Norman Gobbi: «Gli insegnamenti di questa crisi toccano anche la gestione delle frontiere»

l’intervista

Il presidente del Governo commenta la decisione di riaprire i confini con l’Italia dal 15 giugno e guarda al post-COVID: «Abbiamo visto quasi sparire la criminalità, così come la presenza di padroncini e lavoratori in nero, e questi sono fattori positivi che dobbiamo poter prolungare»

Norman Gobbi: «Gli insegnamenti di questa crisi toccano anche la gestione delle frontiere»
©CdT/Gabriele Putzu

Norman Gobbi: «Gli insegnamenti di questa crisi toccano anche la gestione delle frontiere»

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L’obiettivo era quello di riaprire le frontiere, in particolare quelle con l’Italia, al più tardi il 6 luglio. Oggi il Consiglio federale ha deciso di allinearsi a molti Paesi europei e di farlo già il 15 giugno. Una decisione che preoccupa il Governo ticinese? Siete stati coinvolti nella decisione?

«Le frontiere non aprono oggi, ma tra 10 giorni. Un “cuscinetto” temporale durante il quale si spera che la situazione sanitaria in Italia e in particolare in Lombardia abbia a migliorare, come avvenuto negli ultimi giorni. La data del 6 luglio era circolata in ambito europeo e poi ripresa da Berna più di 2 settimane fa. Comunque, dai contatti con l’autorità federale avuti in questa ultima settimana e vedendo un po’ quanto si sta muovendo a livello europeo ci si poteva aspettare questa decisione...

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