abbiamo ad esempio deciso che il personale sanitario che lavora nei centri di vaccinazione possa vaccinarsi con la dose booster (se sono passati i sei mesi), per non buttarle».
Visto l’aumento dei ricoveri COVID, sull’ipotetica «dose soglia» degli ospedali, Merlani ha quindi concluso: «Se dovessero ancora aumentare casi e ospedalizzazioni, si potrà tornare a una situazione in cui vengono rimandati degli interventi meno gravi. Non aspettiamoci che ci sia una sorta di palloncino gonfiabile all’infinito negli ospedali. Anche le strutture dovranno fare le loro valutazioni. E chi pagherà, in quel caso, saremo tutti noi’’.

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