Giustizia

«Non volevo ucciderla, solo spaventarla»

È quanto ha dichiarato l’uomo che dovrà rispondere di tentato omicidio intenzionale

«Non volevo ucciderla, solo spaventarla»
Fotogonnella

«Non volevo ucciderla, solo spaventarla»

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LUGANO - «Non volevo ucciderla, solo spaventarla». Così il 71.enne alla sbarra con l’accusa di tentato omicidio intenzionale per dolo eventuale ha cercato di giustificare le tre coltellate inferte alla moglie. Incalzato dalle domande del giudice Amos Pagnamenta ha fornito varie motivazioni che lo hanno spinto a colpirla ripetutamente con un coltello che utilizzava abitualmente per sbucciare la frutta: dalla scarsa abilità della consorte ai fornelli al sospetto di una sua relazione extraconiugale. Un racconto confuso, dovuto anche alle turbe psichiche di cui l’uomo soffre e che, secondo la perizia psichiatrica, si traducono in una scemata punibilità di grado medio-grave. Un racconto che non è riuscito a spiegare i motivi che lo hanno spinto ad accoltellare la moglie.

La parola passa ora alle parti per la requisitoria della pubblica accusa e l’arringa della difesa.

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