Ospedali svizzeri sotto pressione, e in Ticino?

Coronavirus

Le strutture sanitarie chiedono aiuto, così come gli operatori sanitari, il 5% di questi, in Ticino, a differenza della prima ondata, è oggi inabile al lavoro per contagio o quarantena - Nel nostro cantone il ricambio di pazienti è celere ma si teme una maggiore diffusione del virus durante le feste

Ospedali svizzeri sotto pressione, e in Ticino?
Locarno, 24 Novembre 2020 - Ospedale La Carità, un’infermiera all’opera nel reparto Covid-19.©CdT/Gabriele Putzu

Ospedali svizzeri sotto pressione, e in Ticino?

Locarno, 24 Novembre 2020 - Ospedale La Carità, un’infermiera all’opera nel reparto Covid-19.©CdT/Gabriele Putzu

Forse è solo in questa seconda ondata di contagi da coronavirus che la Svizzera, nella sua interezza, si è davvero resa conto della portata e degli effetti della pandemia. A un anno dalla scoperta del SARS-CoV-2, la pressione sul sistema sanitario ha cominciato in questi giorni a farsi sentire anche dove, fino a non molto tempo fa, l’occupazione di letti ospedalieri di pazienti COVID-19 era nettamente sotto alla media nazionale. E in Ticino? Per ora il sistema è sotto controllo, ma i numeri sono in crescita e l’arrivo delle festività preoccupa.

Nosocomi svizzeri in allarme

All’Ospedale universitario di Zurigo, uno dei più grandi del Paese, sono rimasti solo tre letti nel reparto di terapia intensiva, è stato sottolineato la scorsa settimana in una lettera sottoscritta da cinque nosocomi svizzeri...

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