«Ogni giorno conta: non prolunghiamo l’agonia dei ristoranti»

La reazione

Il presidente di GastroTicino Massimo Suter commenta le decisioni del Consiglio federale in merito alla riapertura dei locali interni dei ristoranti a fine maggio: «Perché non già a Pentecoste?» - Posizione simile quella di GastroSuisse, che esprime comunque «sollievo» per la notizia

«Ogni giorno conta: non prolunghiamo l’agonia dei ristoranti»
© Shutterstock e CdT/Chiara Zocchetti

«Ogni giorno conta: non prolunghiamo l’agonia dei ristoranti»

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Buone nuove da Berna per i ristoranti, che dal 31 maggio potranno riaprire i locali interni. Un annuncio che non ha però soddisfatto il presidente di GastroTicino Massimo Suter, secondo il quale «si può osare di più, perché ogni giorno conta».

«Perché non Pentecoste? E perché di lunedì?»

Da noi interrogato, Suter ha evidenziato come «prolungare a fine maggio l’agonia dei ristoranti sia assolutamente ingiustificabile. L’attuale situazione epidemiologica», spiega, «dovrebbe spingere ad avere più coraggio. Il weekend di Pentecoste (22-23 maggio con lunedì 24 festivo, ndr) sarebbe un traguardo più che raggiungibile: poter ricominciare con un fine settimana lungo sarebbe di grande aiuto per un settore così colpito dalle conseguenze della pandemia. Il 31 maggio, poi, cade di lunedì. Perché non concedere almeno il weekend precedente? Simili aspetti strategici si sarebbero dovuti prendere in considerazione. Benché le speranze di essere ascoltati siano poche, porteremo avanti le nostre richieste a sostegno dei nostri colleghi che non vedono l’ora di poter tornare a lavorare, riaprire i battenti e garantire continuità alle loro attività. Ogni giorno conta».

Anticipiamo la riapertura: un passo logico e soprattutto dovuto

Riguardo alle riaperture dei ristoranti nella vicina Italia, frequentabili anche dai clienti ticinesi già dal 15 maggio (a determinate condizioni), Suter non ha espresso grandi preoccupazioni. «Al momento è giusto che tutta la nostra attenzione sia rivolta al territorio ticinese: non chiediamo una riapertura anticipata perché è quello che fanno altri Paesi, ma perché è un passo logico e soprattutto dovuto».

«Non ci siano distinzioni»

Ieri, su Facebook, il presidente di GastroTicino parlava di una «farsa» giunta (forse) alla fine. «Ho parlato di farsa perché i dati che vengono utilizzati per giustificare la chiusura prolungata dei ristoranti non sono incondizionatamente accettati dal mondo scientifico. Vi sono parecchi dubbi su un simile metodo di analisi. C’è uno squilibrio completo tra mondi economici che hanno a che fare con il pubblico: altri spazi chiusi come negozi, cinema e centri fitness, ad esempio, hanno già riaperto».

Una disparità di trattamento che infastidisce, sottolinea Suter: «Se i luoghi di aggregazione sono possibili punti di contagio, che vengano allora tutti trattati alla stessa maniera: non si facciano distinzioni». Ma in questo momento la questione passa in secondo piano: «L’importante per noi ora è che ci si renda conto che si può e si deve ripartire: facciamolo dunque il prima possibile riducendo al minimo i danni che questa pandemia può ancora causare al nostro settore».

La mascherina anche al tavolo

Come finora sulle terrazze, la mascherina dovrà restare a portata di mano: sarà infatti obbligatorio portarla anche al tavolo quando non si consuma. Una misura che Suter ha definito «un esercizio-alibi»: «Farà felice qualche burocrate a Berna, ma non ne vedo l’efficacia. Noi tuttavia inviteremo ovviamente i nostri clienti a rispettare tale disposizione», conclude il presidente di GastroTicino.

Sollievo per GastroSuisse, che avrebbe però auspicato un'apertura a Pentecoste

GastroSuisse reagisce sollevata alla proposta del Consiglio federale di riaprire da fine mese gli spazi interni dei ristoranti, tuttavia avrebbe auspicato un’andatura più veloce, riporta Keystone-ATS.

«Siamo sollevati», ha affermato il presidente dell’associazione Casimir Platzer davanti ai media. «Andiamo nella direzione giusta.» L’organizzazione farà tutto il possibile per far rispettare il piano di protezione e per sensibilizzare ristoratori e clienti sulla raccolta di dati. Il piano di protezione è la chiave per l’apertura, ha sostenuto anche il direttore di GastroSuisse Daniel Borner. Esso verrà ancora lievemente adeguato dopo la proposta presentata dal governo. Già in autunno - e durante la stagione invernale negli alberghi e nei ristoranti aperti per i lavoratori agricoli, operai, artigiani e montatori - è stato dimostrato che la consumazione al ristorante è sicura anche negli spazi interni. Secondo Borner sarà decisivo l’atteggiamento dei ristoratori e dei clienti, pertanto il direttore dell’associazione lancia un appello ad attenersi fermamente alle regole in materia di igiene e tracciamento. Mentre alla Confederazione chiede di realizzare una soluzione uniforme per il contact tracing nel rispetto della protezione dei dati. A lasciare comunque un po’ d’amaro in bocca è la tabella di marcia, ha detto Platzer. Se il Consiglio federale avesse deciso definitivamente il 19 invece del 26 maggio sarebbe stata possibile un’apertura a Pentecoste.

Ma «godiamoci per una volta la giornata», ha continuato il presidente di GastroSuisse. L’associazione ringrazia il governo per la decisione; ora conta sul fatto che l’esecutivo la applichi nelle prossime due settimane fornendo così una prospettiva e sicurezza di pianificazione al ramo. Platzer si è detto convinto che la maggioranza dei Cantoni approverà i piani nel corso della consultazione.

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