Patenti in leggero calo ma i pesci continuano ad abboccare

ittica

Il prodotto nei maggiori laghi e fiumi ticinesi per il 2018 è in aumento - Rilevata però una diminuzione del bottino nei bacini montani

Patenti in leggero calo ma i pesci continuano ad abboccare
© CDT/Archivio

Patenti in leggero calo ma i pesci continuano ad abboccare

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Nel 2018 sono state rilasciate poco più di 4 mila patenti della pesca dilettantistica, in leggero calo rispetto a quanto era stato rilevato nel 2017. A rivelarlo è il Dipartimento del territorio che precisa inoltre che questa cifra non include né i 1.500 permessi per ragazzi di età inferiore a 14 anni, né le 1.500 patenti turistiche, che hanno una validità di due o sette giorni consecutivi.

Più pescato nel Verbano grazie a un miglior sfruttamento

ll lago Verbano dirige la classifica per il prodotto della pesca professionale con 44.7 tonnellate, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. La composizione del pescato ha confermato la situazione di sostanziale stabilità del lago. Per quanto concerne invece il pescato dilettantistico, nel bacino locarnese sono state attestate 4.3 tonnellate, in aumento del 13% rispetto all’anno scorso. Il rapporto del Dipartimento ha però riferito che la crescita del prodotto non è dovuta a una maggiore attività dei pescatori, bensì si tratta del risultato di un migliore sfruttamento e disponibilità della risorsa ittica.

Carpe nel Ceresio come se piovesse

Spostandoci più a sud, i dati del lago Ceresio riferiscono che la pesca professionale ha portato alla cattura complessiva di 25.7 tonnellate di pesce, una cifra ben superiore a quella del 2017. Questo aumento è stato ricondotto a un aumento nella produttività del lago dove il Dipartimento conferma una situazione di stabilità. I dilettanti avventuratisi nel bacino luganese hanno ottenuto un risultato di 13.3 tonnellate, che rappresenta un aumento del 71% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, è stato ricordato che un picco di questo genere non è un’anomalia nel Ceresio e questo genere di fenomeno si ripresenta generalmente a scadenze triennali. Una particolare curiosità riguarda la quantità di carpa pescata, che ha visto un incremento del 500%.

Non solo laghi

Per quanto riguarda i corsi d’acqua, sono state rilevate delle cifre costanti rispetto ai tre anni precedenti. L’unico comparto che ha fatto registrare un marcato aumento nel numero di catture è quello del Ticino dell’8%, mentre tutti gli altri comparti fluviali – Brenno, Gambarogno, Isorno-Melezza, Maggia, Mendrisiotto, Sottoceneri, Verzasca – hanno mostrato variazioni nel numero di catture che oscillano tra il -37% e il +2%. I dati dei singoli settori indicano dei risultati molto diversificati e spesso discordanti tra di loro, anche a causa della variabilità che tipicamente contraddistingue i piccoli numeri: la tendenza degli scorsi anni che vede una generale diminuzione della pressione di pesca e delle catture nei settori di bassa quota permane, con lo spostamento dei pescatori verso le quote più elevate. Almeno per quanto concerne i settori più montani, a seconda del comparto si constata un parziale ritorno dei pescatori sulle aste principali dei fiumi a scapito dei loro affluenti.

Nonostante ci sia stato un ritorno dei pescatori in alta quota, e quindi un maggiore sforzo di pesca, i risultati dei laghi e bacini alpini è in lieve calo. I risultati migliori sono stati rilevati nei bacini sopra i 1.200 metri. Di conseguenza si può concludere che a livello cantonale i pescatori abbiano prediletto maggiormente i laghi alpini in alta quota a scapito dei bacini situati al di sotto dei 1.200 metri, conseguendo un numero inferiore di catture, ma di dimensioni generalmente maggiori a quelle dell’anno precedente.

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