«Parità, le buone intenzioni non bastano»

14 giugno

FAFTPlus e Agenda 54 Donne elettrici sostengono la mozione presentata al Gran Consiglio il 14 giugno - I firmatari chiedono di «definire una strategia condivisa per promuovere la parità e raggiungerla di fatto»

«Parità, le buone intenzioni non bastano»
Uno slogan durante la manifestazione del 14 giugno a Bellinzona. (Foto Putzu)

«Parità, le buone intenzioni non bastano»

Uno slogan durante la manifestazione del 14 giugno a Bellinzona. (Foto Putzu)

BELLINZONA - La Fondazione associazioni femminili Ticino (FAFTPlus) e Agenda 54 Donne elettrici sostengono la mozione sulla parità presentata al Gran Consiglio ticinese nella data simbolica del 14 giugno 2019 e formalmente il primo giorno di seduta della prossima sessione di Gran Consiglio, lunedì 24 giugno. Tradizionalmente apartitica e inclusiva, FAFTPlus si impegna affinché «alla parità formale, sulla carta, segua la parità nei fatti, quella concreta, quella che agisce e cambia la società» come indica l’associazione in una nota. La mozione, le cui prime firmatarie sono Natalia Ferrara (PLR) e Claudia Crivelli Barella (Verdi), ricalca il primo punto de l’Agenda 54 Donne Elettrici per la legislatura 2019-2023, ovvero «garantire risorse economiche per la promozione della parità e delle pari opportunità». La mozione è stata sottoscritta da 25 deputate/i firmatari dell’Agenda 54 Donne elettrici e da 5 cinque altre/i granconsigliere/i. «La parità non è solo una questione di giustizia, ma un fattore di crescita e di sviluppo della società intera, con anche ricadute economiche importanti. Il 14 giugno 2019 ha cambiato le priorità dell’agenda politica in Ticino e in Svizzera e questo non può esser ignorato, pena un grave scollamento tra istituzioni e cittadinanza» sottolinea ancora la FAFTPlus. Nel contempo, chiede conto dell’evoluzione di due iniziative già approvate o in attesa di avvio: il Piano Cantonale per le Pari Opportunità (primo punto Agenda 54 DE 2015-2019) e l’Introduzione del Bilancio di Genere.

In particolare, nell’atto parlamentare si chiede di «stabilire un budget adeguato e allocare le risorse necessarie per rafforzare l’Ufficio per le pari opportunità (esistente o da costituirsi secondo le necessità) anche in relazione all’attuazione del piano d’azione cantonale per la parità, di allestire un piano di azione cantonale per la parità e informare al più presto sullo stato dei lavori e di elaborare e rendere noti al più presto i risultati del progetto pilota sul bilancio di genere». Peri i mozionanti, ora «è fondamentale definire una strategia condivisa per promuovere la parità e raggiungerla di fatto. Un piano di azione permetterebbe sia di definire obiettivi strategici, sia di coordinare le attività. A tal fine è indispensabile che risorse economiche sufficienti siano destinate allo scopo e che vengano fissati come prioritari questi ed altri progetti per la parità» si legge nel testo della mozione che verrà presentato formalmente il 24 giugno.

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