Pensioni, l’iniziativa verrà ritirata

la decisione

Il primo firmatario ha dieci giorni di tempo dalla pubblicazione della ricevibilità sul Foglio ufficiale – Non ci saranno sorprese - L’MPS lancia il referendum

 Pensioni, l’iniziativa verrà ritirata
© CdT/Gabriele Putzu

Pensioni, l’iniziativa verrà ritirata

© CdT/Gabriele Putzu

Dopo anni di discussioni, il dossier della riforma del sistema pensionistico dei Consiglieri di Stato è vicino alla tanta attesa archiviazione. Dopo il via libera, martedì, del Gran Consiglio restano ora solo due ostacoli da superare. Ma se per uno di questi si può parlare di semplice formalità, il secondo si prospetta decisamente più ostico. Ma andiamo con ordine. Il progetto di riforma approvato dal plenum prevede, in estrema sintesi, l’affiliazione dei futuri Consiglieri di Stato all’Istituto di previdenza del Cantone e la fine dei vitalizi, pagati dallo Stato a fine carica, che verranno sostituiti da una indennità di uscita oppure una rendita ponte. In buona sostanza, questo è quanto proposto dall’iniziativa popolare generica presentata il 24 gennaio 2019 dal PS «Basta privilegi ai Consiglieri di Stato». Un testo, questo, che il partito si era detto pronto a ritirare in caso di esito positivo del dibattito parlamentare. Lo scorso 7 ottobre il Comitato cantonale del PS aveva dato mandato diretto alla direzione del partito e al Gruppo parlamentare per decidere, appunto, in merito al ritiro dell’iniziativa.

Sarà anche una formalità, ma sia la Costituzione cantonale che la Legge sull’esercizio dei diritti politici sono chiare: il ritiro formale da parte del primo firmatario (l’ex presidente del PS Igor Righini) dovrà avvenire in tempi relativamente brevi. Per la precisione, entro dieci giorni dalla pubblicazione della sua ricevibilità, ieri, sul Foglio ufficiale. Qualora l’iniziativa non venisse ritirata, toccherebbe ai cittadini doversi esprimere in votazione popolare. «L’iniziativa verrà ritirata e i passi formali verranno intrapresi nei prossimi giorni», ci conferma la copresidente del PS Laura Riget

Ben più ostico l’ostacolo rappresentato dal referendum, paventato in aula dal deputato Matteo Pronzini. Referendum che, come ci ha confermato il coordinatore dell’MPS Giuseppe Sergi, verrà presto lanciato: «Ci stiamo già muovendo e partiremo appena è possibile. Non sarà facile raccogliere le firme, ma siamo ottimisti».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 1