Parkinson malattia sociale: «Perché bisogna fare di più»

Salute e società

In Ticino il Neurocentro diretto da Alain Kaelin è all’avanguardia nel trattamento della patologia e nella ricerca ma l’attenzione e la consapevolezza dell’opinione pubblica non sono ancora sufficienti - La prevenzione fattore determinante per combattere il morbo

Parkinson malattia sociale: «Perché bisogna fare di più»
Il Neurocentro ticinese è una delle strutture medico-scientifiche all’avanguardia nella ricerca sulla malattia di Parkinson. © TI-Press/Alessandro Crinari

Parkinson malattia sociale: «Perché bisogna fare di più»

Il Neurocentro ticinese è una delle strutture medico-scientifiche all’avanguardia nella ricerca sulla malattia di Parkinson. © TI-Press/Alessandro Crinari

Sono trascorsi oltre 200 anni da quando un medico inglese con idee rivoluzionarie e regicide, James Parkinson, diede alle stampa un trattato destinato a diventare celebre: “Essay on the Shalking Palsy”. Era il 1817, e in quelle pagine Parkinson descriveva la malattia che ne avrebbe traghettato per sempre il nome nella storia dell’umanità.

Molti storici della medicina concordano nel ritenere il libro di Parkinson «la più ampia e sottile opera di osservazione di un quadro clinico fino ad allora scritta». Un testo anche fortemente innovativo, per chiarezza e acume.

Oggi quello stesso quadro clinico viene ovviamente rappresentato in modo più dettagliato, ma i sintomi importanti della malattia erano già stati descritti da Parkinson in modo praticamente perfetto. Peraltro, il saggio favorì subito...

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